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I
RACCONTI DI MATTEO PIOMBO
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Sfide testa a testa
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| Correre con un avversario di valore simile al nostro
significa spesso una sfida incerta, una battaglia di nervi in cui chi vince,
generalmente, ci ha creduto di più. Io ho vissuto una sfida particolare
con un avversario nelle campestri del 1975 quando ero al primo anno senior.
Mi ero preparato bene in quell'autunno e per fortuna non avevo avuto problemi
ne di raffreddori o influenze ne di altro genere. Ero arrivato alla prima
gara, che si svolgeva ad Alessandria a metà gennaio, forse poco conscio
del mio valore e partii dietro nel gruppo. Dopo un km. iniziai a rimontare
ma non bastò e finii al sesto posto
Un risultato soddisfacente
per un neo seniores, contro avversari di 24-25 e più anni
.e
con più esperienza
.ma avrei scoperto presto di poter far meglio
La
seconda campestre era nella mia città, su un tracciato tortuoso in
una sabato di gennaio soleggiato e non freddo
.Il tracciato è
tortuoso, con qualche salitella, curve secche, molto tecnico e che avevo
già fatto in allenamento e conoscevo meglio dei miei avversari. Con
più fiducia parto col gruppo dei migliori e mi ritrovo in compagnia
di un avversario a dividerci la terza e quarta posizione. Dei due davanti
uno era di fuori provincia, addirittura un veneto delle FF.OO., tal Battistini,
quindi ovviamente fuori dalla gara provinciale. Il secondo era in migliore
della provincia, Raimondo Pilotto, vincitore di diverse gare e reduce da
un anno di militare in cui si era allenato ed aveva realizzato buoni tempi
sui 5000m. Quindi due imbattibili per me e mi concentro quindi sull'avversario
che ho insieme. Il mio rivale è a lungo davanti e siccome non lo
conosco bene mi limito a cercare di stare con lui, badando a non perdere
la posizione. Gli atleti, i dirigenti e l'allenatore della mia società
mi incitano, capiscono che è importante non mollare e sono in diversi
a darmi una mano col loro incitamento. Però anchè lui ha molti
tifosi, anche se è il secondo del suo sodalizio. Soprattutto un tizio
che non conoscevo ancora che urla con un vocione e punta il suo incitamento
sulla mia sconfitta con frasi tipo "lo batti di sicuro, sei più
forte, devi arrivare secondo" Km. per km. il mio ritmo si mantiene
e il suo anche, cerco di dargli allora qualche cambio ma senza strafare,
ho ancora il timore di essere staccato
..Arriviamo all'ultimo giro
dei 6 da un km. previsti e quando mancano 200 metri alla fine allungo
lui
reagisce e io piazzo il mio sprint finale
..avevo all'epoca 56"0
sui 400m e conto di far valere la mia velocità
.ma non so lui
sembra
in rimonta e devo spingere ancora
tutti gridano e capisco poco di quegli
incitamenti, solo il vocione del suo tifoso emerge
.quasi senza accorgermene
scopro che davanti ho la sagoma del secondo che a fatica riesce a reagire
ed evitare la nostra rimonta
..il traguardo è in fondo a un
breve rettilineo in discesa e ci arrivo con pochissimo margine di vantaggio,
tanto che veiamo classificati con lo stesso tempo
.così mi piazzo
terzo assoluto e secondo di categoria
..Finita la gara lo sconosciuto
rivale diventa meno sconosciuto
si chiama Patrizio, ed ha tempi buoni
sui 5000 e 10.000, migliori dei miei. Solo con uno sprint potevo batterlo
e capisco che mi era andata bene
Ma la gara è finita e se un
attimo prima eravamo fieri rivali, dopo il traguardo diventiamo amici
.e
ci diamo sportiva rivincita per la terza gara stagionale. Stavolta il tracciato
è piatto, senza neppure una piccola salitella, meno tortuoso e con
meno curve secche. In fondo capisco che è forse più adatto
a lui, abituato a corse sul ritmo. Ma stavolta dobbiamo fare i conti con
un avversario in più. Al via oltre ai soli trenta atleti della provincia
non cè solo quel tal Battistini, veneto, già nettamente primo
nella gara precedente e fuori dalle classifiche provinciali (e dalla nostra
portata atletica
) ma anche una trentina di suoi commilitoni che certo
hanno poco l'aspetto degli atleti esperti
..si tratta di ragazzi di
un corso, ventenni come me ma che probabilmente non avevano corso molte
campestri. Infatti alla partenza ce li troviamo tutti davanti, intruppati
a crearci problemi per trovare la posizione. Patrizio è più
fortunato di me e riesce ad evitare il gruppo, il ci metto un po' di più
ma alla fine mi ritrovo nella solita posizione, terzo con lui e rivivere
la sfida della settimana precedente. E lì inizia a contare un fattore
che nel cross precedente aveva si pesato ma in maniera minore: i nostri
tifosi. Quelli della mia società si limitano a incitarmi dicendomi
di non mollare, di tener duro, di reagire alla fatica
..Lui invece
viene incitato da un personaggio curioso, di notevole mole e voce dirompente
che grida a più non posso che stavolta deve battermi, che non può
perdere da me, che deve arrivare secondo (alludendo alla classifica provinciale).
