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I
RACCONTI DI MATTEO PIOMBO
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Diecimila metri
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| Tra le tante gare su pista una mi ha sempre affascinato
particolarmente per i suoi connotati e le sue difficoltà
..i
diecimila
venticinque giri di pista da affrontare possibilmente a passo
uniforme
una corsa in cui basta sbagliare il primo km. per ritrovarsi
alla fine annaspare senza energie e con la gambe dure
Il primo 10.000
l'ho fatto che non avevo ancora compiuto diciotto anni
era fine
marzo e la gara ufficiosa, eravamo solo in due e il mio avversario mi staccò
già al secondo km. proseguii da solo, guardandolo allontanarsi sempre
di più finchè me lo sentii arrivare dietro all'ultimo dei
suoi giri, non riuscì a doppiarmi per poco
..feci 37'54"3
ed ero contento, solo e senza riferimenti quel tempo era certamente buono
per me che avevo 17'44"3 sulla mezza distanza
..e poca abitudine
a gare lunghe
qualche mese dopo in piena estate, a fine giugno,
tornai a fare i 10.000 memore di quel ricordo
anche stavolta in due
soli ma la gara ufficiale valeva per il titolo provinciale. L'avevo scelta
in quanto sui 1500 e sui 5000 correvano due atleti molto più forti
di me e per vincere un titolo facevo così gli insoliti 10.000
.il
mio avversario mi chiese che personale avevo e dissi il tempo fatto a marzo
.lui
disse che non c'era storia, aveva 41' e non sapeva neppure se sarebbe riuscito
a eguagliarsi
Così sbagliai tutto quell'afoso pomeriggio
..partii
convinto di essere più forte di lui (che sicuramente conosceva meglio
di me le insidie dei 25 giri di pista
) partii senza rendermi conto
che a marzo avevo corso con 12 gradi e su quella pista invece c'era un sole
cocente e 35° all'ombra
.partii convinto di avere il titolo in
tasca
..il mio rivale, più saggio, mi rimase incollato per 7
km., tranquillo a ruota, senza darmi un solo cambio, e quando fù
certo che avessi esaurito le mie velleità passò a condurre
e mi stacco progressivamente
.vinse lui in 39'50" contento di
aver fatto il personale
.io, che ogni giro degli ultimi due km. cercavo
motivi per non fermarmi, andai di poco sotto ai 41'
..ebbi male alle
gambe per due giorni e il giudice delle premiazioni quando mi recai da lui
per ritirare la medaglia di secondo
non me la voleva dare
disse
"ma questo non l'ho visto
" e un suo collega lo redarguì
perché nel finale di riunione in campo c'era solo il mio avversario
e io e sembravamo entrambi forse due zombi più che due fondisti
..fortunatamente
questa esperienza non facile non mi tolse la voglia di cimentarmi sui 10.000
perché tornai a correrli, solo che passarono ben 6 anni
..in
quel tempo pensai bene di dedicarmi ad altre distanze, soprattutto al mezzofondo
nel
1979 venne un periodo che decisamente andavo piano
faticavo a fare
2.18 e 4.40 su 800 e 1500, tempi alti e mi decisi a riprovare con distanze
maggiori, cambiando anche allenamento
..Avevo corso qualche volta i
5000 sui 17' e con 9.39 sui 3000 pensavo anche di valere meno
.ma i
10.000
.dopo quell'esperienza di sei anni prima mi mettevano ancora
un po' di paura
. La riscoperta dei 25 giri fù casuale, facevamo un campionato sociale open in cui le prove erano i 5000 e i 10.000 e sulla prima gara mi ero piazzato bene con una gara in rimonta, lenta all'inizio e veloce nel finale ..Dovevo difendere la mia posizione sui 10.000 ..partii prudente stavolta .dietro a diversi due atleti guidavano il gruppo a un ritmo da 3.30 al km. seguiti a 20 metri da altri due che viaggiavano a 3.35-3.40 al km. Io ero con un terzo gruppo di tre atleti, ci alternavamo al comando e cercavamo di restare sotto i 3.45 a situazione rimase identica fino a 5 km. quando uno dei due che erano con me si staccò ..un km. dopo rimasi solo e allora decisi di cercare di raggiungere un atleta che mi precedeva giro per giro guadagnavo su di lui e quando stavo per raggiungerlo si fermo ..ero di nuovo solo e davanti avevo tre avversari ..uno però