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I
RACCONTI DI MATTEO PIOMBO
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| Un sabato piovoso
Era un appuntamento a cui tenevo, quale sabato di marzo, il campionato
italiano assoluto di corsa campestre, in programma a Vaprio d'Agogna sopra
a Novara. Nome privo di significati prima di quel giorno
..Saltai
scuola per quella corsa, ci misi un po' a convincere i miei ma era il
campionato italiano
il mio primo assoluto, a diciannove anni
.Partimmo
in due, su una vecchia 850, sotto la pioggia battente, e in largo anticipo.
Niente autostrade nel 1974 e solo una statale che non conoscevamo, con
rischio di perdersi nella campagna novarese
.. Durante il viaggio
ascoltavamo Alto Gradimento
.e i suoi personaggi
.arrivammo
in buon anticipo e sempre sotto la pioggia andammo a ritirare i pettorali,
per cambiarci c'era una bella scuola, vicino al percorso. Vicino a me
si cambiava un ragazzo di Bari, leggeva il nome della sua società
sulla borsa, non parlava, non aveva voglia di socializzare, forse era
stanco per il lungo viaggio
. In tuta andammo sul tracciato e iniziammo
a inzupparci ben bene nei giri di riscaldamento. Il tracciato era piatto,
un solo vallone vicino a un ruscello
.fango a volontà e erba
scivolosa
.Parlavamo con amici e con Paola Pigni, una campionessa
che però non si dava le arie di tanti altri e accettava anche di
parlare con noi, atleti della truppa per così dire
.. Prima
di noi correvano proprio le donne e subito dopo toccava a noi, 12 km.
divisi in sei giri
..400 al via
.sotto il diluvio
.Eravamo
fradici, stufi di aspettare, guardavamo i giudici con un misto di attesa
e pazienza
.tutto pronto per il via, l'ora era quella, gli atleti
tutti in tensione, si avvertiva che lo sparo stava per arrivare
.talmente
elevata era la tensione (e forte la pioggia) che la davanti qualcuno si
mosse, i big partirono subito, nessuno voleva perdere la sua chance di
vittoria. Così in un attimo vidi muoversi tutti e io li seguii
.aspettavamo
lo sparo che avrebbe legalizzato quella partenza ma in realtà pensavamo
a correre, sotto la pioggia, in mezzo al fango
.e a cercare posizione
e ritmo di gara
. Non credo che qualcuno di noi circa trecento che
partimmo si accorse di un gruppo che era rimasto sul traguardo
.Affrontai
il primo dosso, poi la salitella, poi il boschetto, iniziaii a assestarmi
e a prendere confidenza con il clima gara, ormai ero talmente bagnato
da non far più caso alla pioggia, al freddo, al fango
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