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Prefazione
Questi sono dei racconti di podismo vissuti da me in prima persona, non
si tratta di "sentito dire" o voci di corridoio, ma di esperienze
vissute in 31 anni di corse
.non ci sono solo gare anche perché
pure in allenamento a volte si vivono situazioni degne di essere ricordate
ed è proprio questo lo scopo mio nel redigere queste note. Far
rivivere a qualcuno queste mie esperienze e la speranza è che riesca
anche qualche lettore a percepire ciò che stà alla base
di ogni racconto, la passione sportiva, la voglia di correre e di essere
ancora, in pantaloncini e maglietta, con un numero pettorale fissato,
in gara
Perché alla fine ciò che ci spinge in
tanti sacrifici (allenamenti notturni nella nebbia, con la pioggia, in
gelide serate invernali) è l'agonismo, la voglia di rimettersi
in discussione ogni giorno, di cercare quel giorno di essere ancora una
volta atleta
..Molte delle persone citate hanno smesso di correre
da parecchio tempo, alcune senza neppure conoscere la realtà del
podismo in tutte le sue forme, in questo senso mi sento fortunato, ho
potuto correre parecchio e anche se pure io ho avuto anni di inattività
parziale e a volte anche totale, alla fine ho ripreso le scarpette abbandonate
e mi sono rimesso pantaloncini e maglietta per sfidare ancora una volta
l'unico avversario che ho sempre considerato degno di massima fiducia
nelle sue sentenze
.alludo al cronometro, vero e indiscusso giudice
mai condizionato e severissimo
..E agli atleti che leggono queste
note posso dire che l'atletica, al contrario di quello che certi dicono,
è una sola. Non è vero che conta solo quella fatta su pista,
o quella delle categorie assolute, o le gare omologate o solo i risultati
ufficiali
sono tutte frasi nate da gente che in fondo non ama profondamente
il nostro sport e vuole costruire palizzate per nobilitare una parte dell'attività
a scapito di altre
..Mi auguro di non annoiarvi e che almeno qualcuno
dei racconti che leggerete vi diverta e vi trasmetta un po' della passione
sportiva che mi ha animato nel vivere quelle esperienze. E per chiudere
questo prologo un ultima considerazione, non è vero che solo andando
forte si ha soddisfazione
..a volte dopo un periodo di inattività
si ha un enorme gratificazione nello scoprire di essere di nuovo competitivi
anche facendo un risultato che a tutta prima è modesto
..abituatevi
a valutare le cose dal vostro punto di vista e a non lasciarvi fuorviare
dai giudizi degli altri, spesso incompetenti o capaci solo di sentenziare
ma che magari l'ultima corsa l'hanno fatta venti anni fa
..se l'hanno
mai fatta. E per capire meglio ciò che voglio dire leggete questo
primo racconto.
Una bugia e una realtà
Andavamo al mare in treno un sabato dell'estate 1976, eravamo
alcuni amici e già ci vedevamo sulla spiaggia a cercare di abbordare
ragazze
.. La nostra meta era Vernazza nelle Cinque Terre dove anche
l'anno prima ci eravamo trovati bene in tutti i sensi. E così mentre
il treno affrontava la linea verso La Spezia ci venne in mente di parlare
di atletica, correvamo le distanze di mezzofondo, e in quel periodo eravamo
reduci da alcune gare proprio in Liguria. A Genova avevo fatto 54.0 sui
400 metri e il mio amico 54.3 e a Imperia avevamo corso invece gli 800
facendo i personali. Parlavamo di quei tempi e gare e avevamo notato due
belle ragazze sedute nello stesso vagone che ci ascoltavano con attenzione.
Altre persone nel vagone leggevano e quando arrivammo a una stazione ci
passarono vicino guardandoci con ammirazione. Anche le due ragazze carine
lo fecero e io dissi al mio amico che i nostri discorsi ci avevano guadagnato
un ruolo come se fossimo stati atleti li livello internazionale. Dopo
la vacanza tornammo sempre col treno e fù così che durante
il viaggio al mio amico venne l'idea di parlare di atletica ma stavolta
cambiando
un po' i termini dei nostri risultati
dalle gare regionali e locali
a meeting prestigiosi e tempi di livello internazionale
.così
cominciammo a sparare frottole di ogni genere
..ma sembrava che a
nessuno interessasse minimamente
..e così smettemmo il nostro
giochino e capimmo una verità profonda
Se ci si trova
di fronte a chi capisce e stima l'attività di uno sportivo agonista
anche tempi modesti come i nostri diventano fonte di prestigio. Mentre
invece di fronte a persone a cui lo sport non interessa o che lo vedono
come uno spreco di tempo puoi anche vantarti di avere 44.0 sui 400 invece
di 54.0 che non vieni minimamente considerato. In questo senso proprio
quest'ultima proporzione mi da lo spunto per parlare di un altro episodio
sull'ingnoranza sportiva di certi presunti esperti. Siamo sempre a metà
anni settanta e un mio amico, lettore assiduo di giornali sportivi, appassionato
di calcio ma che segue anche gli altri sport con interesse (ma scarsa
competenza
) mi chiede quanto faccio sui 400 metri
..Io rispondo
col mio personale, 54"0
e lui allora chiede ancora "ma
quanto è il mondiale ?" All'epoca lo stesso era di 43"8
e lo riporto all'amico che ribatte "ma tu fai addirittura 10"
secondi in più
." A parte che non ero precisamente un
quattrocentista puro ma facevo questa distanza come specialità
colleterale per le gare di mezzofondo veloce (800 e 1500) ma allora chiedo
a questo sapientone
"e tu cosa credi di poter fare sui 400 metri
?"
