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I RACCONTI DI MATTEO PIOMBO
Campione provinciale


Domenica 25 ottobre 1975 ho vinto, sulla pista di Asti, il mio primo titolo assoluto di campione provinciale sui metri 1500 correndo questa distanza in 4'47"8. Tempo alto per me che solo sei mesi prima avevo corso la stessa distanza in 4'24"9. Ma quel giorno quel risultato mi regalò una grande soddisfazione, inseguita invano per circa tre anni, il titolo di campione provinciale. Nelle estate di tre anni prima, al mio paese in estate, durante le vancanze, avevo consciuto un ragazzo più giovane di me di due anni che diceva di essere campione provinciale pavese sui 2000 metri nella sua categoria. Così, quando ho iniziato a fare atletica, a diciassette anni, e ogni realtà di questo sport è diventata pian piano concreta, il titolo di campione provinciale era già un mio piccolo traguardo. Era una mia ambizione vincere un titolo di campione provinciale assoluto. Potermi fregiare di quella dicitura. Col passare del tempo era diventato un traguardo che sembrava difficile da realizzare, perchè nei miei primi due anni di attività, nelle stagioni 1973 e 1974, sono arrivato ben otto volte secondo in gara per il titolo provinciale individuale. E ogni volta quella benedetta qualifica mi sembrava possibile ma poi mi sfuggiva. La prima occasione in cui gareggiai per questo titolo fù il 24 febbraio 1973 coi provinciali di campestre di categoria juniores, in programma nella mia città. In realtà io ero il quarto in provincia in quella stagione, nelle gare precedenti c'erano stati tre atleti che non avevo mai battuto. Ma il giorno della gara valida per il titolo, che si svolse su un percorso dove avevo già fatto campestri e allenamenti e che conoscevo quindi bene, i due migliori junior della provincia erano (per ragioni diverse) assenti. Ci provai a vincere ma mi andò male e arrivai secondo. Stessa fine a giugno nei provinciali juniores su pista dei 10.000, ad Alessandria. Era il 23 giugno e faceva un caldo torrido. Quel pomeriggio i tre più forti di me della provincia avevano già scelto le gare, 800, 1500 e 5000. Quindi se volevo sperare di vincere l'agognato titolo mi restavano solo i 10.000. L'idea di fare 25 giri di pista con quei 30 gradi abbondanti e con umidità elevatissima alle 17,30 del pomeriggio non era proprio la mia massima aspirazione. Ma c'erano solo tre iscritti e tutti con tempi superiori ai 40'. Così io che avevo fatto ad aprile 37'54" mi sentivo in grado di vincere quella corsa. Andò invece tutto male. L'unico avversario serio era un ragazzo precocemente calvo di Novi Ligure, che aveva un minuto più di me di personale su quella distanza. Quindi avevo la vittoria in tasca, ma il caldo mi fece un brutto scherzo e al settimo km. andai in crisi e fui battuto. Finii lo stesso la gara, con grande sofferenza in 40'55" e nuovo secondo posto. A settembre c'erano i provinciali assoluti sempre sulla stessa pista di Alessandria. Stavolta non feci calcoli, mi iscrissi nella mia distanza favorita, i millecinque. Era un pomeriggio fresco, con minaccia di pioggia (poi arrivata dopo la nostra gara). E fui fortunato, c'era solo uno che aveva credenziali simili al mio personale 4'38"0, lo stesso atleta che mi aveva battuto nella campestre. L'allenatore mi raccomandò di non farmi condizionare da quella sconfitta. Fù una gara incerta fino alla fine, ma lui prevalse. Feci 4'45"0 e ottenni un altro secondo posto, lui fece 4'33" ma fino ai 1000 (passati in 3'02") ero in lotta per vincere. Cominciavo a pensare che era un destino beffardo il mio col sospirato titolo provinciale. Avevo quell'anno fatto anche i regionali su pista nei 1500, decimo nel campionato juniores e diciannovesimo in quello assoluto. Va detto che in entrambi i casi ero stato il secondo classificato della mia provincia. C'era un ultimo campionato nel 1973 a cui potevo aspirare, quello delle staffette 4x100 e 4x400, che si svolgeva nella mia città sulla pista in tennisolite dove mi allenavo abitualmente. La mia società iscrisse due squadre e io le corsi entrambe, seguendo il principio di non lasciar nulla di intentato. Ottenni due secondi posti. In effetti i vincitori erano molto più forti di noi e solo nella 4x400 (finita in 3'56"5) fummo competitivi. Quindi la mia prima stagione finiva con la bellezza di cinque secondi posti in gare che assegnavano il titolo di campione provinciale. Mi ripromettevo di riprovarci l'anno dopo. Ma anche nel 1974 sembrava che questo traguardo non fosse realizzabile. Non partecipai al cross in quanto ero influenzato quel giorno. E la prima opportunità fù solo a settembre coi provinciali su pista. Venivo da un estate senza allenarmi e decisi di fare i 400 metri che a giugno avevo corso in 56"0. Si correva sempre ad Alessandria su una pista di rubkor durissima. Era sabato 21 settembre, pomeriggio perfetto come clima. Tra gli iscritti l'unico che aveva un