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12a edizione dei campionati Europei di Cross
Country
San Giorgio su Legnano (MI) 10 dicembre 2006
(a cura di Francesco Capra)
E' stata un grande successo, di pubblico e di atleti (ben 509 iscritti
alle sei gare in programma), la 12° edizione dei campionati Europei
di Cross Country organizzati a San Giorgio su Legnano (MI) dall'U.S. Sangiorgese
in occasione della 50° edizione del classico Cross del Campaccio.
Le gare hanno appassionato il numerosissimo pubblico presente e hanno
detto che l'Italia del cross country c'è: due medaglie individuali
(lo splendido successo di Andrea Lalli fra gli junior e l'altrettanto
splendido 3° posto di Daniele Meucci negli under 23), tre medaglie
di squadra (il successo della squadra junior, il 2° posto degli under
23 ed il 3° delle under 23), oltre ai piazzamenti di Adelina De Soccio,
Andrea Gariboldi, Stefano La Rosa, Silvia Weissteiner e Sara Dossena dimostrano
che nel futuro si può contare su atleti promettenti e motivati.
Occorre continuare su questa strada, che sembra proprio, da quanto visto
a San Giorgio, quella giusta. Ma vediamo come sono andate le gare.
Junior femminile
4,1 i km. da percorrere, con subito in testa un quartetto composto dalla
rumena Ancuta Bobocel, vincitrice lo scorso anno, dalla norvegese Karoline
Grovdal e dalle inglesi Emily Pidgeon e Stephanie Twell. Sulla spinta
di quest'ultima si staccano la favorita Bobocel e l'altra inglese Pidgeon
(2° lo scorso anno a Tilburg). La gara si risolve con uno sprint lungo
della Twell, che supera di 3" la sorprendente norvegese Grovdal.
3a giunge un delusissima Bobocel, mentre la Pidgeon si piazza 4°.
Le Italiane arrivano lontane dal vertice, con la sola sedicenne Valeria
Roffino in grado di offrire una buona prestazione (36a a 1'20" dalla
Twell).
1a
Stephanie Twell, 2a Karoline Grovdal, 3a Ancuta Bobcel, 4a Emily Pidgeon,
5a Victoriya Ivanova. Italiane 36° Valeria Roffino, 56° Francesca
Grana, 69° Marianna Di Dario, 72a Marica Rubino, 78° Anna Laura
Mugno. A squadre. 1° Gran Bretagna 21, 2° Russia 76, 3° Romania
83, Deludente 14a (su 15) l'Italia.
Junior maschile
Trionfo del molisano Andrea Lalli, che prima di metà gara lascia
la compagnia per prodursi in un irresistibile assolo che lo porta a concludere
vittorioso i 5,975 metri del percorso in 16'53", distanziando di
10" il bielorusso Siarhei Chbiarak e di 13" il rumeno Ciprian
Suhanea. Alle spalle del molisano si scatena la lotta per il successo
a squadre che vede un altro trionfo, quello dei colori azzurri, grazie
alla splendida prova di Simone Gariboldi, 5° al traguardo, di Antonio
Garavello 27° e di Mehriun Crespi 35. Paolo Massaud Pedotti e Vincenzo
Stola concludono al 78° e 79° posto, ma il successo a squadre
è storico così come il titolo individuale, il primo in tutte
le edizioni del Campionati, di Andrea Lalli, che già lo scorso
anno si era fatto conoscere restando in testa per buona parte della gara,
per poi finire 12°.
1°
Andrea Lalli, 2° Siahrei Chbiarak, 3° Ciprian Suhanea, 4°
Aleksey Popov (Russia), 5° Simone Gariboldi. A squadre: 1a Italia
68, 2a Spagna 74, 3a Francia 74.
Under 23 femminili
Gara ad eliminazione, con il primo passaggio dei tre previsti per complessivi
5.975 metri che vede in testa un gruppo di 15 unità, fra le quali
la nostra Adelina De Soccio, attorno al 10° posto. Dopo l'alternarsi
al comando dell'olandese Adrienne Herzog e dell'irlandese Fionnuala Britton,
prende decisamente la testa la turca Binnaz Uslu, che tiene a distanza
l'irlandese. Al traguardo la Uslu si impone in 18'47", lasciando
l'irlandese a 9", mentre completa il trionfo turco il 3° posto
di Turkan Erismis. Con un finale in progressione notevole conclude al
5° un'ottima Adelina De Soccio, che riscatta il 44° dello scorso
anno a Tilburg. Grandissima anche la prestazione della seconda delle italiane,
la lodigiana Sara Dossena, 12a al traguardo. Grazie ai piazzamenti di
Giorgia Robaudo (34a) e Giulia Francario (45a) l'Italia sale sul gradino
più basso del podio a livello di squadra.
1a
Binnaz Uslu, 2a Fionnuala Britton, 3a Turkan Erismis, 4a Aine Hoban
(Gran Bretagna), 5a Adelina De Soccio. Altre italiane: 51a Ombretta Bongiovanni,
56a Catia Libertone. A squadre 1a Gran Bretagna 56, 2a Polonia 65, 3a
Italia 96, che per un punto precede l'Olanda, 4°.
