La mia prima Sgamelàa
Nell'ultima
domenica d'agosto in una mattinata di sole ma con una temperatura non
proprio estiva si è svolta la 33à edizione della Sgamelàa
d'Vigezz marcia internazionale di 26 km attraverso i sette comuni vigezzini,
Santa Maria Maggiore, Druogno, Toceno Craveggia, Vellette, Re e Malesco..
Ai nastri di partenza col sottofondo musicale della Banda di Malesco
alle ore 9.30 ci sono ben più di 600 podisti arrivati da molte
zone del Piemonte e della Lombardia, chi pronto ad affrontare la lunga
marcia tra i comuni vigezzini chi invece inpegnato nel mini giro di
cinque chilometri.. Quest'anno poi dopo ben trentadue edizioni c'è
stata una piccola variazione sul percorso, infatti dopo il Santuario
di Re circa a metà gara non si è più ritornati
ad affrontare la salita Villette ma si è proseguiti lunga una
nuova ciclabile meno impegnativa ma allungando la sofferenza di un chilometro...
Il carattere non competitivo della manifestazione ha visto gli atleti
affrontare il percorso con il passo più opportuno alle proprie
possibilità, senza dimenticarsi di ammirare il bellissimo colpo
d'occhio che la Val Vigezzo offre e non solo la bella partecipazione
degli abitanti dei comuni attraversati ha dato alla manifestazione quel
tocco in più che in molte altre gare purtroppo non si vede e
che sicuramente a tutti i podisti che hanno partecipato la voglia di
ritornarci anche alla prossima edizione.. c'è da ricordare che
comunque non è mancato anche lo spirito agonistico per alcuni
atleti, e alla fine tra gli uomini c'è l'ottima prestazione dell'atleta
della Cover Bernardini Mauro che chiude la 33à Sgamelàa
con un gran tempo 1h 34' 16" precedendo di quasi sette minuti il
secondo arrivato Fasoli Andrea.. tra le donne la prima a tagliare il
traguardo al 30° posto assoluto è Cecilia Mora con più
di dieci minuti sulla Comero Elisabetta..
A tutti però sicuramente rimarrà il ricordo di aver partecipato
ad una corsa molto bella dove all'arrivo tra un folto pubblico pronto
ad applaudire tutti gli arrivati come nella manifestazioni più
grandi anche a carattere internazionale delle signore in abito tradizionale
della Comunità Montana della Val Vigezzo consegnano la medaglia
di partecipazione segno di aver terminato la Sgamelàa d'Vigezz..
Dopo questa piccola descrizione a carattere generale posso lasciare
anche un piccolo commento personale da chi per la prima volta ha partecipato
alla Sgamelàa.. Infatti dopo averne sentito parlare tanto quest'anno
anch'io non sono voluto mancare e anche se il percorso non era proprio
adatto alle mie caratteristiche, ci ho provato e ora posso dire che
è una manifestazione che merita davvero..
Trovarsi a fine agosto con tanta gente così ad una gara impegnativa
sotto tutti i punti di vista sia chilometrici sia di fatica tra i saliscendi
che si affrontano sui 26 km è sintomo di una manifestazione di
classe superiore.. ed è vero.. In tutte le gare che ho fatto
a parte le maratone all'estero e qualche mezza importante sul territorio
nazionale in nessuna altra gara ho notato una partecipazione così
forte da parte del pubblico che affolava il centro del paese pronti
ad applaudire ed incoraggiare anche chi come me viaggiava a metà
del gruppo e non solo.. è stato bello vedere i bambini con le
mani tese pronti a prendere il famoso 5 da parte di noi podisti..
Certo non dimentico comunque che la gara è molto impegnativa
ed in molti tratti la mia corsa si è trasformata in camminata..
le salite verso i comuni di Buttogno e Toceno nella prima parte mi fanno
subito capire cosa mi aspetta oggi e per fortuna che la la salita più
dura è stata tolta allungando però di più la fatica..
Infatti dopo una prima parte cronometricamente accettabile circa 12/13
appena dopo la metà gara quando si passa nei pressi del Santuario
di Re, il mio passo è diventato sempre più lento alternato
a camminata e sono molti quelli che passandomi mi incoraggiano ma ormai
il mio spirito è solo quello di portarla a termine senza soffrire
troppo quindi ne approfitto godendomi anche quello che la Val Vigezzo
mi offre da guardare, (io arrivo da in mezzo le risaie del vercellese
quindi correre tra le montagne e lungo i torrenti non mi capita spesso)..
comunque, dopo il santuario una lunga discesa in ciotolato ci porta
in direzione del Ponte del Melezzo, verso il km 18/19 mi fa ben sperare
che la parte più dura fosse terminata invece il bello doveva
ancora arrivare, ed infatti appena terminato il ponte il mio sguardo
è salito verso l'alto ed ho capito che mi aspettavano 8 km di
ulteriore sofferenza per fortuna placata dagli ultimi due ristori e
dagli incoraggiamenti anche spiritosi che la gente mi faceva lungo il
percorso.. L'arrivo al 25° km, quindi all'ultimo km è stata
una liberazione in lontananza vedevo e sentivo lo speaker parlare, ormai
ero arrivato.. alla fine della mia prima Sgamelàa manca poco
e gli ultimi metri sembrano quasi come gli arrivi della grandi maratone
due ali di pubblico ti applaude e i dieci gradini che portano sul palco
dell'arrivo sono i più belli di tutta questa splendida manifestazione
coronata con la medaglia ricordo consegnata dalle signore in abito tradizionale
e con lo speaker che intrattiene tutto il pubblico scandendo posizioni
e tempi di tutti gli arrivati.. Alla fine chiudo per la cronaca al 157°
posto in 2 ore e 16 minuti che poi non è neanche malaccio come
tempo..
27.08.06
Stefano Marinari