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I RACCONTI DI MATTEO PIOMBO
 
Tennisolite

Era il materiale delle piste di atletica fino alla fine degli anni sessanta e la maggior parte degli atleti di oggi non l'ho conosciuto, se non attrevarso i campi da tennis nella famosa terra rossa. Una volta però anche le piste erano in tennisolite e chi ha avuto, come me, la fortuna di conoscerla non può dimenticarle le particolari sensazioni. Soprattutto nei giorni dopo una pioggia quando quel materiale (polvere di mattone tritata) diventa più compatto e permette di correre meglio. Forse non sarà adatto ai tempi come le moderne mescole sintetiche, forse non sarà veloce come si dice siano i moderni materiali ma quanta poesia chiudeva nel suo fruscio quando i nostri lunghi chiodi da 12-15 mm lo perforavano, cavandone fuori la spinta per andare avanti….
Quante gare mi ricorda la tennisolite e i blocchi ad essa necessari nelle partenze delle corse veloci, che dovevi piantare coi chiodi …
La tennsiolite appartiene al passato del nostro sport ma è un passato pieno di momenti e sensazioni speciali che i moderni materiali non possono

800 metri e caldo torrido, Alessandria giugno 1978

A volte in una gara, nel momento di massima fatica, quando si decide la corsa, ti viene un pensiero che è quello che determina la tua tattica. Quante volte abbiamo battuto un rivale diretto in un testa a testa serrato solo perché abbiamo pensato "adesso vado via" e siamo effettivamente riusciti a staccarlo…..Tra tutti i pensieri che mi sono venuti in corsa nelle fasi topiche uno non lo dimenticherò mai per la sua particolarità e anche per i fattori umoristici legati ad esso…. Era un sabato di giugno del 1978 e sulla rovente pista di Alessandria, di un vecchio e logoro all'epoca rubkor si correvano i provinciali…Io facevo gli ottocento senza troppe pretese perché la mia forma non era in quei giorni brillantissima…..Partimmo in pochi e subito era al comando un atleta che era poi il favorito…. Seguivano in tre ben vicini e pronti a cogliere ogni suo calo….
Quell'impianto aveva una particolarità, due belle file di alberi nelle due curve che garantivano una bella ombra dopo i torridi rettilinei dove gli oltre 35 gradi spaccavano la resistenza di noi corridori. L'ombra in efftti iniziava dopo metà curva all'ora della gara in questione…diciamo dopo la buca della siepi e fino alla partenza dei cento metri…..
800 metri mancati con treno perduto, Ovada-Alessandria 1976


Castello Cerreto e ritorno a fine estate 1981

D'estate per fare il fondo avevamo un percorso che era ormai abituale per le nostre sedute serali. Partiva da un rondò e dopo un iniziale tratto pianeggiante si portava sulla strada per Sarezzano per arrivare a Cerreto Grue. Un piccolo paese in cima a una collina che ci serviva come riferimento. Entravamo in paese e dopo un giro breve rientravamo sulla stessa strada dell'andata per tornare verso Tortona. Circa 20 km. ma molto impegnativi per i continui saliscendi e a volte anche per il caldo che alle 18,30 di sera, in giugno,luglio e agosto può essere un problema per fare lunghe distanze. Non facevamo quel tratta sempre nello stesso modo e allo stesso passo ovviamente. Alcune sere lo sfruttavamo per lavori di fartlek, con brevi variazioni di 150-200 metri intervallate da tratti più lenti di 300-400 metri. Altri giorni partivamo piano per aumentare gradualmente la velocità e finire a tirare nel tratto finale, un fondo progressivo. Altre sere si faceva un passo turistico, un fondo lento. In particolare di quel tracciato ricordiamo che l'abitudine che lo aveva fatto diventare molto famigliare. Conoscevamo ogni albero, ogni casa, ogni asperità dell'asfalto. Conoscevamo le salite e le discese e come era meglio affrontarle e soprattutto conoscevamo una signora, anziana, che tutte le sere era seduta davanti alla sua porta a fare lavori a maglia. Era una presenza abituale, scontata, attesa, si trovava a metà tragitto e per noi era un po' il giro di boa. Lei forse ci guardava senza capire cosa ci spingesse tutte le sere a quella fatica. Quando passavamo da lei avevamo fatto 10 km. sotto il sole e ce ne aspettavano altrettanti, con tratti in salita anche impegnativi.