Under 23 maschili
Dopo il primo giro, con tutti gli azzurri nelle prime posizioni, sembrava
realizzarsi il bis del trionfo a squadre degli juniores, con l'Italia
davanti alla favorita Russia. Al secondo passaggio però i russi
erano risaliti tutti nelle prime posizioni (concluderanno tutti entro
la 12° piazza), con i fratelli Rybakov a contendere all'ungherese
Bene il successo individuale e con il nostro Meucci in posizione di immediato
rincalzo. Il gruppo di testa si è progressivamente assottigliato
sino a pervenire a cinque unità (Bene, i fratelli Rybakov, Meucci
e il serbo Markesevic) a giocarsi la vittoria in volata. All'ingresso
nello stadio i cinque erano in fila, con Daniele in 4° posizione.
L'ungherese Bene, già vincitore da junior di due edizioni dei campionati
Europei, ha mantenuto il comando concludendo in 23'14", davanti a
Markesevic e Meucci, 2° e 3° con lo stesso tempo di 23'16",
ed ai delusi fratelli Rybakov, Yevgeni e Anatoliy rispettivamente 4°
e 5° in 23'17" e 23'22". Gli altri azzurri, in primis Stefano
la Rosa 10° in 23'29", seguito da Martin Dematteis (29°),
Luca Tocco (36°), Alessandro Ruffoni (63°) e Marco Salami (76°),
hanno portato l'Italia sul 2° gradino del podio dietro gli imprendibili
russi e davanti ai Polacchi.
1°
Barnabas Bene, 2° Dusko Markesevic, 3° Andrea Meucci, 4°
Yevgeni Rybakov, 5° Anatoliy Rybakov. A squadre: 1a Russia 28, 2a
Italia 78, 3a Polonia 94.
Senior femminile
Partenza veloce della coppia Maria Konovalova (Russia) e Tetyana Holovchenko
(Ucraina), che passano in testa al 1° giro. Nel 2° vengono raggiunte
dall'ungherese Aniko Kalovics e dall'inglese Jo Pavey, mentre le migliori
italiane (Valentina Belotti e Silvia Weissteiner) viaggiano attorno alla
20a posizione. La situazione si fa più confusa da metà gara
in poi, con altre atlete che si portano davanti sino a creare un gruppetto
di 9 unità, poi ridotto a cinque ancora a causa dell'allungo della
Konovalova e della Holovchenko. Sarà questo lo scatto decisivo:
le due conquistano una manciata di secondi sulla serba Olivera Jevtic
e sulla Kalovics, mentre la Pavey salta. Lo sprint vede il successo della
Holovchenko sulla Konovalova in 25'17" sugli 8,030 km. del percorso,
al 3° posto giunge la Jevtic, mentre la Kalovics, non a suo agio sul
fango, giunge 4a. Con uno splendido finale la nostra Weissteiner conclude
13a, mentre la Belotti si piazza 22a, appena davanti a Silvia Sommaggio
(28a). La Romagnolo finisce 33a, la Maraoui (chiodata alla partenza) 37°,
la Runnger 41a. Il successo a squadre va al sorprendente Portogallo, che
pur non avendo atlete di primissimo piano, piazza le proprie atlete al
9°, 10°, 11° e 17° posto, beffando la favorita Gran Bretagna,
che paga le negative prestazioni di Jo Pavey (8°) e di Liz Yelling
(15a).
1°
Tetyana Holovchenko, 2° Maria Konovalova, 3° Olivera Jevtic,
4° Aniko Kalovics, 5° Julie Coulaud (Francia). A squadre: 1°
Portogallo 47, 2° Gran Bretagna 47, 3° Francia 69.
Senior maschile
Sergiy Lebid era il favorito e per buona parte della gara tutto faceva
pensare alla conferma del pronostico. La gara era condotta, non ad andatura
proibitiva, da un gruppo di sette concorrenti con lo spagnolo De La Ossa
fra i più attivi. Quando si pensava che l'ucraino piazzasse l'allungo
decisivo, ecco il colpo di scena. Proprio all'ingresso nello stadio per
l'inizio dell'ultimo giro Lebid si sfilava dalla testa del gruppo con
volto sofferente. Via libera allora per gli avversari, con il britannico
Mo Farah che nel tratto ondulato allunga guadagnando quella manciata di
secondi che si riveleranno decisivi. Farah vince in 27'56", il sorprendente
portoghese Silva, fra i più attivi sino a quel momento, mantiene
la 2° piazza a 7" da Farah e davanti a De La Ossa (3° in
28'06") e allo svedese Mustafà Mohamed (4° in 28'08").