era vicino, aveva mezzo rettilineo ma era in fase calante vistosamente regolare cercaci di arrivarci sotto, giro per giro anche qui guadagnavo .scendeva la sera, era fine settembre e il giorno calava vistosamente, era umido, la pista di tennisolite compatta al punto giusto, correvo senza chiodi ma le scarpe erano leggere e a tre giri dalla fine iniziai a mettercela tutta per batterlo, era diventato il mio obiettivo ..prima lo raggiunsi restando per un 400 alle sue spalle ..a 800 metri dal traguardo decisi di passarlo, senza timori variai passo e lui non riusci a ribattere ..quei due giri finali mi sentivo leggero, in piena spinta, vedevo avanti i due battistrada che lottavano per la vittoria, troppo staccati da me (avevano 200 metri di vantaggio) per raggiungerli ma mi accorgevo di viaggiare al loro stesso passo .finalmente sentii la campana dell'ultimo giro e spinsi a tutta non sapevo niente di tempi perché da un pezzo non mi davano passaggi, ero passato ai 5000 in 18.30 e mi chiedevo sa sarei riuscito a far meno di 37' .quella cifra mi sembrava stampata sulla pista ..quando passai dalle cabine del campo di calcio vidi stampato un 36 rotondo, evidente, nitido che mi diede nuovo stimolo, era come un incitamento .e l'ultimo rettilineo lo feci di volata, tagliai il traguardo e mi voltai a vedere gli altri, il mio ultimo avversario era a metà rettilineo, e in pista c'erano altri 3 corridori tra cui due già doppiati che dovevano ancora girare ..chiesi il mio tempo 36'36" .i due davanti erano andati poco sotto i 36 ..35'54" ed erano arrivati in volata insieme .ero soddisfatto anche del finale ..dell'ultimo mille che un amico mi disse avevo fatto in 3.10 non era la distribuzione ideale nemmeno quella ma mi ero riappacificato coi 10.000 l'anno dopo volevo correli con una preparazione più specifica, ma inizia la stagione su pista con qualche stop invernale e tornai a fare mezzofondo ..non ero più però tanto veloce faticavo a fare i 400 in meno di 58" .e la conseguenza e che anche quell'anno 800 e 1500 erano più lenti degli anni migliori avevo 25 anni e volevo forse cambiare ..mi allenavo sempre con due atleti che facevano distanze maggiori ..così piano piano ero un po' meno mezzofondista e un po' più fondista .Ma di 10.000 niente fino a metà settembre anche stavolta la gara era sulla nera pista di Acqui Terme, nuova come costruzione, durissima come rigidità, cupa come panorama ..insomma un luogo che mi ispirava poco o niente ci avevo fatto un modestissimo 4.45 sui 1500 in primavera e un 5000 sotto la pioggia in un giorno in cui ero in gran forma era stato annullato all'ultimo momento ..Quel sabato si assegnava il titolo provinciale e il favorito ero Gianfranco Toschi, uno dei più forti atleti della provincia, che vantava tempi di 15' sui 5000 e 32' sulla distanza doppia ..Al via eravamo una dozzina, alcuni a me totalmente sconosciuti .Toschi parti al suo ritmo, senza badare a nessuno, decisamente il discorso titolo era finito già al primo km .ma si poteva sempre arrivare all'argento ..e magari a un nuovo personale erano i miei obiettivi dietro al fuggitivo Toschi si formò un gruppetto di 4 atleti in cui ero anche io, a chiudere la fila per vedere se il ritmo mi andava bene .c'era anche il mio allenatore quel giorno, virtuale, perché non mi diede neppure un passaggio venne solo a vedere il tempo finale ..non era proprio che mi sentissi seguito da tre anni in pratica mi allenavo da solo .leggevo libri, parlavo con altri tecnici, chiedevo imparavo ..ero ben allenato e sicuro delle mie possibilità ..così al terzo km. passai decisamente a condurre nel gruppetto aspettandomi che dei miei tre compagni ci fosse qualcuno disposto a fare il ritmo un po' a testa ..Avevo un personale sui 5000 di 16'56"3 ma i 10.000 restavano sconosciuti .li avevo corsi solo tre volte e io penso che una gara su pista non si conosce compiutamente se non fi fa almeno una dozzina di volte (e anche così presenta sempre lati oscuri ..) Così al passaggio a metà gara conduco questo