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I RACCONTI DI MATTEO PIOMBO
Una gara molto improvvisata
Nell'estate del 1975 avevo dovuto smettere di correre, per cause di lavoro, mi mancava materialmente il tempo di allenarmi. Uscivo dall'ufficio alle 7 di sera (a volte più per incapacità del capufficio del gestire il lavoro che per necessità reale, e questo era seccante) e arrivavo in pista alle 7,20-7,30….e a quell'ora i miei amici erano negli spogliatoi già a fare la doccia. Uscivo dall'ufficio stressato e spesso talmente stufo da mancarmi la voglia di correre. Ma dentro me la corsa restava un desiderio, volevo correre e trovare di nuovi spazi per questa mia passione. Così con un misto di curiosità e stupore notai che al mio paese, dove avevo passato le piovose ferie di agosto, era in programma una corsa podistica per domenica 7 settembre. Curiosa era la distanza prevista di circa 30 km. con un tracciato a dir poco proibitivo, con caratteristiche da corsa in montagna. Ma conoscendo la superficialità organizzativa dell'ente che allestiva la corsa e la scarsa diffusione che quell'anomimo manifesto aveva nell'ambito podistico convinsi un amico a venire a fare questa corsa. Ci presentammo quindi al sabato vigilia di gara che, come tutto quel mese di settembre, era avversato da brutto tempo e pioggia. Il mio collega era ben allenato e contavo che mi avrebbe fatto fare bella figura vincendo alla grande la corsa. Sulla mia capacità di arrivare al traguardo nutrivo dubbi. Ero stato in buona forma fino a giugno ma per distanze di mezzofondo e non certo per una corsa di 30 km. Ma a vent'anni c'è un po' il gusto di osare e cercare nuovi limiti, per conoscere se stessi e quindi, molto azzardatamente, decisi di farla anche io. Alla vigilia in realtà rimasi molto male per un fatto. Una ragazza che mi piaceva parecchio e su cui contavo di far impressione con le mie "gesta sportive" passò in piazza e non mi salutò nemmeno….e così il principale motivo per cui mi ero imbarcato in quell'azzardo veniva a mancare….e alle 8 della mattina dopo, in un atmosfera quasi autunnale (con nebbia e temperatura decisamente poco settembrina) mi ritrovavo in piazza a far riscaldamento. Il mio amico aveva molta fiducia nei suoi mezzi, non era un maratoneta ma era ben allenato e gli avversari sembravano tutto meno che campioni. Alcuni addirittura secondo me erano alla prima corsa della loro vita, altri magari qualche gara l'avevano fatta ma non credo fossero di buon livello. Visto anche come si preparavano all'evento e il loro abbigliamento, tutt'altro che denotante un atleta praticante regolarmente il podismo. Scarpe da basket, magliette di lana pesante, persino cuffie e uno con un abbiagliamento più adatto a uno scalatore o a uno sherpa nepalese che a un podista. Non seppi mai che fine fece questo curioso avversario….che all'arrivo in effetti non vidi…La superficialità organizzativa si vide anche nella partenza, si pretendeva di farci fare un giro completo del paese dietro a un auto di sgargiante arancione….in un orario in cui in giro, a parte i fedeli della prima Messa del mattino, non c'era nessuno. Così ligi ai dettami di un folkloristico starter vestito quasi da cow boy, con capelli alla Buffalo Bill e tutto meno che l'aria seria (anzi direi reduce da una nottata abbastanza movimentata…) partimmo in circa 60 con molta fiducia. Dopo circa 1 km. lasciammo la strada asfaltata e iniziammo una carrareccia che però era in ottimo stato. Il terreno era umido ma ancora compatto e pian piano al comando della corsa ci ritrovammo in quattro. Io e il mio amico, un tizio corpulento di Campomorone e un ragazzo sulla mia età di Arenzano. Il gruppo procedeva tranquillo e ben presto non vedemmo più avversari dietro anche perché la strada era diventata un sentiero che entrava nel bosco e si inerpicava in salite non dure ma impegnative. Avevamo anche guadato un ruscello…..e li capimmo che gli organizzatori non erano certo esperti di percorsi podistici….I segnali del tracciato erano meno nitidi ma dentro il bosco ridiventarono chiari, si trattava di belle frecce gialle appese agli alberi ad altezza d'uomo. E a un certo punto dopo 40' di corsa trovammo che il piante diradavano e davanti a noi si stagliò la torre del castello del mio paese……capii subito che qualcosa non andava…..non era previsto un ritorno in paese se non all'arrivo e così quando ci ritrovammo al punto di partenza ne dicemmo due a quegli organizzatori così sprovveduti…di altri podisti non se ne vedevano ma supponevamo che chi aveva girato le frecce (come si era quasi subito capito) lo aveva fatto per gettare scompiglio e quindi altri corridori vagavano per il tracciato…. Uno degli organizzatori ci fece salire tutti e quattro in auto e ci portò a metà percorso…..da dove riprendemmo la nostra gara….a circa 15 km. dal traguardo….Erano passati da quel punto già una decina di partecipanti….ma non si sapeva quanti ancora vagassero nella zona della gara….. Il mio amico che era il più furente partì a razzo e ci lasciò quasi sul posto, quel tipo di Campomorone lo segui meno baldanzoso e io e l'atleta di Arenzano iniziamo la rimonta a un passo decisamente più lento. Tanto che a un certo punto lasciai la sua compagnia perché bene o male ci tenevo ad arrivare almeno nei primi dieci….credevo ancora che all'arrivo la mia amica sarebbe stata a vedere la corsa….
