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I RACCONTI DI MATTEO PIOMBO
Un pomeriggio burrascoso
Chi corre sa che generalmente le gare che restano più impresse sono quelle fatte in condizioni climatiche particolarmente difficili. E spesso ci si dimentica che magari quel giorno non si aveva proprio nessuna voglia di prendere un acquazzone. Ricordo benissimo domenica 12 settembre 1976 perché quella gara è stata davvero inimitabile. Si correva la II edizione della Voltaggio-Monte Tobbio, una corsa in montagna a cronometro di circa 8 km. di cui si parlava già con vivo interesse. Pioveva forte quella giornata e siccome pensavo che non avrei fatto un gran risultato (mancandomi preparazione specifica per gare in salita e su tracciati difficili, oltre all'inabitudine alla distanza in quanto mezzofondista da 800-1500) mi vestii con abbigliamento sportivo un po' andante….. per non rovinare la divisa ufficiale della società in una corsa che consideravo alla vigilia "poco importante"….Le scarpe erano logore, un modello già ampiamente usato in allenamento più che altro e presentavano anche qualche buco…..da usura …anche pantaloncini e maglietta non erano certo quelli soliti che usavo su pista e in più, a protezione dalle raffiche di pioggia battente, indossai persino la cuffia di lana con ponpon che generalmente mettevo in pieno inverno…credo proprio che non assomigliassi molto all'iconografia del corridore…..non ero però il solo e mi colpì un avversario che addirittura aveva tagliato un foro in un sacco da spazzatura di quelli neri e lo aveva indossato per difendersi dalla pioggia…..La gara partiva dalla piccola piazza del paesino apenninico a metà strada tra Liguria e Piemonte…..Era a cronometro e si partiva distanziati di 30", eravamo un centinaio….e io avevo un numero vicino al trenta…..consegnai la vecchia tuta all'organizzazione che l'avrebbe portata in cima al Tobbio in un sacco di plastica….e così, in abbigliamento da gara, facevo il mio riscaldamento …nell'androne della sala che veniva usata per iscrizioni e premiazione…..più che riscaldamento facevo del movimento….cercando di ispirarmi per la partenza…..saltellavo sul posto insieme ad altri come me preoccupati per le condizioni proibitive in cui avremo corso….di li a poco…..il tempo inclemente non lasciava spazio a speranze e così a 5' dal via mi decisi e affrontai l'acqua, un po' bagnato lo ero già ma in pochi istanti l'opera fù completata….ed ero pronto al via…..non conoscevo minimamente il tracciato e così quando il cronometrista della partenza dopo aver scandito i secondi del conto alla rovescia disse "zero" mi infilai nello stretto sentiero che passava dietro alla chiesa ignaro di cosa mi aspettasse….Salita si ma anche come tempo climatico non immaginavo certo una burrasca così intensa sulle rampe che conducevano alla vetta….la prima parte era ripida e scivolosa e poi iniziò un tratto meno difficile affiancato da pini. Ogni tanto un fulmine faceva pensare al rischio di veder colpito un albero vicino a me, ma la gara toglieva ogni pensiero e si guardava avanti, soli in mezzo al temporale. Solo dopo 3 km. vidi un avversario che evidentemente era più lento e a metà gara il sentiero si fece più largo ma anche più sassoso…..Arrivammo al punto più difficile (la cosiddetta pietraia) e lì guardai in avanti per vedere la cima del Tobbio…rimasi stupito perché sembrava vicinissima …eppure mancavano ancora 2 km. ma quella vicinanza immaginaria dovuta alla morfologia dell'ultimo tratto mi diede nuova energia e fiducia….avevo superato 3 avversari di quelli davanti e mi avevano raggiunto in due, l'ultimo dei quali proprio all'inizio dei due km. finali. Quest'ultimo, un toscano di buon livello, imprecando coloritamente contro il suo