Cronistoria di due comuni mortali (no professionisti!) alla mitica Camignada 2006

Anno del Signore 2006 - domenica 6 agosto

Ore 03.00 sveglia
Colazione caffè e biscotti... ma chi beve il caffè a quest'ora????

Ore 04.00 partenza
Si tira a sorte su chi guida (e vince chi può dormire!!!).

Ore 05.45 arrivo ad Auronzo e incerottamento antivesciche dei piedi prima dell'inserimento
negli scarponi. Si sale in navetta e si arriva a Misurina combattuti fra il desiderio di una ronfatina e la curiosità di ascoltare gli entusiasmi e i timori dei compagni di viaggio che bisbigliano fra loro.

ore 06.45 Siamo a Misurina, quota 1752, all'orizzonte possiamo già intravedere le tre cime che ci guardano con sufficienza…. e il banco delle iscrizioni dove possiamo ritirare i pettorali:
UAO!!!!! "Nessuno ha voluto questi due numeri, voi siete mica superstiziosi?????"
Chi? Noi????? Noooooooooooooooo!!!!!!!
Detto - Fatto! Il 13 e il 17 sono nostri!
Per festeggiare… un buon cappuccino e per gli occhi dolcezze dietro il bancone(?!!!).

xx.xx Tutto intorno a noi, via vai di grandi atleti e professionisti in canottiera e braghette (temperatura approssimativa 5 gradi centigradi)
che si riscaldano con esercizi spaziali …
… noi poveri Cristi senza team alle spalle, abbiamo optato per la giacca a vento!

Ore 08.00 E' il momento: ci siamo guadagnati la prima fila ma, al momento cruciale dello sparo di partenza, ci hanno già risucchiato le retrovie. Sono anni che cerchiamo di spiegarci questo strano principio fisico senza trovare una soluzione… fa niente: partiamo anche noi orgogliosi con i nostri 500 metri di autonomia in sprint e poi… lingua alle caviglie e avanti fiduciosi!

Ore 09.15 Dopo un lungo saliscendi (più sali che scendi!), arriviamo al rifugio Auronzo a quota 2330, abbiamo già circa 600 m di dislivello rispetto alla partenza.
Siamo sotto le fantastiche Tre Cime di Lavaredo che poi costeggiamo fino al rifugio Lavaredo (quota 2344) dove arriviamo in circa venti minuti di cammino. Vento freddo che ci gela il naso, abbigliamento da pieno inverno e con gioia vediamo la prima neve fresca ai bordi del sentiero!
Continuiamo imperterriti e a circa metà del tratto che conduce al rifugio Locatelli ci aspetta l'imperdibile foto ufficiale (vedi sito camignada, foto n.105!): noi in primo piano e sullo sfondo, sorridenti, le Tre Cime di Lavaredo, imponenti e spettacolari come sempre.

Ore 10.10 Arrivo al rifugio Locatelli a quota 2405. Tutto intorno cime e rocce grigio freddo di incredibile bellezza si stagliano verso il cielo, ci sentiamo davvero piccoli ma è bello far parte di questo incantevole quadro d'autore.
Ci aspetta ora la faticosa salita per raggiungere il rifugio Pian di Cengia che è il punto più alto che prevede il percorso della Camignada.
Confidiamo nell'energia di banane, cioccolato e the che ai ristori puntualmente e gentilmente ci hanno offerto e proseguiamo senza mai fermarci (anche se le gambe lo vorrebbero) fino a raggiungere faticosamente, attraversando il ghiaione che sembra non finire mai, la forcella di Pian di Cengia e subito dopo l'omonimo rifugio.

Ore 11.10 Siamo a quota 2528, rifugio Pian di Cengia, tutto intorno i tristi ricordi e segni della prima guerra mondiale... … …
Noi siamo ancora qui, circa circa a metà del cammino, e pensare che il primo atleta ha già raggiunto il traguardo!!!!!! Non importa, anche la nostra andatura ha i suoi vantaggi: possiamo ammirare il fantastico panorama e anche scattare qualche foto da mostrare orgogliosi al rientro.
Inizia ora la discesa al rifugio Comici che ci aspetta a quota 2224, scendiamo un dislivello di 300 m in circa 40 minuti lungo un sentiero tracciato in tempo di guerra. Sole velato e temperatura ottima per camminare.

Ore 11.50 Rifugio Comici.
I grandiosi operatori del ristoro ci incitano e ci sostengono con il loro entusiasmo perché ci accingiamo ad affrontare, una discesa che però è poi seguita da una dura salita.
Le gambe implorano pietà ma non possiamo ascoltarle, e ripartiamo fiduciosi.
Ghiaione infinito, grigio, grigio, grigio senza fine!!!!
Fortunatamente però, abbiamo davanti a noi, la possibilità di distrarci apprezzando le piacevoli forme… e delle montagne …e dell'attraente giovane atleta che ci precede!
Insomma… se può servire allo spirito, e a proseguire più pimpanti…tutto giova!

Ore 12.30 Arriviamo al rifugio Carducci a quota 2297, entriamo a bere un caffè e con sorpresa notiamo che qualcuno ha già deciso di concedersi un piattone dell'ottima pastasciutta che qui si può gustare. Noi, uomini duri, dopo il veloce caffè partiamo alla volta della lunghissima, infinita, disarmante discesa che ci porterà al mitico mitico super-mitico traguardo ad Auronzo a quota 864. !!!! Sì, proprio così: 1400 metri circa di dislivello con partenza su ghiaione (viene quasi voglia di rotolare giù!), seguito dalla comparsa della prima vegetazione dopo tanta roccia fredda e grigia. Il sentiero prosegue incontrando diversi piccoli corsi d'acqua che, quest' anno per la prima volta, in certi tratti inondano il sentiero. Penetriamo nel bosco e questo è il segnale che fra poco troveremo il ponte di legno che sappiamo essere preludio dell'ultimo punto di ristoro.

xx.xx E' quasi fatta, arriviamo al ristoro un po' meno infreddoliti ma veramente stremati, i piedi procedono per forza d'inerzia. Qualcuno ci dice (forse nel tentativo di sollevarci un po') che mancano solo 4 km all'arrivo ma l'esperienza ci ricorda che invece ne mancano circa 7!!!!!! Terrrrrrrrrrrrrriiiiiiiiiiiiiiiiibile!
Fortunatamente da quest'anno gli ultimi 5 km non sono più da percorrere su strada asfaltata - che dava il colpo di grazia ai nostri piedi - ma su una nuova pista "ciclabile" sterrata: decisamente migliore.
Attraversiamo il ponte sul torrente e qui già incontriamo i turisti che passeggiano e le famiglie sui prati che ci incitano e sostengono nell'ultimo tratto. Costeggiamo la riva del corso d'acqua e proseguiamo per circa 2 km. Davanti a noi il torrente si apre e possiamo godere della vista del lago di Auronzo che ci accoglie e sembra anche lui applaudire. Attraversiamo l'ultimo ponte di corsa facendo appello a tutte le nostre risorse di forza e di volontà, l'arrivo è lì, vicinissimo e irraggiungibile però eccoci:
dopo 7 ore e 21 minuti anche il 13 Gianni e il 17 Fabrizio,
la più eccezzzzzzzzzzionale coppia, arriva al traguardo!!!!!!!
FATTA! FATTA!!!! FATTA!!!!!!
ANCHE QUEST'ANNO POSSIAMO DIRE CON ORGOGLIO: "NOI C'ERAVAMO"
e darci appuntamento alla prossima edizione!


Grazie mille a tutti tutti tutti
mandi mandi
Gianni & Fabrizio