lui dice che non facendo atletica non può rispondere
alla domanda (anzi diciamo che quel tizio di sport non ne ha mai nessuno
.salvo
quello di commentare i risultati di altri con la lingua
.lì
sì è molto veloce) e allora aggiunto "quanta gente
credi che in questo paese (eravamo in villeggiatura in un piccolo centro
di 3500 abitanti nell'appennino ligure) possa essere oggi in grado di
fare 54.0 sui 400 metri ?" E li cercai di spiegargli che a quel tempo
(1976) nell'intera mia provincia (Alessandria) avevo solo 4 atleti con
un tempo migliore del mio su questa mia "distanza non di parata"
e che quindi, pur non essendo un risultato sensazionale, era pur degno
di rispetto, soprattutto da parte di uno che non riusciva a fare a piedi
neppure il tratto da casa sua al lavoro
..
Di elementi così ne ho incontrati diversi ma hanno tutti caratteristiche
comuni, non hanno mai fatto veramente sport (o solo in maniera puramente
esibizionistica
.con maglie e indumenti sportivi firmati
.ma
senza pratica concreta
) e non sanno neppure cosa significhi correre
400 metri in una pista anche in 1'10" senza fermarsi, senza morire
o senza vomitare ogni cosa che hanno nello stomaco
..E in questo
senso ricordo un'altra situazione nata per caso ma di "sicuro effetto"
Era
il 1974 e stavamo facendo allenamenti per una staffetta 4x400, non eravamo
quattro veri quattrocentisti ma andavamo tutti sotto il minuto
..così
il nostro allenatore ci fece fare un test in cui, alle 5 del pomeriggio
su un arida pista di tennisolite corremmo la staffetta contro una squadra
di allievi con tempi più modesti dei nostri (da 1.00 in su) Vincemmo
la sfida ma in 4.03 e gli allievi ci misero in difficoltà finendo
in 4.09
..ce ne disse di tutti i colori, che eravamo penosi e via
di seguito
..poi aggiunse "se voglio vi batto tutti e quattro
senza problemi
correrò da ultimo con gli allievi e vi batteremo"e
così siccome era in maglietta e pantaloncini e con scarpe da podismo
ci lanciò la sfida
.avevamo tutti 18 anni e lui 35 ma vantava
tempi rilevanti che anni dopo scoprii ben inferiori ai miei anche allora
.ma
all'epoca non lo sapevo e siccome lo stimavo come allenatore (aveva un
notevole carisma e sapeva trasmettere la sua passione sportiva) non dubitavo
delle sue qualità sportive. Facemmo così questa sfida
..e
l'allenatore prese il posto dell'ultimo frazionista della squadra allievi.