Lebid precipita al 12° posto, gli italiani si difendono dignitosamente
con Gabriele De Nard 18°, Giovanni Gualdi 20°, Umberto Pusterla
25°, Ruggero Pertile 30°, Luciano Di Pardo (caduto durante la
gara) 34° e Maurizio Leone 41°. La compattezza della squadra francese
(5 atleti fra la 5a e la 13a posizione) ha beffato ancora una volta le
avversarie. La Francia ha infatti vinto per la quarta volta consecutiva
il titolo a squadre con 33 punti, precedendo il Portogallo di un solo
punto e la Spagna (44).
1°
Mo Farah, 2° Fernando Silva, 3° Juan Carlos De La Ossa, 4°
Mustafà Mohamed, 5° Kahlid Zoubaa (Francia).
Gioie e delusioni si alternano sui volti e nelle parole dei protagonisti.
Per l'Italia sono senz'altro più le gioie. Un'immagine su tutte:
l'esultante Andrea Lalli, la più bella realtà della giornata,
un trionfo indiscutibile, la promessa di nuovi successi. Ma anche altri
protagonisti porteranno un bel ricordo della loro prestazione di oggi.
Silvia Weissteiner (13a al traguardo): "sono molto contenta della
mia gara. Sono partita prudente, viaggiando attorno alla ventesima posizione.
Nel finale ho recuperato posizioni non tanto grazie alla mia progressione,
quanto al fatto che le avversarie sono calate".
Gabriele De Nard (18° al traguardo): "Purtroppo tre settimane
di inattività a causa di un infortunio si sono fatte sentire. Ho
caricato nelle ultime settimane ma non è bastato. E' vero che sono
arrivato primo degli Italiani, ma in condizioni ottimali credo che un
piazzamento nei primi dieci sarebbe stato alla mia portata".
Giovanni Gualdi (20° al traguardo): "Dopo un primo giro in cui
mi sembrava di essere un birillo visto che venivo spostato da una parte
e dall'altra del percorso dagli avversari, nel 3° giro ho avuto un
black out. Solo grazie al fatto che mi ha raggiunto Pusterla mi sono ripreso,
mantenendomi nel gruppetto che poi ho regolato nel finale. Ho concluso
20°, comunque "morto" come tutti noi".
Umberto Pusterla (25° al traguardo): " Sono abbastanza contento
di come sono andato. Ho alle spalle 10 Mondiali di cross e 9 Europei,
dopo essermi ripreso dopo l'infortunio che mi ha condizionato questa stagione,
continuerò probabilmente ancora l'anno venturo. Le primavere sono
ormai 39 (era il concorrente più "anziano" che ha partecipato
ai campionati Europei
).
Maurizio Leone non è per nulla soddisfatto della sua prestazione:
"A causa di un fastidioso raffreddore non riuscivo a respirare. Ho
concluso la gara per onor di firma (41°), perché ai giovani
continuo a dire che non ci si ritira con la maglia della nazionale, e
non volevo che fossi proprio io a smentire quanto vado "predicando".
Segiy Lebid, la "delusione" della giornata, giunto in 12a posizione:
"Purtroppo un problema alla respirazione mi ha tolto di scena. Mi
spiace per i tanti amici del mio team Cover che sono venuti a farmi il
tifo e che ho deluso. Cercherò di rifarmi domenica prossima al
cross IAAF di Bruxelles".
Anikò Kalovics, dopo aver condotto per parte della gara è
stata staccata ed è giunta 4°. Ci risponde, nonostante la delusione,
con il sorriso sulle labbra: "Nei campionati Europei sono giunta
3a e 5°, mancava il 4° posto, ed eccolo qua. Preferisco le corse
su strada, il fango in effetti non mi piace particolarmente. Il mio futuro
è nella maratona".
Un po' delusa, Fatma Maraoui. Ci teneva a ben figurare nella sua prima
esibizione con la maglia azzurra, ma una chiodata presa in partenza ne
ha condizionato la gara. Ha comunque voluto onorare la maglia azzurra
con un 37° posto finale, che non rende il giusto merito a questa ottima
atleta.
Concludiamo con un personaggio molto simpatico. Il trentasettenne francese
Driss Maazouzi che, con la medaglia d'oro al collo appena conquistata,
dispedia sorrisi e battute a tutti coloro che gli capitano a tiro, fra
cui noi di Novararunning, a cui rivela che per ben 50 (dicosi 50!) volte
nella sua carriera è sceso sotto i 3'35" nei 1.500 metri.
Un vero Campione, decisivo anche oggi, visto che il suo 13° posto
ha consentito alla Francia di vincere per la quarta volta consecutiva
il titolo a squadre.
Si conclude così una bella edizione dei Campionati Europei di
Cross. Il sole l'ha favorita, l'organizzazione ha funzionato perfettamente
e l'inno di Mameli ha risuonato più volte. Nei volti dei tecnici
azzurri era evidente la soddisfazione per una giornata che può
rappresentare il punto di ripartenza del cross azzurro. Lalli, Meucci,
Gariboldi, la De Soccio e tutti gli altri che si sono ottimamente comportati
oggi hanno dimostrato che siamo sulla strada buona.
(fotografie)
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