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Mo
Farah (1983) è nato a Mogadiscio ed è
arrivato in Gran Bretagna a nove anni senza conoscere una
parola di inglese, ma ora tutti sono concordi che abbia
un perfetto accento londinese. "Quando si chiede a
qualcuno di ricordare un atleta somalo tutti dicono Abdi
Bile, io voglio diventare come lui un giorno".
Era proprio stato Bile (Roma '87) a togliere al britannico
Steve Cram la possibilità di un secondo titolo sui
1500 e fu l'ultima volta che un inglese ebbe la possibilità
di vincere a livello mondiale una gara il pista che fosse
più lunga di 800 metri.
A Goteborg la Gran Bretagna ha dovuto affrontare l'europeo
peggiore della sua storia in 40 anni, ma una speranza di
rinascita è venuta proprio da Farah che ha trascianato
la sua nazione fuori dalle tenebre della mediocrità.
Ho capito che per allenarmi bene dovevo fuggire tutte le
distrazioni, ci sono sempre molte cose che influinscono,
la famiglia, gli amici, qualcosa succede sempre: dovevo
concentrarmi al 100% sulla corsa senza far troppo tardi
la sera.
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Mo
Farah (GBR) alla EAA Conferenza Stampa in San Vittore
Olona
(V. Bertina-novararunning)
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Ora il nuovo campione europeo di cross vive in un ritiro per atleti
a Teddington, a sudovest di Londra, dove, fra l'altro, vive anche
il campione mondiale dei 5000 Benjamin Limo
Fondata dal suo agente Ricky Simms è una specie di base
europea per tutti gli stranieri del suo gruppo: molti keniani
la usano come vero e proprio ostello come approdo durante le loro
corse su strada, pista e cross in europa: durante l'inverno molti
tornano ad allenarsi nella Rift Valley, ma quando sono in Europa
questa rappresenta una loro seconda casa dove vivono tutti assieme.
Fra una cucchiaiata e l'altra delle particolari minestre inglese
ha imparato la lingua, come ci si comporta, come si dorme, quello
che si beve e soprattutto, come si diventa un vero corridore africano.
Un altro grande atleta che ha dato un contributo alla sua formazione
è stato l'australiano Craig Mottram, un altro ospite della
sua famiglia allargata di Teddington "Ha una classe invidiabile,
è uno dei pochi atleti non africani ad essere tra i migliori
al mondo".
Fra le sue prestazioni di rilievo il secondo posto alla gara
juniores in svizzera di Thun, i prestigiosi tempi nei 1500 (3.38.22),
3000 (7.38.15) e 5000 (13.09.40): dallo scorso luglio è
al secondo posto nella graduatoria dei migliori britannici della
storia.
"Aver preso la medaglia d'argento agli europei mi ha dato
maggior sicurezza in me stesso, sono un atleta differente rispetto
allo scorso anno, ora ho la sicurezza che la mia vita si chiami
Atletica".
"Ho imparato tanto e mi sono allenato sempre bene, molto
meglio degli anni scorsi, ero troppo giovane per capire quanto
sacrificio servisse"
Dopo un periodo di duro allenamento in altitudine in Sud Africa,
lo corso mese ha testato la sua condizione al cross del L'Acier
di Leffrinckroucke, Francia, dove ha superato il suo "inquilino"
e compagno di allenamenti Micah Kogo (Kenya), quest'anno il migliore
nei 10000 metri.
Dopo questo grande risultato agli Europei di Cross vinti con
una tattica da atleta esperto ed una corsa leggera Farah vuole
imporsi sulla scena internazionale: correrà qualche cross
invernale e punterà tutto sulla stagione di pista indoor
ed il campionato del mondo di cross fino ai prossimi mondiali
di Osaka.
"La gente dice che gli Europei non si allenano duro come
gli africani, ma io posso dimostrare di averlo fatto: dipende
da quello che vuoi, vivendo a contatto con gli africani ed allenandomi
con loro ho imparato tantissimo. Ora capiscono quando dicono "Allenati
duramenti, e vinci con facilità. Se vuoi gareggiare con
loro devi dare il 100% e concentrarti, solo così potrai
farcela".
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