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Traffico pedonale in centro a Milano, ovvero il Passo del Ciovasso
(di Tito Tiberti)

03.03.08 - Traffico pedonale in centro a Milano, ovvero il Passo del Ciovasso

Stamane sono tornato per il secondo anno a gareggiare nel Parco Sempione, sul brecciolino intorno all'Arena ed al Castello Sforzesco. Sono partito da casa con la serenità di chi sapeva di andare a correre in centro a Milano senza correre il rischio di subire strali ed aggressività degli automobilisti del capoluogo lombardo. Nel parco i mezzi motorizzati non entrano!

Purtroppo il milanese (o il frequentatore della città) che non conosce il piacere dell'attività all'aria aperta non riesce ad apprezzare lo sforzo di quanti si cimentino in allenamenti o competizioni podistici con l'entusiasmo di chi sa di fare del bene a se stesso ed all'ambiente che lo circonda: la cultura dello sport è un potente elemento di civilizzazione. Dagli strombazzamenti collettivi di clacson lungo le arterie cittadine a margine delle manifestazioni podistiche non sembra emergere alcun segno di civiltà o tolleranza (vedi episodi agli incroci in occasione di Milano City Marathon, Deejay Ten, Trofeo Montestella, Stramilano)...

Sarebbe stato bello (od originale) leggere su cartelloni luminosi nelle strade del centro messaggi come: "Attenzione ai signori automobilisti: traffico pedonale in zona Sempione" oppure “Strombazzare o insultare i corridori: -5 punti”.


Gara tosta: un percorso non proprio lineare e pianeggiante, un caldo inaspettato e un venticello insidioso hanno reso la vita difficile a tutti i concorrenti.

Non disperi chi cercava il personale sui 10km e non lo ha colto nonostante si sentisse in forma olimpica! Dia un'occhiata ai responsi cronometrici dei top che stanno lì a dimostrare quanto fosse difficile correre forte oggi: il keniota Kimurer non è sceso nemmeno al di sotto del “muro” dei 30', il piemontese della comense Finesso ha rischiato di riportare un viso pallido sul gradino più alto del podio pur fermandosi sui 30'24”, Chiesa era già poco sopra i 31' ed era seguito a brevissima distanza dall'ecuadoregno del CUS Pavia Monserrate e dal bresciano della Co-ver Mapei Tito Tiberti (sì, proprio io ;-) a chiudere il podio degli italiani. Un bravo anche a Mascheroni della Corradini Rubiera che – nonostante corresse fuori gara – ha trovato gli stimoli per battagliare in testa alla corsa, ma che comunque nella giornata odierna non avrebbe segnato un tempo sensazionale.

La gara femminile ha visto una conclusione con Robaudo, Lena e Clerici nell'ordine su ritmi di percorrenza dai 3.43/km ai 3.48/km. Tutte molto brave, ma anche in questo caso non velocissime. Inoltre la spettacolarità della gara femminile ha forse risentito del fatto di confondersi nell'intenso “traffico” pedonale degli oltre 1000 podisti partiti.


Faccio il maestrino e do qualche voto: a 27 anni ma con oltre 300 gare nel palmares qualcosa dell'atletica che conta l'ho visto anch'io! Ottime l'organizzazione e la logistica, soprattutto con il ritorno all'interno dell'Arena. Spettacolare il percorso, anche se un primo chilometro meno tortuoso avrebbe agevolato il gruppo dei corridori che si accalcavano sui “tornanti” del parco e sgomitavano nelle ripartenze. Bene pacco gara e servizi collaterali alla corsa (stand, ristoro e affini). Snelle le procedure e rapido il cerimoniale di premiazione (sapete che disagio aspettare le 14 per ritirare una medaglia? Qui invece alle 11.30 si poteva già ritirare un bel premio!). Originale la medaglia ricordo per tutti. Infine gli arrivi in pista hanno sempre un loro fascino particolare: sarà che evocano l'immaginario da giro trionfale al termine della maratona olimpica...

Last but not least, un grazie speciale ai volontari dell'organizzazione e a Roberto Cella che si è occupato dei “top runners” con puntualità e discrezione da manuale del perfetto organizzatore, né troppo distaccato né troppo invasivo.


Alla prossima con la Maratonina del Lago Maggiore!


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