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I RACCONTI DI MATTEO PIOMBO
 
Un 800, un titolo provinciale e la vendemmia

Era ottobre del 1977 e lavoravo come impiegato in una cantina sociale. Eravamo in piena vendemmia e si inviava a lavorare alle 7,00 del mattino per smettere verso le 22,00. Stanchi e con nessuna voglia di allenarsi. L'ultima gara prima di questo periodo massacrante l'avevo fatta a metà settembre, 4x800 vinta con mia frazione in 2.13. Non ero propriamente in forma, il mio primato stagionale era 2.08 fatto in primavera e sui 1500 avevo 4.23, datato aprile. I campionati provinciali assoluti dovevano svolgersi ad Alessandria, su pista sintetica verso il 15 ottobre ma il maltempo e l'alluvione costrinsero la Fidal provinciale ad annullare le gare. Io reduce da due settimane senza correre, avevo già rinunciato a difendere il mio titolo del 1976 sui 1500. Le gare vennero quindi fissate a Tortona, sulla pista di tennisolite, per sabato 22 e domenica 23 ottobre. Verso la fine del mese il lavoro divenne meno pressante e un lunedì precedente queste gare uscii alle 20….avevo talmente voglia di correre che mi ripromettei il giorno dopo, di fare un piccolo allenamento. Così feci, per tre giorni, facevo solo 5 km. ma con 10 sprint di 80-100 metri ogni 300….una seduta strana, legata al tempo ridotto…ero anche stanco a quell'ora ma con tanta voglia per la sosta di tre settimane…. Il sabato speravo di correre ma dovetti lavorare tutto il pomeriggio, così niente gara, ma alla domenica mattina, finalmente, borsa pronta e vado alla pista.
Mi iscrivo solo sugli 800 senza alcuna ambizione, ci sono già atleti più forti. Il vincitore del giorno prima sui 1500 (con 4.21.5, attualmente apprezzato dentista) ha 2.07 sul doppio giro e si è portato un cugino milanese che vanta 2.02. In gara un ragazzo di Novi che ha 2.06, un collega della mia società con tempi sotto i 2.10 e altri meno conosciuti.
Mi scaldo con attenzione, il tempo è umido e uggioso, non piove ma è coperto….fa fresco….voglio giocarmi tutte le carte che ho. Metto le chiodate con lunghi chiodi da 15 mm…….la pista è dura, non è stata bagnata…..la manutenzione è sempre stata carente……Faccio gli allunghi e viene il momento dell'appello. Siamo in 10 e decidono di farci partire in serie unica, occupando in due alcune corsie. Non ricordo in quale fui messo ma era esterna, forse la quinta, insieme a un altro. Ricordo che quando lo starter ci fece partite mi trovai coi primissimi. Guidava il gruppo il milanese, dietro Damiano, sui cugino e favoritissimo a bissare il successo del giorno prima sui 1500. Terzo era il ragazzo di Novi Ligure e quarto io. Sentivo dietro le scarpe chiodate di chi mi seguiva e temevo di essere partito troppo veloce. Ai 200 siamo ancora compatti anche se il milanese e Damiano hanno staccato il novese e un atleta di valenza mi stà affiancato pronto a sorpassare. In curva torno sotto al novese e mi lascio dietro il valenzano. Nel rettilineo d'arrivo quest'azione mi fa superare il novese (che ha lasciato spazio ingenuamente tra lui e la corda) e arrivare sui primi due. Me li vedo davanti e istintivamente, senza razionalità, decido di passare in testa, proprio sul traguardo. E lì sento una voce nitida che grida "uno e tre"…….Non ho dubbi, bisogna darci dentro, saranno pure più forti e in forma migliore, ma io voglio stare davanti il più possibile, almeno fino alla fine della curva…..In rettilineo li sento avvicinarsi, non so chi siano ma almeno due li ho proprio sotto….i rumori si fondono….scarpe chiodate, respiro affannoso…..mi sembra di avere mille inseguitori e temo di crollare….ma ai 600 devo arrivarci davanti….quando raggiungo questo nuovo traguardo la lunga curva sembra non finire mai…..li so che attaccheranno più convinti, che daranno il massimo per passarmi….per battermi, per togliermi quella maglia di campione provinciale che voglio, a questo punto, più di tutto…..In quell'istante non so se avrei accettato qualsiasi compromesso per rinunciare alla vittoria, solo poche ore prima impensabile….Mi pongo un altro traguardo "se esco primo in rettilineo non mi passano più"…azzardato, sembra mi siano in fianco, sembrano freschi, sembrano più veloci…forse sono io a sentirli così….mi chiedo cosa devo fare per non perdere…."rinucerei a correre pur di arrivare al traguardo primo" è la promessa che in quel frangente faccio….E finalmente inizia il rettilineo finale, non so cosa avesse quell'aria ottobrina, cosa sia entrato nei miei polmoni in quegli ultimi cento metri. Io temevo da un momento all'altro di sentire le tipiche sensazioni di una finale di 400, quando hai le gambe di legno, e muovi le braccia per non fermarti, quando sembra difficilissimo andare avanti…
No, niente di tutto questo, le gambe sono leggere e agili, le ginocchia si alzano ritmiche….le braccia tagliano l'aria in sincronismo…le energie sembrano arrivare all'improvviso e quando sono agli ultimi metri mi abbasso proprio come un velocista protendendomi verso il filo di lana e quando lo taglio…..quasi mi sembra di aver sognato…..ho vinto io…..vado avanti, e guardo il cielo, resto a fissare quella volta grigia dicendo un muto "grazie"….Quella vittoria il Signore me l'ha regalata perché proprio non avrei mai creduto di farcela…e ancora oggi penso sia stata frutto di tante falici situazioni e di scelte tattiche azzeccate…..mi riprendo, più dalla gioia che dalla fatica, e vado a vedere il tempo…2.06.6…..il secondo è sopra i 2.07 ed è il milanese…….sono campione provinciale……sembra una giornata così bella anche se il cielo è grigio, domani in ufficio ci saranno i soliti rompiscatole, stasera non so neppure se troverò compagnia per uscire….Sotto la doccia riassaporo le sensazioni di quella vittoria…..impensabile per me…..non mi rovinano la giornata neppure i dirigenti della società che lamentano alcune cose legate a una società concorrente che io avrei aiutato a formarsi….Sapevo già allora che lo sport è fatto da due categorie di persone…chi lo fa e chi lo disfà….Che mattinata……e quando ci penso, 26 anni dopo, mi rivedo in quella curva finale, con dietro mille avversari pronti a superarmi, che cerco dentro di me di tirar fuori ogni energia, ogni fibra nervosa protesa a restare in testa, a non cedere il comando della corsa…neppure per un metro di quell'ultimo giro…..bella gara gli ottocento….anche i millecinque ma gli ottocento…..Ho vinto altri 800…..ho fatto tempi migliori di quel mattino, ma credo che se dovessi rivivere un 800 sceglierei quello…..del 23 ottobre 1977……..