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I RACCONTI DI MATTEO PIOMBO
 
Smettere e ricominciare
Alcune estati fa, dopo una corsa notturna, in un paesino ci fermammo a mangiare in una sagra e un atleta che corre da anni mi disse una frase legata allo smettere e ricominciare "possiamo anche smettere di correre per un anno, due, dieci…ma dentro ci resta quella voglia che appena trova un varco torna a gridarci di andare a correre….." Credo avesse ragione…nel settembre 1982 dopo 10 anni di attività ininterrotta e un estate di intensi allenamenti ebbi una crisi di fegato in una corsa di 19 km. molto dura….caldo e ritmo iniziale eccessivo mi fecero soffrire per almeno 10 km. di corsa e quando tagliai il traguardo non ne potevo più….non mi ero ritirato ma avevo tanta voglia di fermarmi un po'….la colpa era anche dell'esasperazione dell'ambiente, di atleti non proprio tali che discutevano ogni risultato….mettevano in dubbio ogni tempo…..mi feci condizionare a tal punto dal…dovermi fermare…per disintossicarmi, più che del correre di quella gente….e smisi di allenamenti tutti giorni, di gareggiare, e mi dedicai da altro…..ogni tanto facevo una corsetta, senza pretese, ma non gareggiai per quasi 2 anni….ne avevo piene le tasche…..nel 1983 convinto da un gruppo di amici accettai di allenare e giocare in una squadra di pallamano, sport nuovissimo per me che però era la cosa nuova che cercavo, feci un corso, divenni allenatore e di atletica mi occupavo solo per la società che all'epoca gestivo come segretario….
Nel 1985 una sera di metà dicembre tornavo a casa e incontrai alcuni miei compagni di allenamento in corsa, li vedevo abitualmente ma in altri ambiti e quella sera uno mi disse "vatti a cambiare e vieni a correre con noi…" una frase di circostanza ma che mi restò in mente…il giorno dopo mi misi la vecchia tuta, le scarpe e mi feci trovare nel portone dove gli amici di solito passavano nel loro giro, il cielo minacciava e qualche goccia di pioggia gelida scendeva….aspettai e quando li vidi …invece di uscire e correre…risalii sull'acensore…e tornai a casa…..il giorno dopo feci la stessa cosa….ma stavoltà anche se piovvigginava non esitai e partii per il mio primo allenamento dopo diverso tempo….Feci 40' e non particolare fatica (di certo nessuno tirò quella sera…altrimenti mi sarei staccato…) poi smisi, gli altri forse a quel punto, liberi da remore, iniziarono a tirare….e il giorno dopo ero di nuovo lì, stavolta fu dura e mi fermai prima, feci 30'….non era una corsetta per ternermi in movimento perché dopo una settimana di sedute arrivavo a far quasi la seduta dei miei colleghi che ovviamente andavano più forte nelle sedute più impegnative….Mi allenai tutto l'inverno senza gareggiare, avevo quasi paura di scoprire…che non andavo più di tanto…..fino a un venerdì di febbraio in cui uno mi disse che sarebbe andato a Genova a fare una indoor…c'erano i 1500 e i 3000……non correvo un 1500 da almeno 4 anni….non facevo ritmi in quel periodo ma corsa lunga con tratti più veloci…..ma andai, per risentire vecchie sensazioni……Mi iscrissi ai 1500 e l'obiettivo era di andare sotto i 5'…..nel 1981 avevo fatto un 4.21….e nel 1982 mi ero dedicato a distanze maggiori….c'era un'unica serie e faceva un freddo intenso…..mi scaldai con grande cura, e mi preperaia a questo debutto….come fosse il mio primo 1500….ma allo sparo ogni remora fù cancellata….trovai subito la posizione e lottai con due rivali per le prime posizioni, al 1000 passai in 3.10 ed ero terzo e reagii per tenere la posizione….nel finale allungai e tagliai il traguardo sempre terzo in 4.43.0….guardai la volta del Palasport