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Convegno

"Endurance Training: from Research to the Field"


Legnano (MI) 9 dicembre 2006
(a cura di Francesco Capra e Yulia Baykova)

Nell'ambito delle iniziative collegate al Campionato Europeo di Cross, il Centro Studi & Ricerche della Fidal, in collaborazione con con l’Ass. G.Volpi, il Comitato Regionale Fidal Lombardia e l’Assital, ha indetto il 9 dicembre a Legnano un convegno sull'allenamento per il cross, nel quale sono intervenuti i maggiori esperti in argomento quali il prof. Arcelli, il prof. Gigliotti, il tecnico spagnolo Xavier Landa, Antonio La Torre e Pierluigi Fiorella. Mentre per quanto riguarda un'approfondita descrizione degli argomenti trattati, in particolare per quanto riguarda l'andamento del mezzofondo italiano nell'ultimo ventennio, rimandiamo ad una prossima occasione, di seguito riportiamo in sintesi il tenore degli interventi dei qualificati relatori:

Prof. Arcelli: ha illustrato le metodiche di allenamento delle diverse componenti aerobiche nel corridore, sottolineando la differenza fra il cross e le altre specialità del mezzofondo e del fondo. Si è trattato di una preziosa disamina tecnico scientifica che sottolinea la necessità di un diverso approccio fra l'allenamento per le gare in pista e quello per il cross country, dove - diversamente dalla pista - è essenziale la capacità di adattarsi alle diverse superfici di gara.

Prof. Gigliotti: ha sottolineato il fatto che sinora i cross sono stati utilizzati allo scopo di prepararsi per altre specialità (gare in pista e maratona). Occorre invece focalizzare l'attenzione sui cross quale specialità a sé come fanno grandi atleti quali Lebid e De Nard. In Spagna c'è una maggiore attenzione al cross (ed i risultati si vedono), perché tutti, dall'ottocentista al maratoneta, li corrono. Molto interessante è stata la parte in cui il prof. Gigliotti, nel sottolineare l'importanza della "densità" dell'allenamento (realizzata attraverso un recupero veloce o prove ripetute corse ad andature molto sostenute), ha illustrato le metodiche di allenamento di Stefano Baldini, quali un durissimo circuit training della durata di 40' circa, un allenamento variato di circa 14 km. inframezzato da scatti in salita, e una cronoscalata di 8 km. che Stefano, su pendenze del 4/5%, corre a 3'20"/3'25" al km. Il prof. Gigliotti ha concluso auspicando che sempre più ragazzi partecipino alle gare di cross, la base per costruire buoni atleti anche in pista.

Prof. Landa: ha sottolineato l'importanza del cross (la Spagna è fra le nazioni all'avanguardia in questa specialità) per ottenere validi risultati in pista. Ha inoltre illustrato come pianifica la stagione per gli atleti che segue, gli obiettivi principali, gli obbiettivi secondari e i sub obiettivi, prendendo ad esempio il siepista Blanco, vincitore della medaglia d'argento ai Campionati Europei di Goteborg.

Proff. Antonio La Torre e Pierluigi Fiorella: hanno fatto un excursus nei numeri per capire "che fine ha fatto il mezzofondo prolungato italiano". In particolare nel mezzofondo prolungato (5.000 e 10.000 mt.) il gap nei confronti delle migliori prestazioni mondiali è aumentato a dismisura. Le cause sono molteplici, fermo restando che è dimostrato che, a livello organico, il corridore africano non è geneticamente superiore a quello italiano. In sintesi sono tre i motivi che fanno sì che l'atleta africano ottenga risultati migliori: 1) pratica la corsa sin da piccolo; 2) la diversa mentalità con cui affronta gli allenamenti, che per gli atleti africani spesso diventano vere e proprie gare, 3) le diverse metodologie di allenamento. La battaglia Italia - Africa per ora è persa, i risultati parlano chiaro. In futuro si spera di ridurre questa differenza.

A margine della conferenza, abbiamo avuto occasione di sentire i Responsabili della squadra azzurra che domani cercherà di difendere egregiamente i nostri colori. Dalla voce di Silvano Danzi e di Piero Endrizzi traspare un cauto ottimismo. Il prof. Danzi ha sottolineato il fatto che l'obiettivo del lavoro che stanno svolgendo è quello di creare un gruppo compatto ed affiatato; la gara di domani, seppur importante, rappresenta una tappa verso il vero scopo, che è quello di creare una nazionale di alto livello globale. Vi sono aspettative per Lalli e Gariboldi fra gli juniores, per la De Soccio e la Dossena fra le under 23 e per Meucci fra gli under 23, senza dimenticare la squadra senior maschile, un gruppo collaudato (De Nard, Di Pardo, Gualdi, Leone, Pertile e Pusterla), ben in grado di figurare fra le prime nazioni europee (non aggiungiamo altro…).
Il prof. Piero Endrizzi ha sottolineato le buone condizioni psicologiche dei nostri atleti, vogliosi di ben figurare davanti al proprio pubblico, pur consapevoli che nazioni quali la Francia, la Spagna e la Gran Bretagna presentano squadroni con grandi ambizioni.

Concludiamo con Il Fiduciario Tecnico Regionale della Fidal Lombardia sig.ra Grazia Vanni, la quale ha evidenziato il notevole sforzo organizzativo, anche dal punto di vista logistico, che l'organizzazione dei Campionati Europei ha comportato. Sinora ogni cosa è andata per il meglio e si augura che domani possa essere una grande giornata di sport. Confida nel fatto che la manifestazione faccia da traino all'attività giovanile soprattutto se ci sarà un buon risultato da parte dei colori azzurri. In Lombardia i risultati a livello giovanile sono stati soddisfacenti. Ha sottolineato l'importanza di organizzare convegni tecnici come quello di oggi, soprattutto con la presenza di tecnici stranieri qualificati come il prof. Landa, che possono portare utili esperienze anche al nostro movimento. Ha concluso con una punta polemica, sottolineando il fatto (lamentato - tra l'altro - da altri Relatori) che importanti quotidiani sportivi nazionali (in particolare la Gazzetta dello Sport) non hanno dato sinora il dovuto risalto alla importante manifestazione.

 

FOTOGRAFIE DEL CONVEGNO