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I RACCONTI DI MATTEO PIOMBO
Caso e fortuna

A volte, nonostante intoppi vari, si vuole tanto fare una gara che persino le avversità sono superabili..anche con un po' di fortuna. E' il caso di un sabato di ottobre del 1980 in cui ad Asti si disputavano i campionati provinciali anche per la nostra provincia. In programma i 5000 che dovevo fare con un amico mentre un terzo componente la trasferta voleva provare i 3000 con siepi. Costui disse che avrebbe usato la sua auto, una 500 che non dava molta fiducia…ancor meno ne avevamo appena entrati in autostrada per i rumori poco incoraggianti del motore…e difatti poco dopo la macchina si fermò e ci trovammo in piena autostrada…..privi di mezzi per raggiungere Asti……ci vedemmo costretti a fare l'autostop…..ovviamente vietato in tale situazione…..Non passava quasi nessuno e quei pochi non si fermavano di certo finchè, dopo circa 10', un auto di grossa cilindrata rallentò e si fermò…..Era un signore anziano, distintamente vestito che, sentito il nostro problema ci disse subito "vi porto io ad Asti"…..era molto gentile e saputo perché volevamo andare in quella città si interessò anche alla nostra attività…molto più reticente fù sulla sua, ma noi gli eravamo così grati di averci risolto una situazione apparentemente senza uscita che non toccammo più l'argomento….Arrivammo ad Asti certo con largo anticipo rispetto ai ritmi promessi dall'auto del nostro amico…e una volta usciti dall'autostrada, il gentilissimo automobilista che ci aveva dato un passaggio si offrì di accompagnarci allo stadio. Ma siccome non sapeva dove fosse (e noi tre lo ricordavamo a malapena) fece una cosa abbastanza curiosa. Fermò un ragazzo in motorino e gli chiese se sapeva dove era la pista di atletica. Ricevuta risposta affermativa disse al ragazzo "guidaci col motorino e ti seguiamo, questi sono tre atleti che devono fare una gara importante e dobbiamo fare in modo che arrivino in tempo" Il ragazzo impressionato dal tono, dall'importanza e forse perché non voleva discutere o perché era gentile lo fece davvero e in 5' eravamo davanti al campo di atletica….ringraziammo molto quel signore, sinceramente colpiti da tanta disponibilità….certo rara…..Ci iscrivemmo alla gara appena in tempo….il mio amico Donato vinse la gara in 16.08, nettamente suo personale. Io giunsi terzo in 16.48, all'epoca mio personale. Il terzo amico vinse i 3000 siepi in un tempo alto (11.15) ma che gli valse il titolo provinciale. Alle 18 eravamo in stazione a prendere il treno che, con un viaggio regolare ci portò a casa….quella sera stessa riuscii anche ad andare in discoteca a ballare festeggiando questa gara che temevo di saltare……
Un episodio analogo, anche se relativo ad altro sport, mi capito nel freddo gennaio del 1985…….giocavo a pallamano, in una modesta compagine di serie D che avevo contribuito a fondare insieme ad altri due amici…era un periodo di crisi in atletica, ideologica e ambientale e per cambiare, e rigenerarmi, mi ero dedicato con impegno a questo sport….diventando anche poi allenatore oltrechè dirigente e giocatore…partiamo quindi per Torino in autostrada con tre auto alle 7 del mattino. Temperatura tipica della stagione, meno tipica una coltre di nebbia che rende tutto uguale e grigio. Noi eravamo in cinque su un diesel guidato da un estroverso di nome Max, tipo simpatico, pieno di verve ma forse un po' superficiale…..
