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Atleti
speciali
Ci sono atleti che lasciano il segno, non tanto per imprese sportive
speciali, tempi, record o vittorie ma per il loro modo singolarissimo
di interpretare l'atletica e il podismo in particolare. Un mio amico dice
che dovremmo fare un libro "correre è brutto" parafrasando
il celebre testo del prof. Arcelli e mettendosi dentro tutti i pazzi che
abbiamo conosciuto in questi anni. Il primo soggetto pazzo non era ma
certo ci andava vicino con le sue imprese che tali erano in senso lato.
Ad esempio in un fatidico allenamento in montagna riusci a scontrarsi
contro un mulo
.e ci siamo chiesti se era lui a non aver visto il
mulo o viceversa
certo i danni maggiori li ebbe la povera bestia
che sicuramente rimase traumatizzato
.Questo personaggio che tutti
chiamavamo "il ramarro" per il suo sguardo stralunato una volta
doveva correre i 3000 siepi
..ma la sua carriera di siepista fù
davvero breve.
partì
fece il tratto piano, salto la prima
barriera e ricadde quasi incolume ma sulla riviera si fermò un
attimo
guardò l'acqua della fossa e si girò indietro
rinunciando
a quel rischioso salto
estremamente unico è poi il fatto
che questo atleta non avesse un modo di procedere lineare ma zigzagante
.privo
di qualsiasi logica
.forse "il ramarro" aveva problemi
di equilibrio
e lo vidi bene in una notturna dove procedeva in fianco
a un altro atleta che ben conosco. Io ero subito dietro e quando i due
arrivavano davanti a un cassonetto invece di spostarsi "il ramarro"
per lasciar superare il restringimento all'altro lo chiudeva
.questo
protestò ma "il ramarro"
perso nella sua visione
lontana
non se ne accorse neppure
ci sono persone che non vivono
sulla terra e così questo personaggio che di curioso aveva parecchie
cose come il modo di mangiare
..senza remore ne misura
.si abbuffava
talmente da
far si che chi si sedeva vicino a lui ricevesse spesso
pezzi dei suoi alimenti
.non parliamo poi del bere e della sua "propensione
vinicola" che di problemi ne procurò diversi. Specialmente
post pranzi e con convitate di bell'aspetto
.di questo personaggio
un episodio significativo che la da dimensione di come vivesse fuori dalla
realtà presente è accaduto a una corsa in montagna
.il
gruppo era condotto da due atleti che sparirono quasi subito
"il
ramarro" seguiva conducendo altri due atleti nelle posizioni dal
terzo a quinto posto
a un certo punto davanti a "il ramarro"
si para un tronco che sbarra la strada in maniera evidente
.all'epoca
(anni '70) le segnalazioni delle corse non erano sempre esenti da pecche
e quegli organizzatori avevano deciso di dirottare così i concorrenti
verso il tracciato
.ebbene "il ramarro" senza esitare prosegui
scavalcando il tronco e lo fece tanto convinto che i due atleti con lui
erano talmente persuasi della validità di quella scelta dal seguirlo
in
un bosco che li portò parecchio fuori strada
..Non era l'unica
volta che il nostro amico sorprese con sue decisioni
in una gara
diversa svolta sotto la pioggia il percorso prevedeva lunghi tratti in
quelle strade sterrate e ghiaiose che quando è piovuto sono piene
di pozzanghere
la logica è evitare se possibile queste pozzanghere
ma "il ramarro" immarcescibile quel giorno se le fece tutte
e talmente convinto da inzaccherare più di un avversario
qualcuno
se la prese e si arrabbiò ma "il ramarro" non capì
nemmeno cosa aveva fatto
..per lui "era la strada più
breve"
ancor più curioso il suo comportamento in una
trasferta fatta in pulmino
.partecipava alla stessa una ragazza di
16 anni molto sportiva, in tanti sensi
anche non prettamente agonistici
ragazza
molto dotata e con scarsa moralità
anzi nulla
durante
il viaggio più d'un atleta aveva cercato di mettere le mani nella
sua scollatura con fare furtivo senza ricevere proteste ne schiaffoni
"il
ramarro" che non voleva essere da meno si appostò ma sbaglio
mira, complice il buio di una galleria mise la mano
nella scollatura..dell'allenatore
.che
gli chiese cosa stava facendo
.e "il ramarro" rispose "ma
lo facevano tutti
"
Sicuramente un atleta curioso era anche un tizio di altezza non rilevante
(1,52) ma dall'ambizione e dall'autostima davvero spropositate
costui
parlava con gli amici della sua carriera sportiva (invero limitata a corse
non competitive su strada) e una volta che venne in pista e fece qualche
gara si vantò di aver realizzato "dei record personali"
.narrando
queste imprese come eccezionali
.sorprendente fù anche che
quei suoi amici, che conoscevo bene, vennero da me a dichiararmi la loro
ammirazione per costui, e mi dissero "sai lui fa dei record personali
"
Questo personaggio aveva molte caratteristiche curiose come il negare
sempre di allenarsi, quasi fosse una colpa cercare di migliorare le proprie
condizioni
.Negava sempre e quando lo si trovava in giro magari in
abbigliamento sportivo addirittura si fermava
dicendo che faceva
solo una passeggiata
..Aveva un cipiglio davvero severo e sicuramente
raccontava ben più della realtà enfatizzando i suoi risultati
..ricordo
benissimo diverse persone che ne citavano le imprese senza grandi dettagli
ma come se si trattasse di un campione
di millantatura di certo
.
