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I
RACCONTI DI MATTEO PIOMBO
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Una gara troppo sentita
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| Anni fa frequentai un corso per istruttori sportivi e una cosa che ricordo bene era quell'insegnante che ci diceva di non dare mai ai nostri allievi troppa aspettativa per una singola gara. L'attesa e la voglia di far bene possono portare a rischiose esasperazioni. Quello che mi è capitato nella calda estate del 1986 ..A giugno ero in forma, venivo da una primavera piovosa dove mi ero allenato con qualche problema ma poi, risolti questi ultimi avevo preso a fare buone sedute. A metà giugno a Milano corsi i 1500 in 4'22" ma con la sensazione di poter fare meglio. Era da alcune stagioni che non avvicinavo il personale (4.16.8) e sentivo di avere tempi migliori nelle gambe così decisi di rinunciare alle corse notturne di luglio (alcune delle quali mi piacevano molto) per dedicarmi all'allenamento. Facevo ritmi su una pista in tennisolite in cui versavo molto sudore, ma non mi pesava, non vedevo l'ora che arrivassero le sei per iniziare la seduta. E anche nel riscaldamento ero desideroso di arrivare presto alle ripetute .facevo i 200, i 400, i 600 di intervall training e a volte di fartleck e solo due volte alla settimana facevo fondo lento o corsa continua. Troppi ritmi e soprattutto tutto questo già in condizioni di forma buona .tutto per una corsa in programma il primo lunedì di agosto a Novi Ligure, il miglio ..Avevo su quella distanza un tempo alto (4.57.5) e volevo spazzar via quel primato con una bella gara e un tempo adeguato .Mi allenavo con impegno e i miei colleghi il giovedì mi chiedevano sempre se il giorno dopo sarei andato a correre con loro, ma io rispondevo di no per allenarmi un giorno in più e poi anche il sabato .riposavo solo la domenica ma con l'attesa del giorno dopo, di quella pista rossa da calpestare .di quella voglia di veder sul mio cronometro digitale i numeri scorrere veloci ..Finito l'allenamento tornavo a casa in motorino dopo la lunga doccia rigenerante .e scendevo dalla collina dove era la pista facendomi schiaffeggiare dall'aria della sera per sentire i profumi della giornata che finiva ..profumi di minestroni messi in tavola, rumori di stoviglie ..non uscivo spesso dopocena anzi .la passavo a bere .cominciavo a tavola e non smettevo fino all'ora di coricarmi E tutto per quell benedetta corsa sul miglio, in notturna a Novi Ligure ..man mano che si avvicinava la data fatidica non rallentavo l'allenamento .ma continuavo a far ritmo senza tregua, quasi che la mia soddisfazione fosse già lì .e sul mio quaderno di allenamenti finivano le tappe di quel massacro "otto volte i 300m in 53.0-54.0 recupero 1'30" ."venti volte i 100 in 15'0" "otto volte i 500 in 1'35" recupero 2.30" "sei volte 800m in 2.33-2.35 recupero 3'" .e così via l'ultimo allenamento scrissi "50' lenti più 5 allunghi speriamo bene" .forse cominciavo a sospettare che non fosse stato l'avvicinamento ideale alla gara ..E finalmente il fatidico giorno arrivò 4 agosto 1986 .mangiai alle 10 del mattino perché volevo aver ben digerito ..ero nervoso sapevo di essere allenato e chiedevo molto a quei 4 giri di pista più nove metri e 35 centimetri .volevo vivere quella gara al massimo dare tutto ciò che avevo dentro nei giorni precedenti ne parlavo a volte con gli amici "cosa pensi di fare ?" e io per pretattica dicevo "il personale 4.55-4.50" ma era un a bugia grossa come una casa .volevo fare 4.45-4.43 .credevo di valere quel tempo .arrivammo a Novi Ligure in largo anticipo, mi cambiai nervoso lo stadio era pieno di gente non tanto per la gara, quanto per i fuochi artificiali che dopo le corse sarebbero stati la degna chiusura della serata festiva .a Novi Ligure a inizio agosto si festeggia da sempre la Madonna della Neve .