tempo migliore del mio era un tipo molto presuntuoso che vantava un 52"8, quindi fuori dalla mia portata. In effetti quel pomeriggio avevo dubbi sulla mia forma, mi allenavo da una settimana dopo due mesi di inattività. Ma partii senza paure, convinto di non aver nulla da perdere. Forse il tipo presuntuoso rimase sorpreso, fatto stà che all'inizio del rettilineo di arrivo ero io davanti a tutti e ci rimasi fino agli ultimi dieci metri. Fui battuto di 2 decimi, 55"8 per lui e 56"0 per me. Il terzo fece 59"9 e quindi ero per la sesta volta secondo in un campionato provinciale. Ma avevo corso bene ed avevo eguagliato il mio personale. Un ora dopo si correvano i 200 metri e mi ero iscritto anche a quella gara col mio personale di allora di 25"9. C'erano due atleti con tempi inferiori al mio, di cui uno con 24"8 e l'altro con 25"5. Anche lì lottai fino alla fine e fui secondo, eguagliando il mio personale. Il vincitore fece 25"2 e mi superò solo negli ultimi 30 metri. Mi consolai battendo il terzo di un solo decimo e ottenendo così il mio settimo secondo posto in una gara per il titolo provinciale. Finita la corsa dissi a un amico "è destino che non debba vincere un titolo provinciale !" Ma per fortuna mi sbagliavo. Nel 1975 ebbi una stagione di campestre molto positiva in cui ero secondo in tutte le gare disputate in provincia. In una di queste, nella mia città, ero arrivato vicinissimo al primo. Ma dovevo anche difendermi da un avversario che pur avendo sempre perso quell'anno mi impegnava fino alla fine. La gara per il titolo era il 16 marzo su un tracciato piatto, di quasi 8 km. squallido e bruttino ad Alessandria. Non c'era il mio avversario che mi impegnava fino alla fine e non riuscii mai a essere vicino al vincitore, che tra l'altro fece poi 15'47" sui 5000 e quindi era nettamente più forte di me che facevo un minuto in più di lui su quella distanza. Però quel giorno allungai il numero di secondi posti nel campionato provinciale raggiungendo quota otto. Nell'estate 1975 smisi di correre per quattro mesi perchè lavoravo in un ufficio dove finivo tardi ogni sera e molto stanco.
Non avevo più lo spirito ne il tempo per correre. Ricominciai a ottobre e alla fine di quel mese erano in programma i provinciali assoluti su pista che però si svolsero ad Asti, insieme alle gare per i titoli di quella provincia. Il giorno della gara era sabato 25 ottobre, anche quella era una bella giornata serena. Non avevo molte illusioni, ma mi iscrissi ai 1500 anche per vedere in tre settimane di allenamento cosa valevo. Non pensavo di poter vincere il titolo, non ci pensavo proprio con quella modesta condizione. Ad aprile avevo fatto 4'24"9 ma ero in forma, e c'erano quattro atleti della provincia con tempi simili o migliori a quel mio limite, che però non valevo quel giorno. Ma quel pomeriggio di ottobre, tre anni dopo il mio primo allenamento, alla gara che assegnava il titolo provinciale nessuno dei quattro partecipava. C'erano solo atleti astigiani ed un paio di alessandrini che però non andavano sotto i 5'. L'incognita era la mia forma di quel giorno e partii temendo di sbagliare passo. Non sapevo proprio cosa avrei potuto fare, l'ultima gara su pista mia risaliva a quasi quattro mesi prima. Parti subito forte una coppia di atleti astigiani, che poi si divise. Il primo vinse senza patemi la gara in 4'24"6, solo tre decimi meno del mio personale di aprile. Il secondo nel finale calò vistosamente e chiude in 4'39"6. Io partii prudente (1'17" ai 400 e 2'30" agli 800). Presi fiducia al mille (3'14") e ai 1200 (3'50"). Invece mi tenni vicino a due astigiani e nel finale cercai di non rallentare troppo. Chiusi in 4'47"9 e vinsi quel giorno il mio primo titolo di campione alessandrino assoluto. Il tempo realizzato non era granchè ma io ero molto, molto soddisfatto. Il giorno dopo a scuola, con gli amici o in giro ogni tanto pensavo "sono il campione provinciale dei 1500". Lo avrei voluto dire a tutti quelli che conoscevo, a qualcuno lo dissi davvero e non so quanto capissero che mi sentivo fiero di quel risultato. Raggiunto al nono tentativo in un giorno in cui proprio non me lo aspettavo. Mi sentivo fiero di quella vittoria anche se era stata abbastanza facile perchè il secondo aveva fatto 5'15". A fine stagione la mia società mi regalò una targa con la dicitura "campione provinciale assoluto metri 1500 anno 1975" (come faceva allora per tutti i campioni provinciali). Nel 1976 vinsi tre titoli provinciali assoluti (1500,5000 e 4x400) nel 1977 due (800 e 4x800) come nel 1978 (400 e 4x1500) e uno nel 1981 (maratonina). Da amatore e da master ne vinsi altri, sui 1500 nel 1986 e su altre distanze. Nessuno di quelli vinti dopo però, anche se ottenuto con prestazioni migliori di quella del 1975, mi ha fatto sentire così soddisfatto come il primo, in quel pomeriggio di fine ottobre, in cui sono diventato per la prima volta campione provinciale assoluto.