La responsabilità dell'ultima frazione venne data a me siccome
ero il più resistente correndo abitualmente 800 e 1500
..e
forse perché i compagni di squadra non volevano fare la figura
di perdere dall'allenatore
.. Lui si riscaldò poco, anzi quasi
partì da freddo, con grande convinzione
..partimmo e alla
terza frazione eravamo nettamente in testa, più o meno come il
test precedente, con una decina di secondi di vantaggio. Ricevetti il
testimone al compagno e sentii il cambio tra il terzo allievo e l'allenatore
che partì fortissimo, tanto da recuperare il divario entro metà
rettilineo
..ai 200 sembrava sul punto di passare me lo sentivo vicinissimo,
scoprii solo dopo che lo sentivo persino più vicino di quanto non
fosse realmente
cercavo di resistere al suo sorpasso che immaginavo
imminente e misi in quella curva ogni energia, non volevo perdere senza
combattere
..una volta entrato in rettilineo sentii le voci dei compagni
che mi incitavano e il rumore delle scarpe dell'allenatore che battevano
sulla pista
..ancora pochi metri
e finalmente tagliai
il traguardo
..davanti
lo vidi giungere con un sufficiente
distacco, più o meno avevo conservato il vantaggio e il tempo era
finalmente sotto i 4'
3.56
avevo fatto la frazione in
58.0 circa
ma l'allenatore non potè commentare la prova
perché non si fermò quasi nemmeno. Puntò decisamente
verso i gabinetti dove poi scoprimmo aveva vomitato copiosamente
.Non
ci redarguì più e la settimana dopo quando facemmo in gara
3.42 piazzandosi validamente nella gara dei campionati di società
ci fece i complimenti
e poi si assentò
..verso
i servizi
forse la sua memoria ricordava le sensazioni di quella
sfida sulla 4x400
Un ultimo episodio di ostentazione e millanteria
mi riporta a un campo di calcio di periferia dove seguivo una gara di
terza categoria in cui era impegnato un nostro amico. A bordo campo alcuni
genitori dei ragazzi che giocavano nelle squadre giovanili e parlavano
tra loro. Un signore corpulento notevolmente sovrappeso cominciò
a pontificare e gli uscì la frase "quando io facevo atletica
ad alto livello"
..Pur continuando a seguire la partita prestai
maggiore attenzione a quel pachidermico signore, perché con quella
mole mi sembrava al massimo un ex lanciatore, ma anche per quelle discipline
ci vuole dinamicità e quel tizio non ne dimostrava molta
Continuò a parlare delle sue cognizioni sportive e disse che faceva
mezzofondo ed era "tra i migliori della regione" Siccome conoscevo
tutti gli atleti della mia zona ad un livello discreto degli ultimi 30
anni mi chiedevo se non venisse da altre città
.ma pian piano
riconobbi quella voce e quel modo di parlare e man mano che capii di chi
si trattava facevo più fatica a trattenere un sorriso
..Finalmente
gli venne da citare il suo paesino di origine e l'aver fatto una certa
scuola e capii che era un mio coetaneo che aveva corso un paio d'anni
da juniores
.
In effetti quel signore aveva fatto tre stagioni di attività ma
non più di 15 corse però aveva cambiato ben tre società,
a fine anno litigava sempre perché diceva che era colpa della società
o dell'allenatore se lui non aveva raggiunto i suoi livelli
.Si ritirava
anche spesso, e un paio di volte lo fece nell'esatto momento in cui io
lo aveva raggiunto, forse credeva così di cancellare la sconfitta
Era
molto presuntuoso e convinto di poter diventare un campione, tanto che
un giorno facendo un 10.000 in 35.54 disse che avrebbe puntato al record
italiano juniores
.che era oltre 4' inferiore al quel tempo
..
Lo sentivo dichiararsi tra i migliori atleti del Piemonte e che solo 2-3
in tutta la regione lo battevano, quelle signore lo guardavano e io credo
che la sua mole un pochino lasciasse qualche dubbio sul suo occasionale
pubblico
Non lo salutai, non mi era mai stato simpatico, neppure
da giovane
..ma di lui ricordavo nitidamente un episodio
.era
il febbraio 1974 e la mia società mi aveva iscritto insieme a un
altro atleta al Cross del Campaccio juniores
..lui era lì
con la sua società, o meglio con suo paziente allenatore, unico
atleta del sodalizio per cui correva
..Ci incontrammo nella stazione
ferroviaria e ci guardò con ironia dicendo "siete anche voi
qui ?" come a dire che non ne eravamo degni secondo la sua concezione
..l'anno
prima aveva corso nella nostra società e se ne era andato insalutato
ospite
..senza lasciare alcun rimpianto in dirigenti, tecnici e men
che mai atleti
Ma siccome non gli bastava la frase già
detta aggiunse "una società seria non iscriverebbe mai atleti
come voi a una gara come questa
.."
..Non abbiamo dato
molto peso a questa frase di pura cattiveria e ci siamo riscaldati e poi
abbiamo gareggiato
..Nella folla non l'ho più visto
e
mi sono piazzato quel giorno 59° nella gara Juniores su circa 150
arrivati
il mio compagno era arrivato una ventina di posizioni
dopo di me
.andando verso la stazione lo abbiamo di nuovo incrociato
mentre il suo allenatore era avanti a fare i biglietti
gli
abbiamo chiesto come era andato e lui rispose che si era ritirato al primo
giro perché non sentiva le sensazioni giuste
il mio
amico fù più pronto di me a dirgli "ecco vedi una società
seria non pagherebbe mai la trasferta a uno che poi si ritira dopo un
km. di una campestre di 7 km."
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