Il tracciato prevedeva una serie di 5 km. su asfalto in discesa e poi una strada campestre in salita molto dura alla cui fine, in uno spiazzo c'era il primo ristoro della gara….dopo 22 km. di percorso….A quel punto avevo recuperato 4 atleti che mi precedevano, non erano di gran valore tecnico ma me li lasciai alle spalle con grande soddisfazione…capivo che non erano certo corridori abituali e li vedevo in piena crisi, ma nel mio stato d'animo, esacerbato dall'errore, la voglia di superarli era moltiplicata… sapevo di averne ancora davanti almeno 8…..E a quel ristoro presi un bicchiere che sembrava contenere thè……lo dissi anche a una ragazza che era lì vicino ma quella non capi e io bevvi….si trattava di birra….e negli altri bicchieri c'era anche vino…..coca cola e similari….bevande di colori strani…sputai subito e mi infilai nel bosco dove all'andata avevamo sbagliato strada sperando che qualcuno avesse rimesso a posto i cartelli. Nella discesa raggiunsi e superai due corridori che rimasero stupiti dalla differenza tra il mio passo e il loro…..dicendo tra loro "da dove arriva questo ?" ma non ci badai e proseguii….finalmente rividi la torre del castello e seppi che mancavano solo 2 km. al traguardo, davanti avevo un tizio che conoscevo bene perché correva spesso nella mia zona. Un podista sui 50 anni che teneva sempre un passo regolare in corsa sui 5' al km. o anche qualcosa in più. Vedendo lui mi dissi tra me che l'avrei facilmente superato….ma non facevo i conti con la stanchezza….erano almeno 2 ore che ero in corsa tra tratto sbagliato e ritorno….non avevo fatto molto caso alla fatica anche perché arrabbiato per l'ingiustizia subita….ma lì, a due km. dal traguardo, era come se tutti i conti con la scarsa forma e due mesi di inattività arrivassero…..lo vedevo vicino ma non avevo la forza per raggiungerlo, mi sembrava infinito il distacco e lontanissimo il traguardo, conoscevo benissimo quelle strade strette dove avevo passeggiato per tante estati di vacanze, ma non mi erano sembrate così lunghe…..i 50 metri che mi dividevano dal podista lento rimasero tali fino alla striscia bianca dell'arrivo che tagliai spendendo le ultime disperate energie……Ma pur guardandomi intorno diverse volte non vidi la ragazza che speravo fosse venuta a vedere la corsa, non credo proprio di essere stato nei suoi pensieri quel giorno. Il mio amico era invece arrivato secondo sfiorando il successo, il vincitore di questa strana gara gli aveva dato pochi secondi e la sua rimonta era quasi riuscita……il tipo di Campomorone era invece arrivato quarto e io sesto……Non finirono la corsa in venti e di questi dubito qualcuno abbia fatto tutto il vero tracciato originale….Un'altra quarantina tornò in paese da diverse strade, in diverse condizioni ma tutti unanimemente inveivano contro gli organizzatori, rei di aver usato segnalazioni facilmente sabotabili…..Non seppi mai cosa avevo vinto quel giorno, perchè la premiazione era addirittura nel pomeriggio e noi non potevamo restare……tutto il giorno….Così ci cambiammo e ripartimmo e la settimana dopo tornai la per sapere qualcosa di più sulla strana corsa di 30 km. Le polemiche sull'improvvisata organizzazione continuarono, ma in fondo dopo quasi 30 anni ricordo ancora parecchie immagini di quella grigia mattina di settembre….in cui credevo di far colpo su una ragazza …correndo una gara di 30 km. senza allenamento…..Alla fine come molte volte accade si fa un azione per uno scopo e se ne ottengono ben altri che non immaginavamo…..Credo che quella fosse la prima volta che affrontavo una lunga distanza e forse se qualche anno dopo mi sono dedicato al fondo lo devo anche a quello strano, assurdo impatto….illogico…irrazionale… Ho ripreso a correre dopo essermi ripreso, perché nei tre giorni seguenti quell'exploit era per me difficile anche camminare normalmente….avevo dolori dappertutto…..ma tre settimane dopo ero in pista e due mesi dopo corsi un decente 1500 ad Asti….avevo ritrovato passione, voglia di correre e sacrificarmi grazie a una corsa davvero assurda…
Rifeci quella corsa l'anno dopo e giunsi terzo, stavolta senza errori e sbagli di percorso….e allenandomi decentemente per la distanza, e all'arrivo non c'era quella ragazza per la quale avevo fatto l'edizione precedente…era altrove con un altro ragazzo ovviamente…