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Biografie Atleti (liberamente tradotte da Marco Bertona)

SAID AOUITA

Nato a Kenitra, Marocco, ha dominato la scena del mezzofondo e del mezzofondo prolungato per tutti gli anni 80: è stato l'unico alteta in grado di correre gli:

800 sotto 1.44
1500 sotto i 3.30
3000 sotto 7.30
5000 sotto i 13.

Ha poi vinto contro atleti del calibro di Joaquim Cruz, Peter Rono, John Ngugi, Alberto Cova, battendoli nelle loro rispettive specialità.

Fra il settembre 1983 e lo stesso mese del 90 ha vinto 115 delle 119 gare alle quali ha preso parte: le sconfitte furono solamente contro il campione mondiale dei 1500 Steve Cram, il bronzo olimpico
Alessandro Lambruschini nei 3000 siepi, i campioni olimpici Joaquin Cruz e Paul Ereng negli 800 ed il campione mondiale Yobes Odienki nei 5000.


Nella sua prima gara internazionale, ai mondiali 1983 di Helsinki, si presenta nei 1500m: durante la finale, si conduce una gara tattica, con un passo relativamente lento per i primi 1000m, che non
favoriscono le sue qualità, infatti è poi superato dagli avversari durante l'ultimo giro velocissimo. Decide allora di correre i 5000m alle olimpiadi di Los Angeles: aiutato dal portoghese Antonio Leitão
riesce a rompere i piani di tutti gli avversari e a vincere in volata sullo stesso compagno di gara.


La stagione successiva corre 2 record mondiali: nei 5000 sigla 13.00.40 e nei 1500 3.29.46; il record dei 1500 è spettacolare per quanto la partenza sia stata lenta. Ai primi 400m il tempo è di 57s,
agli 800 1.54, prima di accelerare come mai nessuno prima. Questa impresa è preceduta dalla sconfitta contro Cram a Nizza.

Nel 1986 Aouita vince tutti i Grand Prix della IAAF, nel 1987 batte il record di Cram nei 2000m correndo in 4.50.81: appena 6 giorni dopo abbassa il tempo sui 5000m divenendo il primo uomo a scendere sotto i 13 minuti, 12.58.39.


Ai mondiali dell'anno successivo si iscrive negli 800,1500,5000 e 10000, probabilmente per disorientare i suoi concorrenti, ma decide di correre solamente i 5000m. Nemmeno Jhon Ngugi riesce a staccarlo, al suono della campanella viene superato dal marocchino che vince in 13.26.44.

Sempre alla ricerca di nuove sfide decide di non correre i 5000 metri alle olimpiadi dei 88, distanza sulla quale è campione del mondo, ma si concentra sugli 800 e 1500: vince con facilità la batteria degli 800, ma nella finale non riesce a tenere il ritmo degli specialisti.
Il suo terzo posto gli vale però il record di essere il primo uomoad aver vinto medaglie sia negli 800 che 5000: lo sforzo per la gara aumenta il dolore al polpaccio e lo costringe a dare forfait nei 5000.


L'anno successivo vince i mondiali indoor nei 3000 metri, corre il suo ultimo record mondiale, battendo il tempo di Rono, con il nuovo 7.29.45: non corre nel 90, ma dopo un periodo di riposo non è più in grado di realizzare i tempi degli anni '80: ai mondiali di Tokyo 91 non va oltre l'undicesimo posto nei 1500, ma appena qualche giorno dopo, al meeting di Cologne batte gran parte di chi lo aveva superato eccetto il fresco campione mondiale Noureddine Morceli. assente.

Il 1992 iniza molto bene, riesce a siglare un nuovo record sui 3000 ad Atena, ma la IAAF si rifiuta di ratificarlo per problemi burocratici: a maggio vince nel Miglio ai New York Games e i 1000, a Jena: gli
infortuni però sono sempre più pesanti tanto da rovinargli un ritono da protagonista nel 93 e nel 95.

La sua carriera si conclude come allenatore, in Marocco ed in Australia.