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I
RACCONTI DI MATTEO PIOMBO
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| Una foto in pizzeria Alcune sere fa un amico lanciò l'idea di andare in pizzeria e invece di andare in quella solita, per ragioni di vicinanza, finimmo in una in cui andavo alcuni anni fa e oggi un po' meno rinomata ..la pizza è più scadente ..Ma si sa che a volte in compagni non è tanto importante la qualità della pizza così andai col gruppo e entrando vidi diverse foto di gruppi sportivi, squadre di calcio soprattutto di tornei serali estivi .ma in mezzo a quelle campeggiava anche una foto che non potevo dimenticare ..una decina di atleti, con tute nuove gialle-bianche e blù e sotto la dicitura, dopo il nome della squadra sponsorizzata, "Campioni provinciali a squadre di campestre 1996" ..e così, come a volte capita, quella foto, che forse il nuovo proprietario lasciava lì solo per non creare un vuoto, mi fece ricordare una piccola scommessa vinta, contro dirigenti ottusi e mentalità purtroppo diffuse nel nostro ambiente Dal 1992 al 1995 eravamo un gruppo di atleti molto affiatati nella nostra società, avevamo una bella struttura per allenarci, un vero paradiso per podisti .spogliatoio con docce, pista in tennisolite (vecchia ma funzionale e persino fiocamente illuminata) un parco chiuso con tracciato di 500 e 1000 metri in terra battuta (con qualche radice di troppo ) e una zona on strade afaltate vicina con traffico limitato e anche salite ideali per allunghi .Dai dieci atleti del gruppo iniziale eravamo arrivati ad essere una trentina, c'era un bel clima, andavamo a gareggiare insieme e, a parte qualche caso isolato, nessuno prevaricava gli altri o faceva il furbo .La cosa funzionò finchè cambiò la dirigenza della società e arrivò un gruppo con molte idee, tanta presunzione e una forte ostilità per gli amatori e master .Questo gruppo invece di "lasciarci vivere" la nostra attività prima cercò di ricavare da noi un utile economico ("se vogliono correre devono pagare" era la frase del presidente di allora, quasi fosse un lusso concessoci) poi diede la gestione di tutto (spogliatoi, orari e pista) al più ottuso e ignorante del gruppo, un personaggio famoso per la sua stupidità (che scriveva Kennedy "chenedi" e andò persino in una farmacia a chiedere degli "asteroidi" per correre più forte) ..Fù la goccia che fece traboccare il vaso e ci convinse a cambiare area ..perdevamo tutto (quel tizio si piazzava ogni sera sulla porta degli spogliatoi per impedirci di entrare .) .e ci spinse a creare una nuova società avevamo entusiasmo, voglia di far vedere a certa gente che anche l'attività amatori e master è degna di rispetto cercammo uno sponsor, per la verità era un negozio che finì per dare materiale valido ai 2-3 atleti discreti e snobbare tutti gli altri ..ma almeno avevamo un nome, un immagine da portare in giro eravamo 15 tesserati qualcuno era rimasto nella vecchia società (per convenienza di allenamento) altri avevano fatto scelte diverse. La prima gara che volevamo vincere era il provinciale a squadra di campestre che avevamo già vinto nel 1994 e 1995 con la vecchia società ..ma c'era un problema la prima prova si svolse a fine novembre (nel 1996 la stagione cominciava il 1 novembre 1995 .) e noi non eravamo ancora tesserati (grazie ai buoni uffici della vecchia società ) così invece di 5 gare dovevamo vincere facendo una prova in meno degli altri club .e partendo con distacco la seconda prova era a Ovada a metà gennaio e ci presentammo quasi tutti, era una gara molto brutta, su un percorso squallido ..da evitare se uno ama il cross e ancor più se non gli piace .ma la facemmo tutti e iniziò il nostro recupero .nettamente primi nella classifica a squadre eravamo quarti in graduatoria generale ..seconda prova un po' migliore, a Novi Ligure e bissiamo il risultato precedente ..poi influenza, infortuni e obblighi famigliari ci mettono fuori gioco metà squadra per la prova seguente, ma ci teniamo tutti a vincere e così ad Acqui Terme sul brutto percorso del Mombarone nessuno degli effettivi senza problemi o impegni famigliari manca e finalmente siamo secondi, a una sola gara dal titolo Questa si svolge a marzo a Montevalenza e fa concorrenza a Ovada ..ma oltre al brutto tracciato (con tratti anche rischiosi ..decisamente da evitare .) c'è anche il fatto che non ci sono spogliatoi Nessuno si fa fermare da questi fattori negativi di una corsa che nessuno voleva fare .il titolo ci interessa e siamo tutti al via, abbiamo anche tesserato due nuovi atleti speciali in maniera diversa .uno è un nostro vecchio compagno di corsa, ha 60 anni e non corre da 10 ma sente anche lui la nostra sfida e per darci una mano si tessera e gareggia in questa prova decisiva ..l'altro è un giovanissimo calciatore, mai fatta una campestre in vita sua (e non ne farà altre ..) ma è nipote di uno di noi e sentendo lo zio quanto tenga a questo titolo si tessera pure lui e parte il veterano arriverà ultimo tra i suoi e così il giovane ma entrambi ci daranno punti preziosi in due categorie in cui eravamo un po' carenti .facciamo una foto prima di partire, tutti insieme sorridenti fiduciosi non solo della nostra forma fisica (costruita arrangiandoci in allenamento, dovendo rinunciare a impianti tranquilli) ma soprattutto della nostra sfida ..E l'obiettivo è centrato, credo che quel giorno ognuno abbia dato il cento per cento non solo per se stesso ma per la squadra ..al ritorno telefono a uno che non era potuto venire causa influenza e gli dico subito "abbiamo vinto" intendendo tutti ..Quella stagione abbiamo poi fatto altri buoni risultati sia individuali che di squadra, ognuno cercava la sua soddisfazione ma dietro ai risultati c'era anche un legame di squadra, sentivamo nostra quella maglia .organizzammo anche tre corse, una notturna con 150 iscritti e il campionato provinciale su strada con tre titoli individuali vinti ..le cose si deteriorarono poi causa lo sponsor, il bel giocattolo si ruppe perché qualcuno voleva di più e chi non riceveva niente (neppure un paio di scarpe scontato ) si era stufato di essere preso in giro ..ognuno scelse altre soluzioni e quella società si sciolse ..senza molti rimpianti .ma quella foto in pizzeria ha un suo significato anche oggi, una risposta a chi ci voleva cancellare come zavorra, a chi credeva che l'atletica è di serie A (le categorie giovanili .) mentre noi eravamo un inutile zavorra .. Non è stata la sola società che ho fondato con altri, in atletica, pallavolo, calcio e pallamano ..ma quella aveva uno spirito particolare, una sfida speciale .vinta non solo con quel titolo provinciale di campestre ..ma con la dimostrazione delle nostre individualità di atleti, forse non più ragazzini ma degni di rispetto .come in tante società come quella vengono considerati "inutile zavorra" ..Quel presidente è per fortuna sparito dal mondo dell'atletica, nessuno ne sente la mancanza se non per le stupidaggini che diceva (alcune davvero rimarchevoli) .ma noi che abbiamo dato vita a quel sogno durato due stagioni abbiamo continuato non solo a correre ma a far fare anche atletica, a organizzare gare e a non arrenderci quando qualcuno voleva farci smettere o sfruttarci in qualche modo .. Finito di mangiare la pizza usciamo e riguardo quel gruppo di foto di squadre dopolavoristiche di calcio, amatori anche loro, e capisco che per il pizzaiolo un giorno faranno tutte la stessa fine ..conserverà le cornici e butterà via le foto ..ma oggi è ancora lì a ricordare un titolo provinciale di campestre a squadre fortemente voluto. . |