|
01.06.07 - Dalla descrizione, si direbbe che ero anch'io, col
gruppo dei modenesi, nello stesso accogliente e disponibile hotel
di Silvio Frattini. Il suo resoconto e' un po' caricato (forse,
l'emozione dell'esordio, con qualche pecca di inesperienza che
traspare), ma nella sostanza veritiero. E notare che le barrette
di formaggio riprodotte anche in foto (e provenienti dall'azienda
dei famosi fratelli Panini delle figurine) le abbiano portate
noi!
Ovviamente identica la sorte capitata al sottoscritto, e le rampogne
da fare all'organizzazione, che si è dimostrata addirittura
meno previdente che nel 2006: allora, una nevicata caduta il giorno
prima indusse Pietro e soci a modificare la parte iniziale del
percorso, spostandola su un versante esposto al sole e dunque
scoperto. Strano che quest'anno, con neve che cadeva per tutto
sabato e con previsioni infauste, siamo stati instradati sulla
via normale, che dopo 5 km gia' saliva oltre i 2000 metri, semplicemente
con la 'promessa' di una deviazione dal pericoloso crinale dopo
il primo colle della Boaria.
All'interruzione (dove sono arrivato in 3 ore e 9 minuti, direi
benino se penso che avevo rinunciato ai bastoncini e alle scarpe
più pesanti - spedite all'intermedio dell'Authion, con
l'intenzione di sfruttarle nelle antipatiche salite/discese finali),
sentito che ci rimandavano verso Limone attraverso il col di Tenda,
ho chiesto perché non si sfruttava appunto questo colle,
praticabile, per mandarci in Francia, appunto all'Authion o comunque
verso Sospello (km 72): ma mi hanno risposto che in Francia era
"peggio". Salvo poi sentire, nel tendone di Limone verso
mezzogiorno, che si prospettava di dare ugualmente il via alla
corsa di Neanderthal, vale a dire al percorso "corto"
di 50 km dall'Authion in giù. Cosa che io avrei fatto volentieri,
ma di cui non ci sono più state conferme; e fa specie che
ancora a 72 ore dalla gara, il sito della manifestazione sia fermo
alle notizie della vigilia, e gli organizzatori non rispondano
agli email!
Invece, sia alla distribuzione pettorali, sia al pasta party (che
io ho fatto, concedendomi anche il bis, dato che molti avevano
disertato per il freddo!), sia alla partenza della mattina (con
gli annessi del controllo chip e della consegna ai camion dei
rispettivi bagagli), non ho trovato pecche particolari, e l'informazione
era adeguata. Anche il ritorno dei bagagli dalle destinazioni
dove erano stati spediti mi e' parso fatto in tempo ragionevole,
viste le condizioni di emergenza.
Ha seccato un po' il ritardo del via, con l'acqua che veniva giu'
a saperlo prima, dormivo mezz'ora in piu'! Poi si e' andati, senza
correre - almeno alla mia altezza, che poi non era tanto bassa
se e' vero che all'interruzione mi sono vista piombare alle spalle
la campionessa Martina Juda, gia' protagonista del 2006 - data
la scivolosita' dei sentieri, il fango e poi la neve, oltre alle
pendenze. Ho indossato copriorecchie e guanti dopo un'ora, freddo
l'ho sentito solo al colle quando il vento ci ha investito, ma
mi sembrava di cominciare a carburare
e un po' mi ha aiutato
anche Petrarca, il cui "Solo e pensoso" andavo recitando
dopo un sorpasso che mi aveva sgomberato la strada davanti. Peccato!
Di una cosa ho sentito la mancanza: di un ristoro caldo in itinere.
D'accordo che non era previsto, ma lo si poteva portare in extremis
al col Boaria (2100 metri): dopo due ore e piu' con le nostre
gavette di ghiaccio, ci avrebbe evitato molti inconvenienti (e
anche al ristoro finale dei reduci a Limone, ho trovato appena
un poco di te', e solo andandolo a cercare dietro una porta!).
Per fortuna, il nostro albergo ci ha ridato le camere per fare
la doccia, e ci ha dato da mangiare a prezzo modico (per i pochi
soldi che non avevamo spedito a Montecarlo!). L'albergo merita
che ritorniamo; l'organizzazione
vedremo.
|