ringraziando il Cielo per quel regalo, ero di nuovo un atleta….e tornai a casa con la fiducia che potevo ancora correre….Un altro ritorno l'ho vissuto nel 1991 in un periodo particolare…..avevo smesso due anni prima, anche stavolta gran colpa era dell'ambiente, mentalità meschine, persone incapaci di capire la dimesione dell'atletica, preoccupati solo di piccoli interessi…..in una zona dove i campioni non nascono sotto i funghi anche i brocchi diventano pieni di pretese….Era estate e andavo ogni tanto a fare una corsetta senza pretese, da ex atleta….ma facevo regolarmente la visita di idoneità tutti gli anni e mi tesseravo, se mi fosse venuta voglia…di tornare a correre….La visita di quell'anno fù fatta in un clima particolarmente confuso, soprattutto i due elettrocardiogrammi, dottore e infermiera fecero un po' di confusione e a un certo punto mi dissero che il tracciato presentava "scarsa leggibilità" volevo sapere se era un problema di attrezzatura o se ero io…..mi dissero che dovevo fare l'esame sotto sforzo in un altro centro…e io passai due giorni col dubbio di non essere a posto, fortunatamente trovai un centro che mi prenotò per il 1 luglio e il giorno prima nell'attesa feci io un mio test….andai in pista alle 4 del pomeriggio con almeno 35° e dopo essermi scaldato come a una gara feci un tremila…..volevo vedere se ero a posto….corsi in 12.09…..ma credo che in quel momento i 2'30" che separavano quel tempo dal mio personale furono cancellati dalla soddisfazione di sapere che ero ancora un atleta…..l'esame andò bene e il medico mi disse che secondo lui non capiva la ragione di un ulteriore esame ….ottenni l'idoneità e tornai a correre con maggior impegno…forse il sentire che avrebbero potuto dirmi "devi smettere…" ma non feci gare ufficiali fino a settembre, non ne trovavo di interessanti…..non volevo ancora cimentarmi con avversari….temevo di andare piano….
Scelsi anche stavolta un 1500 per il debutto, a Milano, campo XXV aprile in notturna a metà settembre….andai con tre amici che facevano i 10.000…mi riscaldai da solo e girando sull'erba guardavo il cielo color viola, le auto che passavano sulla strada vicina, il bocciodromo la in fondo…avevo già corso lì e un anno dopo ci avrei fatto il personale sui 5000 …quella sera sembrava una gara speciale, come se avesse potuto essere l'ultima…..avevo una ragazza che mi interessava e speravo di uscirci….in qualche modo sembrava che atletica e ragazza non potessero convivere…..avevo avuto una brutta esperienza 4 anni prima….piena di tensioni, liti, ripicche, tanto che piantai quella ragazza…stavolta ci tenevo a questa nuova e…..vivevo con molti dubbio questo ritorno ….Partii in terza serie…..cercai una posizione a centro gruppo e il mio obiettivo era "sotto i 5'"……i passaggi andavano bene e ai 1200 mi sentii attaccato da un rivale che tornava sotto da dietro….cercava di sorpassarmi…sentivo gli incitamenti a lui, io non ne avevo, i miei amici si scaldavamo per i 10.000…..tenni duro fino all'uscita dall'ultima curva dove il mio avversario con prepotente allungo mi passò….non sapevo chi fosse, ma aveva qualche anno più di me…quella sera ne avevo 36 e lui non meno di 50….ma mi staccò…e giunsi sul traguardo….guardai subito il mio orologio con cronometro che segnava 4.58 ma il traguardo lo avevo già passato, era qualcosa in meno…ero soddisfatto…il tempo ufficiale risultò poi di 4.56.1….tornavo a correre….ero contento…..il mio dubbio del riscaldamento non ebbe ragion d'essere, qualche settimana dopo la ragazza che mi interessava dimostrò coi fatti di non essere interessata a me….e così tornai ad allenarmi e a gareggiare….