è quasi una seconda festa patronale .dopo Santa Caterina a novembre. Tutta quella gente aumentò la mia agitazione, abituati a correre in stadi vuoti ci sembrava così strano quella scenografia .La gara era divisa in serie e la mia non era la prima .mi scaldai bene, con grande attenzione a partire pianissimo, poi a fare bene gli allunghi .ero molto teso, più che in una gara qualsiasi .Nella serie prima della mia un compagno di allenamento sbaglia tutto, passa in 1.02 ai 400 e 2.12 agli 800 e salta .finisce in 5.00 cotto .neppure quella lezione bastò .a farmi capire cosa rischiavo Finalmente tocca a noi, siamo solo in nove .e dopo lo sparo sono coi primi, ai 400 è 1.11 ma sento le gambe dure, legnose, poco fluide .Faccio fatica a respirare, fà caldo, c'è afa il secondo giro sembra interminabile 2.21 agli 800 .1.10 di parziale .ma comincio a piantarmi .due avversari se ne vanno (faranno 4.42 e 4.48 .i tempi che speravo..) e sento di non riuscire a tenere il loro passo ..arrivano i mille e guardo il cronometro al polso .2.58 ..ma ormai sono saltato .ai 1200 è ancora 3.36 ma nel giro finale è una pena vengo sorpassato da un altro atleta che finirà in 4.52 .e io arrivo piantato, bloccato, scoppiato in 4.57.7 ..2 decimi sopra il mio personale .sono molto giù, prendo la borsa e vado verso gli spogliatoi .un ragazzo che aveva corso i 100 mi dice "cosa ti è successo ?" e io "non lo so proprio " ed era vero, non lo sapevo quella sera .faccio il sottopassaggio ma arrivato davanti allo spogliatoio mi appoggio a un termosifone e vomito il pranzo di 12 ore prima .guardo per terra il mio riso in bianco e mi chiedo cosa ha bloccato la mia digestione .vado a cambiarmi, mi fanno male i tendini, mi fa male lo stomaco, ci vuole una doccia calda ..ma non mi tira su .esco vestito e cambiato gli amici commentano le gare .uno dei nostri ha fatto 4.39 e un altro 4.45 .altri sono scoppiati, vorrei parlare del mio risultato .ma . La delusione era tale (e anche un po' di tendinite ) che mi fermai per due settimane .poi cominciai a guardare in tv i campionati europei di Stoccarda e a fine mese, quando Bordin vinse la maratona su Pizzolato qualcosa scatto in me e telefonai a un amico. Il giorno dopo c'era una cronometro su strada di 5,5 km. e volevo andarci .ero fermo da quasi un mese .ma avevo voglia di correre e ci andai .finii dietro e feci 19.44 battuto da molti che non mi erano mai arrivati davanti, quell'anno .ma soddisfatto .di nuovo "atleta" la crisi del miglio era passata .quel giorno vinsi 10 kg di patate .mi rivedo in quelle strade di campagna cercando di assaporare la corsa senza lo stress del mese precedente la corsa senza troppe pretese ..Non commisi mai più l'errore di esaltare in quel modo una gara, a volte ci sono corse che mi interessano di più .ma quella volta avevo esagerato .e la fine che ho fatto è stata un utile lezione, in tutti i sensi ..capii anche che uno può saturarsi con la sua passione se esagera e allora bisogna smettere, disintossicarsi, lasciar fluire le scorie ..e quel sabato che vidi Bordin vincere a Stoccarda la maratona qualcosa dentro scattò e tornai ad aver quella sana voglia di correre che è alla base della nostra passione anche quando non viaggiamo a grandi ritmi e non ci siamo allenati con impegno, ma ci divertiamo ugualmente..e forse anche di più . |