Era aiutato in questa azione dalla sua scarsa conoscenza di metro e cronometro
.ad
esempio una sera asserì di aver corso 10 km. in allenamento "in
circa 32'
.." io che facevo 35' in gara e lo battevo regolarmente
rimasi sorpreso
.volevo capire qual'era l'arcano
in primis
il tempo lo aveva preso con un orologio analogico
."guardando
dov'erano le lancette
" poi non era certo andato in pista a
fare il suo exploit dove i giri sono davvero di 400 metri
.ma in
un circuito in asfalto che lui considerava lungo "almeno mezzo km."
.si
da poi il caso che quel giro risultò di circa 450 metri e la sua
impresa rimase tale solo per lui, e per i suoi ignari ascoltatori
..
Ma lui era uno specialista in salita e in ogni corsa dove non era soddisfatto
del risultato la sua frase preferita era "non si adatta alle mie
caratteristiche fisiche"
.e in realtà non ne trovò
mai di adatte
allora non si correvano i km. verticali
ma forse
anche li avrebbe lamentato che "c'era poca salita per vedere le sue
caratteristiche fisiche" Di un tipo speciale parliamo poi anche per
un singolare soggetto che ha parecchio nell'aspetto del mitico Dorando
Petri
stessi baffi, stesso abbigliamento
.ma una testa unica
..Il
suo primo exploit fù quando lo conoscemmo..dichiarò di aver
fatto atletica da giovane e lì rizzai le orecchie per captare qualche
sproposito che venne subito
gli chiedemmo che gare e lui senza scomporsi
rispose "i cento metri e la maratona" come se fossero due distanze
abbinate
..La sua specialità però la scoprimmo a una
campestre
.di 12 km. Era una gelida mattina di gennaio, l'Epifania
..il
tracciato era di un km. e prevedeva un tratto pianeggiante in un prato
gelato e una collinetta da superare in zona non visibile da tutto il percorso.
Feci quella gara con due colleghi e restammo insieme dall'inizio alla
fine
.il nostro baffuto rivale era dietro e viaggiavamo sui 4' al
km
il terreno era talmente gelato che uno di noi tre che aveva
sventatamente messo le chiodate se ne pentì amaramente
.Ci
riferivamo col nostro inseguitore quando passavamo sotto una pensilina
.al
terzo km. avevamo duecento metri di vantaggio che aumentavano nel tratto
piano (e lo vedevamo da un altro riferimento) mentre diminuivano radicalmente
dopo la collina. Aumentammo il ritmo tutti e tre per non farci raggiungere
e sembrava ci riuscissimo, ma passata la collinetta quella rimontava sempre
..finimmo
davanti non non di molto e facemmo a lui i complimenti, per guadagnare
terreno su di noi in certi tratti che viaggiavamo a 3.45 al km. lui doveva
essere andato a 3.30
..
Ma la verità ci fù rivelata il giorno dopo da un altro atleta
che era dietro al furbo baffetto
..quest'ultimo una volta ai piedi
della collinetta guardava bene di non essere notato e la evitava
passando
sotto la banda che delimitava il tracciato
.. Si dedicò poi
anche alla marcia, con uno stile tutto particolare e con lo scopo
..di
vincere qualche gara
..un'altra sua caratteristica era di dare il
massimo alla partenza e poi "non capire" come mai aveva dovuto
rallentare
.corse una gara su strada di 36 km. e parti a ritmo elevato
.aveva
39.30 sui 10.000 (suo personale mai migliorato realmente
.) e partì
a spron battuto talmente che..passò al 10 km. in 38.30
restano
molti dubbi su quella segnalazione e anche sul suo cronometraggio
ma
invece è certo che finì in crisi nera a 5' al km
e
disse subito "andavo così bene all'inizio
non capisco
come mai non ho tenuto quel passo per tutta la corsa"
sui suoi
cronometraggi esiste poi una casistica tutta particolare
.oggi tutti
corrono col cronometro e schiacciano all'arrivo solitamente sulla linea
del traguardo o al massimo (per evitare insulti dai giudici preposti)
subito dopo
.ebbene lui lo schiaccia ben prima cosìcchè
il tempo ne risente in maniera favorevole
spesso accade che arriva
dietro ad avversari
ma con un tempo inferiore a loro, ecco spiegati
in parte suoi limiti inarrivati
.sua specialità sono "le
corse in pianura"
.una volta in una mezza maratona bastò
un cavalcavia autostradale per fargli dire che "aveva perso un minuto
."
Poi un'altra sua caratteristica sono i record fatti da solo
..come
quella volta che tenevamo un campionato sociale, facendo sfide tra noi
sulle varie distanze. Di solito andavamo sulla fiducia, bastava che il
risultato fosse fatto con testimoni attendibili
un giorno troviamo
nel foglio predisposto che questo baffetto malizioso aveva corso i 5000
in 18.36
..tempo sensazionale per uno che mai era sceso sotto i 19'
.e
vantava come miglior tempo ufficiale 19.15
ci incuriosiva il
fatto che quel risultato fosse stato fatto il sabato prima alle 15,00
quando non c'era nessuno in pista
.ma ancor più curioso che
quel giorno ricordammo poi che era piovuto tutta la mattina e la pista
in tennisolite era zuppa e fradicia d'acqua
.chiedemmo al custode
se quel giorno avesse visto qualcuno correre e ci confermò che
aveva chiuso il cancello essendo la pista inagibile
..ma quel signore
continuava a dichiararsi convinto di quel tempo come del 36.40 da sui
fatto sui primi 10 km. di una maratonina
..che però aveva
cambiato punto di partenza rispetto agli anni prima di almeno 500 metri
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