gruppetto in 17'40" .a passo regolare senza strappi ..nessuno mi aiuta nel ritmo e resto solo al sesto km ..qualche amico che gareggia in concorsi mi incita ogni tanto, voci casuali .ma ovviamente la battaglia si fa da soli ..in quella pista nera di Rubkor brutta e opprimente ..ogni curva cerco di vedere dietro se ho vantaggio sul terzo, un ragazzo di Alessandria alto e magro .più giovane di me .con un fisico da finlandese ..tipo Vainio..anche se meno alto, e ovviamente meno forte gli altri due cominciano a essere a un buon distacco .il discorso podio e tra noi due Toschi viaggia lontano .prima della fine mi avrà doppiato una volta incitandomi però quando mi raggiunge .un atleta sempre sportivo ..un amico .. Inizia il finale di gara dopo i 7 km., quella fase in cui comincia a vedersi il traguardo, imparai poi. Quando cominci a contare i giri che mancano sette sei ..a due km. dal traguardo è la fase decisiva .li averne si può fare il tempo e io ne ho, sono stato regolare .il mio avversario si è avvicinato, un amico mi dice che ho 20 metri ma quello cerca di raggiungermi .comincio a farmi piccoli traguardi "devo arrivare davanti almeno fino alla fine del giro " Quando sono a metà curva cerco di capire se guadagna o perde terreno .sento il suo passo vicino, il solito amico stavolta mi dice "ti stà venendo a prendere " penso tra me "si vedeva che era uno forte sui 10.000 " tengo duro e pur non sapendo i passaggi (nel 1980 non avevamo cronometri con memorie .solo un orologio digitale ma non era facile calcolare i tempi al giro ..) e allora mi concentro sui rettilinei, mi sembrano gare a se stanti, se lo tengo dietro fino a la in fondo .. poi comincio a doppiare qualche atleta, e questi avversari più lenti li immagino avversari da battere, mi concentro su di loro per non rallentare .passo sul traguardo e mancano solo due giri ..l'amico è impegnato e non mi dice niente, penso che sia un segno che mi stà raggiungendo e mi incito a stare ancora davanti almeno per quel giro, così tiro questo penultimo 400 come se fosse l'ultimo .quando arrivo sul traguardo e suona la campana non rallento .ho ancora energie e freschezza di passo .l'amico mi incita senza però dire nulla del mio avversario ..in effetti non sento più il suo passo avvicinarsi ..doppio un altro atleta e inizio l'ultima curva dove penso "se arrivo davanti nel rettilineo finale .non devo poi farmi passare " e quando arrivo agli ultimi ottanta metri, uscito dalla curva, mi allargo in terza corsia per finire a centro pista ..una abitudine che ho conservato in tante gare su pista ..il traguardo mi viene incontro, l'amico mi dice di non mollare e io non lo faccio sono secondo ..ma che differenza rispetto al provinciale di 8 anni prima .guardo arrivare il mio rivale, quello che tanto mi ha fatto penare e che ha preso poi quasi 100 metri ..scoprirò poi di averlo staccato solo al penultimo giro, quando ho allungato per sorprenderlo ..l'anno dopo vidi una tattica simile in Coppa del Mondo a Roma fatta da Werner Schildhauer e pensai di essere stato un precursore .dirà poi a un amico comune che quando mi ha visto allungare così decisamente a 800 metri dalla fine ha pensato che non mi avrebbe mai raggiunto ..ma era soddisfatto anche lui, aveva fatto il personale ..quando mi riprendo chiedo il tempo 35'20" ..chissà l'utimo mille in quanto l'ho fatto. Il mio allenatore ufficiale viene a leggere il mio tempo in quel momento penso "se allenerò un giorno non sarò mai uno così .." e credo di aver mantenuto la promessa .Gli amori a volte cominciano in maniera contrastata e poi hanno un momento in cui il rapporto cambia e diventa solido .il mio amore per i 10.000 era davvero cominciato male .in un pomeriggio di giugno con 35° in una pista assolata ..quel giorno alla fine ero veramente saturo di 10.000 . Poi li ho "conosciuti" ho capito la loro dinamica e mi sento di dirlo oggi, dopo tanti 10.000 più veloci o più lenti, gratificanti o deludenti, che sono una gran bella gara .non meno nobile degli 800 o dei 1500 .. |