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I RACCONTI DI MATTEO PIOMBO
 
Era un giorno d'ottobre….

Era un giorno d'ottobre…. uguale a oggi, grigio e uggioso con una pioggia fine e tranquilla…..tornavo da scuola annoiato per tante cose, in quello stato d'animo in cui ogni cosa "nuova e diversa" viene presa con più entusiasmo…..Vidi quel manifesto in una vetrina di negozio e mi fermai a leggerlo, con attenzione. Parlava di una leva sportiva di atletica leggera, e invitava a presentarsi per l'iscrizione. Mi aveva colpito quella scritta a caratteri grossi "Atletica leggera" che mi faceva ricordare le recenti olimpiadi di Monaco di Baviera……Borzov,Mennea,Vince Matthews, Shorter, Keino, Vasala…..avevo fatto una corsa podistica di 1200 metri quell'estate ed ero arrivato settimo…..vinecndo due bottiglie di vino dolcetto…..giocavo a pallone in una squadra di un circolo parrocchiale, terzino di fascia direbbero oggi. In realtà avevo l'abitudine a andare oltre il centrocampo. Non ero un gran giocatore, lo sapevo anche io che non avrei mai calcato campi più nobili. Oltretutto il calcio cominciava a stancarmi, a volte mi toccava la panchina, l'ambiente non era il massimo anche se avevo un allenatore bravissimo. Mi piaceva di più la pallavolo ma la praticavo solo d'estate, nella mia citta non c'era una società. Così quella scritta "Atletica leggera" mi incuriosì e andai a casa pieno di entusiasmo… Il pomeriggio mi presentai all'indirizzo indicato, una fatiscente ex caserma dove aveva sede una società calcistica che prestava la sua segreteria per raccogliere i dati. Una signorina carina ma molto seccata prese i miei dati li trascrisse su un quaderno. Poi mi chiese "che specialità vuoi praticare ?" e io senza esitare risposi "velocità, 100 e 200 metri". Pensandoci oggi rido, io che negli anni giovanili facevo 12"3 sui 100 e 25"2 sui 200, ma allora ero convito di essere davvero veloce. Battevo spesso i compagni di squadra negli sprint e mi piaceva la sensazione di andare al massimo….
Così io quel giorno di ottobre senza dubbi mi qualificavo "aspirante velocista…" La signorina, seccata e desiderosa di tornare a telefonare a qualche amica, come faceva nel momento del mio inopportuno ingresso, mi liquidò dicendomi "si presenti alla palestra di Corso Cavour sabato 16 ottobre alle 15,00"…..formale, fredda e senza entusiasmo….ma io da quel momento non vedevo l'ora che arrivasse quel fatidico sabato d'ottobre…..e ogni giorno che mi separava dalla data indicata, nei giornali sportivi e nelle riviste o in televisione, guardavo con attenzione ogni cosa che parlava di atletica, di Mennea, Borzov e gli americani. Quei famosi Hart e Robinson che non erano riusciti a gareggiare perché si erano addormentati….ed erano arrivati tardi….Il giorno fatidico arrivo e ricordo che già a scuola pensavo a cosa avrei trovato…..alle tre meno venti partii da casa….abitavo vicino a quella vecchia palestra dove avevo fatto ginnastica alle medie. Arrivai quindi con largo anticipo e senza abbigliamento sportivo, non era infatti un allenamento ma solo una riunione …..rimasi sorpreso dal numero di ragazzi della mia età che sostava davanti alla palestra…la cifra esatta la scoprii dopo (227) ma mi sembravano davvero tanti…..Un signore distinto (purtroppo scomparso due anni fà) si faceva dare nuovmente i dati e così in fila ci preparammo a ripetere le solite informazioni. Anche lui, quando fù il mio turno, mi ripetè la domanda fatidica "che specialità vuoi fare ?" e io sempre convinto risposi "velocità, 100 e 200 metri" mi sembravano lunghi persino i 400….nella mia ignoranza sportiva dell'epoca…. Poi arrivò un signore panciuto, tronfio, che cominciò a parlare, era il presidente della neonata società e nonostante capissi poco di atletica seppi subito che quello non era certo un personaggio competente….Perché continuava a dire stupidaggini, a ridere delle sue pseudo battute, a parlare del tempo in cui correva "e facevo 11.0 sui 100m" Scoprii qualche anno dopo, da statistico, che era una frottola enorme….ma allora quell'informazione mi colpi e quel pancione mi sembrò meno stupido…..Di tutto questo pomposo discorso di prammatica l'unica frase che ricordo fù "non credo che andrete tutti alle Olimpiadi, sarebbe già un risultato che ci arrivasse qualcuno di voi". Ebbene di quei 227 di quel sabato di ottobre quello che ha fatto più risultati sono stato io….non lo avrei mai pensato quel giorno…..mi sembrava già un risultato arrivare a correre una gara ufficiale….traguardo che il 95 % di quegli aspiranti atleti non raggiunse mai…..Comunque quella sera tutti ci sentivamo pronti a sfidare cronometro e metro pur non conoscendo ancora quanto sono spietati questi due "signori" ben più concreti del nostro pomposo oratore. Quel pomeriggio parlarono ancora altri dirigenti e gli allenatori, allora due giovanotti che vedevamo con sussiego, ed uno di loro che aveva solo 5 anni più di me (22 quindi) gli do ancora oggi del lei proprio per il rispetto che provavamo all'epoca. Ci vennero date informazioni circa l'attività e l'appuntamento alla settimana dopo per il primo vero allenamento…..Era un sabato di metà ottobre di 31 anni fa, quasi tutti i presenti non se lo ricorderanno quasi più, e qualcuno non c'è più….come Marino che con me e altri vinse quell'inverno il titolo di cross, come Gianfranco, quel distinto signore poi presidente e che capii subito che aveva una sincera passione per l'atletica leggera, più di tanti altri in quella sala ….Di quei 227 potenziali atleti ben pochi arrivarono a fare davvero atletica, a gareggiare su pista, a fare almeno una gara provinciale. Non più di una ventina……e di questi dopo due o tre anni rimasi solo io, ero l'unico in attività di quel gruppo nel 1980…..ed ero anche quello arrivato più lontano, non certo alle Olimpiadi ma nemmeno agli europei o agli assoluti su pista. Ma soprattutto a una passione che continua ancora adesso, partita un lontano sabato di metà ottobre, con un sole slavato, le foglie gialle sui marciapiedi e l'aria frizzante…..