Patrizio non so che spinta ricevesse da questo figuro, io devo ammettere
che mi dava più forza lui dei miei tifosi
..Nella sua ostilità
trovavo energie nascoste
.e così anche nei momenti in cui sembrava
che Patrizio prendesse il largo reagivo e riuscivo a stargli sotto
.fino
agli ultimi 200 metri
.lì sicuramente tutti i nostri tifosi
sapevano che la sfida sarebbe stata non solo di gambe ma anche di nervi
e di determinazione, in 6,4 km. non ci eravamo mai separati o quasi e ora
uno dei due doveva vincere
. forse anche il monumentale tifoso di Patrizio
credeva di poter dare il suo contributo almeno vocale e proprio all'inizio
del tratto finale, quando stavamo per immetterci nell'ultimo decisivo rettilineo,
le sue urla divennero più forti e ci giunse quasi vicino per incitarlo
con le solite frasi
"devi vincere, vai che è tua la vittoria,
vai che l'hai battuto
" e lì misi nel mio sprint tutta
l'antipatia per quel personaggio quasi che lui e non Patrizio fosse il mio
rivale in corsa
.stavolta il mio sprint non era più una sorpresa
per il mio rivale e la sua reazione fù immediata e adeguata, restammo
a lungo appaiati e quando mancavano pochi metri al traguardo non so dove
trovai un poco di energie residue e riuscii a tagliare per primo la riga
bianca, come nella gara precedente fummo classificati con lo stesso tempo
.forse
ci separava al massimo un decimo di secondo
..ovviamente dopo il traguardo
gli porsi subito la mano, eravamo sempre amici anche se rivali.
e quel
2-0 era frutto più di circostanze fortuite che si marcata superiorità
..Ma
io a Patrizio lo dissi che in quella mia vittoria un po' c'entrava il suo
monumentale tifoso
.che credo ci rimase parecchio male a sapere che
aveva contribuito alla sconfitta dell'atleta per cui, con tanta veemenza,
tifava
..Ci fù una quarta campestre, valida per il titolo individuale,
ad Alessandria stavolta e io aspettavo Patrizio per la rivincita ma un problema
gli impedì di partecipare
.arrivai secondo di categoria e terzo
assoluto, dietro al solito Battistini e al numero uno provinciale Raimondo
Pilotto (che vantava 15'47" sui 5000). Ma fù una gara che ricordo
meno, conquistai la posizione quasi subito e non ci fù uno sprint
finale
..degno delle due precedenti gare
..il monolitico tifoso
fece la sua parte incitando un rivale
che si prese da me 1'30"
.ma
non c'era soddisfazione
. Quella magica stagione di campestri finì così ..ritovai Patrizio su pista ma lì non ci incontravamo, lui faceva i 5000 e 10.000 e io 800-1500 e qualche 3000. Ma anche in quest'ultima distanza Patrizio aveva tempi migliori dei miei e se ci fossimo trovati in gara avrei perso .Poi a giugno alcuni problemi con l'orario di lavoro mi fecero smettere di correre per qualche mese .e la stagione fù compromessa per me. Patrizio invece fece buoni risultati su pista e si tolse diverse soddisfazioni .cronometriche e di piazzamenti .Rimanemmo amici finchè una malattia, ancora in giovane età, mise fine alla sua vita ..Lo seppi da amici comuni quando lui aveva già smesso di correre da alcuni anni .Era piacevole quando ci ritrovavamo parlare delle nostre sfide in campestre in cui per pochi cm. avevo vinto..anche grazie a un tifoso poco accorto .. |