allenatore che gli aveva imposto quella gara….inutile dire cosa avrebbe voluto far fare al tecnico quell'atleta toscano nel suo colorito linguaggio….certo non castigato….Il terreno era difficile non tanto per la salita che era regolare e continua ma per i sassi, levigati, taglienti e che occupavano tutto il sentiero. Era una tratta fatta di tornanti in cui occorreva prestare molta attenzione, alla nostra sinistra il fianco della montagna e il baratro e un piede messo male voleva dire cadere….. poi bisognava evitare di inciampare sui sassi mettendo male un piede ….i tornanti continuavano, la pioggia battente anche e senza chiedermi quanto mancasse andavo avanti…..finalmente vidi la chiesetta che si trova in vetta e il cartello del traguardo, sferzato dal vento e dalla pioggia ma bellissimo…l'ultimo tratto di 50 metri devo averlo fatto ..volando…..entro subito al riparo per bere un po' di tè e mettermi la roba asciutta……ero soddisfatto, avevo finito, come al solito comincio a parlare con gli altri arrivati, di colpo da rivali da battere diventano tutti amici, compagni di un avventura che supera la gara vera e propria mentre fuori, senza tregua, piove e tira vento……Ma la nostra gara non è finita, bisogna tornare al Bivio Eremiti, dove le auto dell'organizzazione ci aspettano per riportarci a Voltaggio e così, dopo pochi minuti, con altri tre, inizio la discesa…..la strada è la stessa in pratica solo che scendendo sembra più ripida, il sentiero strettissimo, il dirupo preoccupante, la pioggia fredda e scrosciante ma noi siamo diversi….abbiamo in corpo la forza di aver fatto la nostra gara onorevole, di esserci distinti e anche se non sappiamo ne tempo ne piazzamento in cui nostro sappiamo che non siamo andati male….. i tornanti si susseguono e in una quindicina di minuti arriviamo allo spiazzo dove una jeep ci attende e inizia così il ritorno….finalmente arriviamo agli spogliatoi e riusciamo a fare una doccia in fretta…..la notte incombe quando inizia la premiazione anche perché le nuvole fanno sembrare il giorno più cupo….iniziano a premiare ma subito si manifesta un errore, un atleta che era stato classificato tra i primissimi sportivamente ammette che c'è un errore, il suo tempo è più alto. La correzione fa perdere un po' di tempo poi si va avanti e così scopro di essere 43° in 46'58"5….tra gli atleti della mia zona sono terzo e sicuramente sorpreso da questa mia performance….mi viene data una medaglia, un altro oggetto e un fastosa confezione di cioccolatini….che non durò un intera settimana…..Tornammo mentre il buio diventava non solo immaginario ma reale…..la borsa piena di roba bagnata e fradicia, e forse un po' d'acqua della pioggia, nonostante le asciugate e la doccia, ce la sentivamo ancora addosso. Ma eravamo felici e commentavamo i tratti più duri, i fulmini, i due difficilissimi km. finali…..Ho corso quella gara altre quattro volte e sempre col bel tempo….dalla successiva edizione è diventata prova di campionato italiano ed ha perso la caratteristica di gara a cronometro…ha guadagnato anche 2 km. iniziali in paese per fare selezione e nelle edizioni 1979 e 1980 sono andato più forte che in quella iniziale, sotto la pioggia, del 1976….ma ero più allenato, più preparato a quel tracciato e poi…..non pioveva ….anzi faceva decisamente caldo….poi nel 1981 la società che organizzava la gara cambiò manifestazione e fece una corsa su strada di 19,7 km. bella anch'essa e giunta fino al 2000 ma certo senza la magia di quella montagna, di poco più di mille metri ma decisamente speciale….e quando voglio ricordare una gara particolare che mi ha lasciato un ricordo indimenticabile penso a quella piovosa domenica 12 settembre 1976 e al Monte Tobbio sferzato dalla pioggia e dal temporale…..