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I
RACCONTI DI MATTEO PIOMBO
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Una calda serata d'agosto
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| Era una serata d'agosto, tipica, col caldo, il sole
e la sensazione di vacanze che permeava l'aria. Ero a una festa di amici
e quasi mi seccava andare via prima, proprio quando il clima diventava più
"interessante" e i balli più lenti e la musica più
d'atmosfera. Ma all'ora stabilita col mio amico che ne siamo andati per
questa corsa che da una settimana ci riempiva i pensieri. Il viaggio era
organizzato in maniera non proprio esente da problemi. Altri erano già
partiti in auto ma noi eravamo rimasti senza passaggi, non ricordo neppure
come mai. La prima parte la facciamo in autostop per 5 km. fino al paese
vicino dove, in treno, avremo poi fatto la seconda tratta fino ad Ovada.
Qui un bel tratto a piedi dalla stazione (almeno 3 km.) e nuovo autostop
fino alla sede della gara, Silvano d'Orba. Fino a quel punto tutto andò
bene ma il secondo autostop era più difficile. La gente passava di
fretta in quel sabato estivo. Andavano a cena forse o in vacanza e non volevano
certo caricare quei due ragazzi con borse lì sulla strada. Fortunatamente
alla fine trovammo finalmente una coppia di giovani che si fermò
e così arrivammo in tempo alla corsa. Tutto era molto particolare,
le iscrizioni in piazza a un tavolino che sapeva di osteria, gente dappertutto
..confusione
.disorganizzazione
..ma
era una corsa di paese
..certo non la Cinque Mulini o le olimpiadi
che stavano per iniziare a Monaco di Baviera. Espletate le formalità,
pagata la quota, ricevuto il pettorale e le spille andiamo poi a cambiarci
in un vecchio teatro. Luogo strano, file di sedie di legno tutte uguali,
mentre l'aria era piena di odori di spirito canforato. Forse è per
quello che ancora oggi uso quel prodotto, mi ricorda quella gara e quell'atmosfera
unica, irripetibile, della mia prima corsa. Ci cambiamo in fretta e andiamo
a vedere un po' il percorso, c'è tanta gente legata alla corsa o
no e l'aria si impregna dei tipici odori della sera estiva, resi più
diffusi dalle finestre aperte delle case. Minestroni appena messi nei piatti,
televisioni accese che trasmettono pubblicità sentite mille volte,
bambini che giocano
.bottiglie stappate col rumore dell'acqua gassata
..Io
avevo una tuta verde chiaro che un amico mi aveva prestato, scarpe da ginnastica
alte più adatte al basket che non alla corsa, pantaloncini blu di
una squadra di calcio con banda laterale bianca, insomma divisa da calciatore
quale all'epoca ero. Come atleta forse non era l'abbigliamento ideale ma
vorrei tanto avere una foto di quella sera per vedermi come apparivo al
mio esordio come podista. La piazza del piccolo borgo si anima e si avvicina
l'ora del via, mi sento esaltato dal vedere tanta gente, mi sembra che la
piazza sia piena. Vedo i miei genitori e mio fratello che sono venuti a
vedermi, attorno ho solo sconosciuti, il mio amico farà la distanza
più lunga, 2500 metri. Io ho scelto la più breve, 1200, un
solo giro del tracciato e mentre sono lì a guardare il cielo che
da azzurro diventa grigio e le prime ombre serali ci avvertono che si stà
per partire. Ero davvero ingenuo perché invece di stare davanti per
evitare la massa sono intruppato nel mezzo del gruppo e al via faccia fatica
persino a camminare ma, un po' con l'istinto un po' con la voglia di correre,
mi faccio strada e comincio a superare avversari. La fase migliore è
dopo 300 metri quando affrontiamo una lieve ma lunga salita dove sorpasso
moltissima gente e pian piano mi avvicino alla testa della gara. Arriviamo
su un dosso e nella discesa passo altri avversari, scoppiati per partenze
troppo veloci
. Sorpasso anche nella piazzetta, davanti a una chiesa, mi sfilano davanti gruppi di persone, spettatori ai lati del percorso che ci guardano con ammirazione. Una bella ragazza in minigonna dice "forza", non a me ma a quello che cerca di raggiungermi, ma certo nella fatica la noto. Spingo ancora per non farmi raggiungere e mi ritrovo in fondo all'ultimo rettilineo, tutto in salita che porta alla piazza, Sorpasso uno poi due poi tre corridori che sembravano forti dal vestiario e dallo stile di corsa e finalmente entro nella piazza della partenza, sembrano passati 3 secondi dal via e tutto stà per finire. La gente attorno è tanta, la confusione anche ma riesco a vedere ancora un avversario che annaspa nei suoi ultimi metri e lì decido che lo avrei passato. Allungo e lo supero di slancio tagliando il traguardo. Mi ritrovo oltre l'arrivo e vengo festeggiato dagli amici, "sei tra i primi" mi dice uno, "ma se ne avevo tantissimi davanti alla partenza". C'è un dubbio sul mio numero, il pettorale si è piegato per il vento e non è stato letto bene. Ma poi il dubbio viene chiarito e vengo classificato regolarmente, sono settimo, tempo ignoto, "settimo" mi ripeto mentre vado a cambiarmi. In tanti anni di corse resta sempre quello il piazzamento più frequente, il settimo posto, chissà perché .. Mi vado a cambiare mentre parte la seconda gara, è buio ormai e la notte d'agosto ha nuovi colori, odori, rumori e sapori. Un flipper spara le sue palline in un bar vicino e vado a bere mentre i ragazzi giocano. Parlano di programmi per la serata, di andare al mare o a ballare, ma non ci faccio caso, bevo e sono felice .."settimo posto" .mi ripete una voce. Un amico mi dice che sono andato bene .sento una sensazione speciale ..allora nuova per me, la soddisfazione della gara finita e andata bene .Il programma va avanti e arriva la premiazione. A me toccano due bottiglie di vino Dolcetto .un premio che ricordo bene anche se a 17 anni non bevevo certo vino. Torno a casa coi miei e in paese trovo l'amico che mi aveva prestato la tuta a farmi i complimenti, della spedizione in fondo sono uno dei migliori, altri si sono ritirati, altri hanno fatto peggio, solo uno è arrivato in posizione migliore ma si tratta di uno che corre da tempo, un atleta. E così finisce la mia serata e nel cuore, negli occhi, nella mente restano tante immagini di una notte d'agosto molto particolare in cui ho corso la mia prima gara, 1200 metri, settimo posto, due bottiglie di vino vinte ..5 agosto 1972 ..trentun'anni fa ..sono andato parecchie volte più forte di quella notte d'agosto, ho fatto molti piazzamenti migliori e gare più importanti, ho tantissimi ricordi altrettanto belli ma quella corsa ha un sapore speciale. Di spirito canforato, di minestroni appena versati nei piatti, di televisori che trasmettono pubblicità, di ragazze in minigonna che dicono "forza", forse all'atleta che ci stà dietro . di un piccolo paese una notte estiva in cui ho fatto la mia prima gara di corsa a diciassette anni .un ricordo speciale .che ancora oggi è pieno di suggestioni . |