Nell'ambito delle iniziative collegate al Campionato Europeo di Cross,
il Centro Studi & Ricerche della Fidal, in collaborazione con con
lAss. G.Volpi, il Comitato Regionale Fidal Lombardia e lAssital,
ha indetto il 9 dicembre a Legnano un convegno sull'allenamento per
il cross, nel quale sono intervenuti i maggiori esperti in argomento
quali il prof. Arcelli, il prof. Gigliotti, il tecnico spagnolo Xavier
Landa, Antonio La Torre e Pierluigi Fiorella. Mentre per quanto riguarda
un'approfondita descrizione degli argomenti trattati, in particolare
per quanto riguarda l'andamento del mezzofondo italiano nell'ultimo
ventennio, rimandiamo ad una prossima occasione, di seguito riportiamo
in sintesi il tenore degli interventi dei qualificati relatori:
Prof. Arcelli: ha illustrato le metodiche di allenamento delle
diverse componenti aerobiche nel corridore, sottolineando la differenza
fra il cross e le altre specialità del mezzofondo e del fondo.
Si è trattato di una preziosa disamina tecnico scientifica che
sottolinea la necessità di un diverso approccio fra l'allenamento
per le gare in pista e quello per il cross country, dove - diversamente
dalla pista - è essenziale la capacità di adattarsi alle
diverse superfici di gara.
Prof. Gigliotti: ha sottolineato il fatto che sinora i cross
sono stati utilizzati allo scopo di prepararsi per altre specialità
(gare in pista e maratona). Occorre invece focalizzare l'attenzione
sui cross quale specialità a sé come fanno grandi atleti
quali Lebid e De Nard. In Spagna c'è una maggiore attenzione
al cross (ed i risultati si vedono), perché tutti, dall'ottocentista
al maratoneta, li corrono. Molto interessante è stata la parte
in cui il prof. Gigliotti, nel sottolineare l'importanza della "densità"
dell'allenamento (realizzata attraverso un recupero veloce o prove ripetute
corse ad andature molto sostenute), ha illustrato le metodiche di allenamento
di Stefano Baldini, quali un durissimo circuit training della durata
di 40' circa, un allenamento variato di circa 14 km. inframezzato da
scatti in salita, e una cronoscalata di 8 km. che Stefano, su pendenze
del 4/5%, corre a 3'20"/3'25" al km. Il prof. Gigliotti ha
concluso auspicando che sempre più ragazzi partecipino alle gare
di cross, la base per costruire buoni atleti anche in pista.
Prof. Landa: ha sottolineato l'importanza del cross (la Spagna
è fra le nazioni all'avanguardia in questa specialità)
per ottenere validi risultati in pista. Ha inoltre illustrato come pianifica
la stagione per gli atleti che segue, gli obiettivi principali, gli
obbiettivi secondari e i sub obiettivi, prendendo ad esempio il siepista
Blanco, vincitore della medaglia d'argento ai Campionati Europei di
Goteborg.
Proff. Antonio La Torre e Pierluigi Fiorella: hanno fatto un
excursus nei numeri per capire "che fine ha fatto il mezzofondo
prolungato italiano". In particolare nel mezzofondo prolungato
(5.000 e 10.000 mt.) il gap nei confronti delle migliori prestazioni
mondiali è aumentato a dismisura. Le cause sono molteplici, fermo
restando che è dimostrato che, a livello organico, il corridore
africano non è geneticamente superiore a quello italiano. In
sintesi sono tre i motivi che fanno sì che l'atleta africano
ottenga risultati migliori: 1) pratica la corsa sin da piccolo; 2) la
diversa mentalità con cui affronta gli allenamenti, che per gli
atleti africani spesso diventano vere e proprie gare, 3) le diverse
metodologie di allenamento. La battaglia Italia - Africa per ora è
persa, i risultati parlano chiaro. In futuro si spera di ridurre questa
differenza.
A margine della conferenza, abbiamo avuto occasione di sentire i Responsabili
della squadra azzurra che domani cercherà di difendere egregiamente
i nostri colori. Dalla voce di Silvano Danzi e di Piero Endrizzi
traspare un cauto ottimismo. Il prof. Danzi ha sottolineato il fatto
che l'obiettivo del lavoro che stanno svolgendo è quello di creare
un gruppo compatto ed affiatato; la gara di domani, seppur importante,
rappresenta una tappa verso il vero scopo, che è quello di creare
una nazionale di alto livello globale. Vi sono aspettative per Lalli
e Gariboldi fra gli juniores, per la De Soccio e la Dossena fra le under
23 e per Meucci fra gli under 23, senza dimenticare la squadra senior
maschile, un gruppo collaudato (De Nard, Di Pardo, Gualdi, Leone, Pertile
e Pusterla), ben in grado di figurare fra le prime nazioni europee (non
aggiungiamo altro
).
Il prof. Piero Endrizzi ha sottolineato le buone condizioni psicologiche
dei nostri atleti, vogliosi di ben figurare davanti al proprio pubblico,
pur consapevoli che nazioni quali la Francia, la Spagna e la Gran Bretagna
presentano squadroni con grandi ambizioni.
Concludiamo con Il Fiduciario Tecnico Regionale della Fidal Lombardia
sig.ra Grazia Vanni, la quale ha evidenziato il notevole sforzo
organizzativo, anche dal punto di vista logistico, che l'organizzazione
dei Campionati Europei ha comportato. Sinora ogni cosa è andata
per il meglio e si augura che domani possa essere una grande giornata
di sport. Confida nel fatto che la manifestazione faccia da traino all'attività
giovanile soprattutto se ci sarà un buon risultato da parte dei
colori azzurri. In Lombardia i risultati a livello giovanile sono stati
soddisfacenti. Ha sottolineato l'importanza di organizzare convegni
tecnici come quello di oggi, soprattutto con la presenza di tecnici
stranieri qualificati come il prof. Landa, che possono portare utili
esperienze anche al nostro movimento. Ha concluso con una punta polemica,
sottolineando il fatto (lamentato - tra l'altro - da altri Relatori)
che importanti quotidiani sportivi nazionali (in particolare la Gazzetta
dello Sport) non hanno dato sinora il dovuto risalto alla importante
manifestazione.
FOTOGRAFIE
DEL CONVEGNO