<<<<<<INDICE
I RACCONTI DI MATTEO PIOMBO
 
La via che non presi……

Rudyard Kipling ha scritto una bella struggente poesia che si intitola "la via che non presi". Parla delle cose che non abbiamo fatto e di ciò che il ricordo ci porta a pensare che sarebbe potuto essere. Le gare che non ho fatto sono un ricordo particolare, legato a sensazioni e attese di quel periodo e a volte, come iceberg sommersi, riaffiorano col loro carico di ricordi. Ricordo nel maggio 1976 un 800 in programma una domenica mattina ad Alessandria a cui tenevo. Avevo fatto 2.08.2 che era all'epoca il mio personale, ma pensavo di poterlo migliorare e mi ero allenato con impegno, forse persino troppo vedendo i quaderni di quei giorni. Quella domenica però non ero nella mia città ma al mio paese di origine, dove per ragioni diverse mi trovavo con la mia famiglia. Dovevo andare ad Alessandria in treno facendo un giro particolare da Ovada. Così piazzai la sveglia alle sei di quella mattina e quando mi svegliai vidi subito che pioveva a dirotto, senza tregua. La borsa era pronta e a piedi andai alla stazione, distante oltre un km. e mezzo da casa mia. Sotto la pioggia, col borsone a tracolla, l'ombrello ma carico al massimo e pronto a fare quel 2.05-2.04 che sentivo alla mia portata. Feci il biglietto e scoprii che il treno era una vecchia litorina, non c'era nessuno che doveva partire di lì alle sette di quella piovosa domenica mattina. Mancavano ancora dieci minuti e comparvero una suora robusta e occhialuta e un gruppo di ragazze allegre. Salirono anche loro sulla littorina che era tutto meno che linda, odorosa e pulita….ma a me sembrava una vettura di prima classe, pensavo solo alla corsa, agli avversari che avrei trovato….neppure guardavo fuori dal finestrino la pioggia sempre insistente……Alle sette esatte il treno partì e ascoltavo i discorsi delle compagne occasionali di viaggio, che andavano a giocare a pallavolo……Giungemmo a Ovada in perfetto orario e scendemmo tutti, pronti alla coincidenza, entrai in stazione a guardare gli orari per la conferma che 15' dopo c'era il treno per Alessandria ma non notai che lo stesso si formava proprio in quella stazione. Così mi misi davanti ai binari da cui eravamo arrivati, senza far molto caso a una litorina che era ferma in un binario morto. Le pallavoliste e la suora erano sparite ed ero solo…..a un certo punto dalla stazione vedo uscire un tizio che si avvicina a quella litorina ferma, batte una manata sulla medesima e dice "vai pure". Niente annuncio, niente fischietto e paletta….neppure l'uniforme del capostazione….quello era tutto meno che una partenza regolare del treno….la litorina si mette in moto, ma io sicuro del fatto mio, resto convinto che sia in manovra……aspetto, aspetto, sotto la pioggia, guardo i binari bagnati e lucidi, guardo il cielo grigio e pieno di pioggia, penso al mio 800 ad Alessandria e guardo l'orologio, il treno starà per arrivare, è quasi ora….. Invece niente…..passati altri 15' vado alla biglietteria e chiedo informazioni, non c'erano passeggeri a cui domandare e il bigliettaio (decisamente arrabbiato per fatti suoi) mi risponde sgarbato che il "treno per Alessandria delle 7.18 è regolarmente partito dal binario morto". E io li subito a vedere se ci sono altri treni, ma scopro quello era l'unico della mattina di quella linea…..allora chiedo se ci sono autobus. Il bigliettaio non ha proprio pazienza e risponde che lui non sa ma che se ci sono partono dalla piazza…..Dalla stazione alla piazza in questione di Ovada ci sono almeno 2 km. se non di più….e così, borsone in spalla, ombrello aperto e pioggia battente parto….senza sperare molto in verità di arrivare ancora in tempo a quel fatidico 800…..in realtà tra disguidi e ritardi grazie agli autobus finisco per tornare a casa mia, a Tortona, dove arrivo bagnato, arrabbiato e