| Una sera d'estate a Milano
Dietro un buon risultato c'è sempre una somma di eventi che concorrono
e a volte, nonostante qualche particolare vada nella maniera opposta,
è tanta la voglia di realizzare un risultato da darci la forza
per trovare la strada giusta
.quasi un istinto primordiale che capisce
cosa si può fare per risolvere un contrattempo
. Era l'inizio
di giugno del 1992 ed ero ben allenato, avevo corso due settimane prima
i 3000 in 9.40.9 sfiorando il vecchio personale di 9.39.0
.mi sentivo
in forma
. Così al mattino quando vidi il cielo grigio e carico
di pioggia pensai che la gara avrebbe potuto essere annullata
.
Alle sei partimmo sotto il diluvio
..facemmo la statale e a Pavia
guardavo un naviglio vicino alla strada verso la Certosa con l'acqua che
ribolliva per l'intensa pioggia
.come avrei fatto a correre sotto
quel diluvio ? Ci avvicinavamo a Milano ma il tempo era sempre brutto,
il mio amico sbagliò uscita dalla tangenziale
..finimmo in
una zona sconosciuta e alle richiesta di informazioni nessuno sapeva dirci
come ritrovare il viale Certosa
pioveva sempre forte e il tempo
passava veloce, guardavo con apprensione l'orologio, di lì a 15'
avrebbero chiuso le iscrizioni e avevo visto io due settimane prima respingere
alcune iscrizioni fuori dal tempo limite, anche di atleti che avevano
fatto come noi 80 km. per poi non correre
...Un signore distinto
sembrò la soluzione giusta per sapere dove eravamo e dove dovevamo
andare ma, come Toto e Peppino in un celebre film, forse non riuscimmo
a spiegarci perché quel gentile signore ci mandò altrove
..a
un certo punto vidi un bar che mi sembrava di aver visto passando per
andare al XXV Aprile, un ricordo vago, casuale, ma sufficiente a farmi
capire che dovevamo andare in quella direzione
finalmente
vedemmo la collinetta del Montestella e arrivammo al XXV Aprile
mancava
solo 1' allo scadere delle iscrizioni e mi precipitai al tavolo per arrivare
in tempo, il giudice mi guardò severo
..seccato di dover aggiungere
ancora due atleti alle serie già composte, ma non era ancora l'ora
limite
..pioveva sempre ma meno intensamente
.Prima di una gara
in cui si è poco allenati il nervosismo non è tanto, si
è quasi tranquilli
.ma se uno è ben allenato e prepara
la corsa la tensione allora è elevata, temi di sbagliare ritmo,
di fare qualche errore, di non raccogliere i frutti del tuo impegno
così
ero quella sera mentre mi domandavo che scarpe mettere, che maglia mettere,
se comprare un po' di spirito canforato
..che sembrava indispensabile
per darmi un po' di fiducia
..cercai una farmacia ma l'unica in zona
era chiusa
.piovigginava ancora quando mi scaldavo e ascoltavo la
composizione della prima serie, poi della seconda
finalmente venne
la mia
..La corsa ebbe un andamento regolare, non sbagliai niente,
e feci il tempo che speravo
16.42.9
personale migliorato di
8 secondi
dieci anni dopo
.. A 37 anni
ero contento, ci
speravo ma temevo di non farcela
finita la gara, col buio,
guardavo il cielo violaceo illuminato dalle luci della città, guardavo
le auto veloci nella strada vicina al campo, facevo defatigamento e la
tensione era sparita, tutto sembrava bello
.anche la pioggia che
riprendeva a battere, piano
tranquilla, anche lei adesso senza fretta,
la gara era passata
.mi andai a cambiare e pure quello sporco spogliatoio,
pieno di vapori e odori, con l'acqua per nulla calda, diventava pulito
e splendente
..per uscire da Milano ci mettemmo 20' quasi, il mio
amico (che aveva fallito il suo obiettivo di andare sotto i 17') aveva
sbagliato di nuovo strada e a quell'ora di notte non trovavamo a chi chiedere
informazioni
..ma alla fine un bel cartello verde ci segnalò
l'autostrada e di lì in avanti potemmo cominciare a parlare della
corsa senza problemi, era passato e diventava oggetto di ricordi
solo
2 ore prima era solo un sogno
.un immagine possibile
.
|