Tanto da vantare la sua nuova auto che "ha sempre il serbatoio pieno da tre giorni…" affermazione che poi dovevamo ricordare tutti molto bene…..dopo una ventina di km., in mezzo alla campagna, la favolosa auto si ferma senza indugi e sulla corsia di emergenza scendiamo per vedere cosa sia il problema. Eravamo in cinque ma nessuno faceva il meccanico o mestieri simili, si ferma un auto per prestarci aiuto. E' un sacerdote che tira fuori un set di cacciaviti e chiavi col quale scopriamo che….è finito il gasolio…..evidentemente il segnalatore era rotto perché la lancetta era sempre sul massimo….il nostro amico sacerdote ci lascia in mezzo alla nebbia, al freddo e a mille dubbi…che fare a quel punto ? Decidiamo per un azzardo, e più ci penso e più mi rendo conto di quanto abbiamo azzardato….farò l'autostop per la prima area di sosta dove comprerò gasolio e poi ritornerò…..in mezzo a quella nebbia…..la fortuna ci assiste e trovo quasi subito una coppia di fidanzati gentili che mi portano rapidamente all'area di servizio…..scendo e li ringrazio e mi rivolgo al benzinaio il quale però dice che per darmi il gasolio devo prima comprare un contenitore…..mi tocca prendere una tanica da 10 litri. La riempio e passo nel sottopassaggio per cercare un altro autostop nella direzione opposta…..ma scivolo sul ghiaccio di uno scalino e finisco lungo per terra…senza danni per fortuna…..dall'altra parte trovo un'altra coppia che stà facendo benzina con un 126 azzurro cielo…chiedo se mi possono dare un passaggio e (anche loro gentili) accettano…scopro subito che sono due tifosi del Napoli che vanno a Genova a vedere la partita della loro squadra con la Sampdoria…..quell'anno il Napoli viaggiava a fondo classifica e non era messo bene…..dopo qualche km mi chiedono cosa ne penso della loro squadra e dell'acquisto di Maradona….ho sempre pensato agli sportivi come persone capaci di accettare le critiche, ma non è così per i tifosi….dissi come la pensavo e 1" dopo ero fermo, in autostrada ad cercare un altro autostop….proprio in mezzo alla campagna…..con la solita nebbia……arriva un auto (erano ben rare quella mattina gelida…) con una famiglia e si ferma subito, il conducente mi dirà poi che facevo davvero pena…lì fermo con la mia tanica vicino….si era fermato per compassione…..A questo punto guardo con attenzione dove è ferma la nostra auto, per non finire lontano…..e finalmente nella nebbia scorgo i miei quattro amici….ringrazio la famiglia e scendo…..lì inizia la fase più pericolosa per me….attraversare l'autostrada…con la nebbia e la tanica da 10 kg di gasolio…..mi era rimasto abbastanza coraggio anche per quest'ultimo azzardo che, con la protezione di qualche santo, riesce e posso così arrivare a destino….incredibile ma vero gli amici protestano…ci ho messo troppo….30'…. per 30 km. con tre autostop….li mando a quel paese e mi chiedo perché ha fatto io la parte più pericolosa….non toccava più logicamente all'autista ? Ripartiamo e a buona andatura (compatibilmente con la nebbia, le sparate di Max che continua a magnificare la sua auto come la sua bravura di terzino a pallamano….) arriviamo a Torino….ma Torino è grande e dove si trova il Lungodora dove è la palestra Checchi ? Mai stati e così cominciamo a chiedere. Finalmente la nebbia è diradata, c'è un bel sole (si gela però…) e sono le nove passate….la partita è già iniziata……la gente dimostra di non conoscere molto la città, uno ci manda a una sala da ballo…un altro ci rimanda dove eravamo prima….finalmente arriviamo vicino a un fiume, grande….senza indicazioni…e chiediamo a un signore "ma questa è la Dora ?" Lui sicuro smentisce…..scopriremo 15' dopo, ritornando nello stesso punto, che era proprio la Dora ….e la nostra palestra era a pochi metri da quel punto….Finalmente alle 9.30 entriamo nella scuola dove si trova la palestra che cerchiamo e i compagni di squadra, invece di essere preoccupati per un eventuale incidente d'auto, si lamentano con noi….per aver dovuto giocare in sette (a pallamano è il numero di effettivi in campo) ma senza poter fare alcun cambio. Il primo tempo è finito, stiamo perdendo 7-4 e tutto sommato la gara può ancora essere raddrizzata. Ma invece, col nostro apporto, sarà la stanchezza o il nervosismo, sarà che invece di amici abbiamo trovato ….un altro genere di persone finiamo per perdere 18-5…giocando malissimo….Torniamo e perdiamo ancora un ora perché max, non pago dei disagi mattutini, ci constringe a girare mezza Torino alla ricerca di una sua ex di quand'era li a militare…finche non scopriamo che questa fantomatica donna dal nome evocativo (Regina) non si sa bene che fine abbia fatto, qualcuno addirittura suggerisce abbia iniziato un certo mestiere….. Max si rassegna e ripartiamo, finalmente alle due e mezza siamo a casa e Max, per completare il capolavoro di giornata, pretenderebbe anche che mi tenessi la tanica da 10 litri, a quel punto lo mondo a quel paese….e mi par ancora poco 18 anni dopo……