stanco più che se avessi corso il famoso 800, a mezzogiorno circa……Alla sera trovo un amico che è andato alla famosa riunione, anch'essa svoltasi sotto pioggia battente. Gli 800 li hanno corsi solo in 4 e chi ha vinto è un mio accanito rivale che ha fatto 2.10 ma la pista era allagata e forse è persino andato forte viste le condizioni….ma a me resta la rabbia di quel treno che mi è sfuggito davanti, di quella beffa legata a superficialità e poca attenzione, a un mattino di pioggia battente in cui mi sono svegliato alle sei, in cui ho rinunciato alla compagnia degli amici per….contemplare una fatiscente stazione e farmi a piedi….col borsone….due belle tratte di strada sotto la pioggia……
La pioggia è anche la protagonista di un altro 800 mancato, stavolta per ben altre ragioni. La stagione stava finendo e io avevo fatto in estate il personale sul doppio giro di pista di 2.04.1 ma ci avevo corso vicino altre volte e credevo fermamente di poter far meglio. Sognavo di andare sotto i 2.00 e non era presunzione, ma allenamento e test che davano questa speranza. Facevo i 400 in 54.0, i 500 in 1.12 e i 600 in 1.30 ma soprattutto quel mese di ottobre ero veramente in forma. Avevo vinto i campionati provinciali sui 1500 in 4.17.9 battendo anche due atleti che andavano regolarmente sotto i 4.05. Ero veloce e avevo tenuta, quell'800 ad Asti l'ultimo sabato di ottobre era la gara che chiudeva la stagione e ci tenevo a farlo. Le ultime due settimane le avevo dedicate all'allenamento, pioveva parecchio quella fine ottobre ma incurante io mi allenavo con grande impegno. Facevo sedute specifiche con 4 volte i 200 in 27.0 o 8 volte i 100m sotto i 13.0. Mi allenavo con altri atleti ma ero sempre quello che faceva di più, che cercava di fare il massimo. L'ultima settimana l'attesa crebbe ma il lavoro era più blando, rifinitura. Ricordo ancora il venerdì sera, vigilia della corsa, che ero indeciso sul da farsi. Non pioveva e optai per 40' di corsa lenta e qualche allungo, così per scioltezza. Mi cambiai e feci il lavoro sul solito circuito di 450 metri di asfalto che era il teatro degli allenamenti invernali. La pista era in tennisolite e col brutto tempo chiudeva. Finito mi andai a cambiare che era quasi buio e arrivò il nostro allenatore, che disse subito la notizia "domani niente gara ad Asti, l'hanno annullata perché il maltempo ha allagato la pista"……Quelle parole mi risuonavano nella mente senza senso….non riuscivo a credere al loro significato…..nella mia mente si affacciavano le cifre 2'02"-2'01….due netti….1.59…..del nuovo personale che era li ad aspettarmi, alla fine di quel rettilineo….vedevo la pista di Asti con gli alberi intorno…allagata….non utilizzabile…..l'allenatore se ne andò senza salutarci, e noi ci guardammo, il primo a parlare fù il più scarso del gruppo, a fatica faceva 2.15……"meglio così, domani esco con la ragazza…." Io non parlavo, mi cambiai e andai a casa molto deluso…..
Molto amareggiato….non ricordo cosa ho fatto quel sabato di fine ottobre di 27 anni fa….sarò andato al cinema, in discoteca o pizzeria…non so, non è rimasto nulla di quel giorno, ma perfettamente ricordo quella comunicazione fredda, gelida e ….che uccideva i miei sogni…..non lo sapevo quella sera ma non avrei mai corso un 800 in un tempo più veloce, la stagione dopo ebbi una periostite tibiale e dovetti star fermo, corsi diversi 800 ma mai in meno di 2.06…mi restò il rimpianto di cosa avrei fatto ad Asti quel sabato di fine ottobre, in quella forma perfetta, con quella motivazione…..e voglia di andar forte….forse era tanta l'attesa che sarei passato troppo forte, magari in 58.0 e poi sarei saltato. Forse invece avrei sbagliato ritmo e ai 400 avrei fatto 1.02 o 1.03 finendo in 2.05 o 2.06 al massimo….Non lo so, ma quell'ottocento è la gara che più di tutte rimpiango di non aver potuto correre…..