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Biografie Atleti (liberamente tradotte da Marco Bertona)
Margaret Okayo , Kenia (maratona, mezza maratona)

Manager: Federico Rosa. Coach: Dr. Gabriele Rosa.
1.52 m/ 43 kg, quinta di nove fratelli.
Inizia a correre a scuola con gran successo, seconda nei 3000 alle primarie e fra le prime ai campionati nazionali alle secondarie: successivamente si stabilisce a Nairobi in cerca di lavoro, ospitata da una cugina che la incitita a perseverare nella sua passione per la corsa e trovandole il permesso per allenarsi informalmente con le atlete della polizia penitenziaria.
Seconda solamente a Tegla Loroupe nei 10000 ai trials (1995), seconda dietro alla Ndereba nei 5000 ai campionati nazionali di società; sesta nel 1997 ai cross country nazionali, non viene selezionata per il team dei Campionati Mondiali di cross, ma ottiene l'invito per allenarsi con il Fila Team del Dott. Rosa.


Vince tre mezze maratone in Italia in tre settimane nella primavera del 98, tra le quali Trieste. Selezionata per i Giochi del Commonwealth nella stessa estate termina 5a nei 10000m. Vince Prato, Trieste e la mezza maratona di Rio nel 99, ma termina con un deludente 14esimo posto ai campionati mondiali di mezza maratona ad ottobre. Tornata alla grande con un meraviglioso 2.26.00 al debutto in maratona a Chicago corre a New York finendo terza in 2.26.36.

Altre 3 mezze maratone le vince nel 2000 ed in aggiunta la prima maratona, San Diego (2.27.05) a giugno. Dopo quattro mesi si infortuna alla maratona di Chicago, recupera velocemente e ricorre New York dopo sole 3 settimane. (terza in 2.26.36).

Difende il titolo alla Rock and Roll Race (Chicago) nel 2001 con un pb record di 2.25.05, batte la campionessa olimpica Fatuma Roba, torna a New York e demolisce il primato vecchio di 10 anni con 2.24.21. Vince anche a Boston diventanto la prima donna in otto anni a vincere in contemporanea il grand slam New York-Boston.

Nel 2002 torna ancora a New York da favorita ma il dolore accomulato dagli infortuni si fa sentire: termina con un coraggioso sesto posto in 2.27.46 ma che le impedisce di camminare per il resto della giornata: alcuni giorni dopo tuttavia si impone a Milano ponendosi alle spalle anche la compagna di allenamenti Alice Chelangat.
Nel 2003 non riesce a difendere la vittoria di Boston dell'anno precedente; esce di gara al 30esimo km terminando quarta: decide di non partecipare alle selezioni per la squadra keniana di maratona ,ma di prepararsi per New York dove vince e ritocca il record 2.22.30; questa impresa convince i selezionatori che la iscrivono ai giochi olimpici del 2004.

Ripaga la loro fiducia in Aprile vincendo Londra e togliendo 3 minuti e 28 secondi al record della gara in una giornata fredda e piovosa, poco adatta alle caratteristiche di una atleta piccola ed esile come lei: la sua maggior forza è il carattere.
Dopo l'ennesimo infortunio a New York che la costringe quasi immobile per una giornata il Dott. Rosa, che la assiste durante la riabilitazione afferma: Vuole dimostrare a tutti quello che può fare, ha ancora molto da dare all'atletica.