NOTIZIE AGOSTO 2008
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31.08.08 - Trofeo Madonna d'Europa 2008 a De Gasperi e Desco
fonte: Maurizio Torri (Ufficio Stampa)

"La coppia d'oro della Corsa in Montagna Azzurra, Marco De Gasperi ed Elisa Desco, bissa il successo 2007"

· Tutto come da pronostico al Trofeo Madonna d'Europa 2008 con i successi annunciati di Marco De Gasperi (Forestale Roma) ed Elisa Desco (Atletica Valle Brembana);
· Se il primo, in forze ad un club di fuori regione, si è dovuto accontentare della sola vittoria di gara, la seconda ha incoronato una stagione da incorniciare con il titolo lombardo FIDAL 2008;
· Parterre di livello, dunque, per questa classica sondriese di fine agosto che ha visto ai nastri di partenza 115 concorrenti;
· Dal comitato organizzatore una precisa promessa: "E' stata davvero una bella gara, ma dall'anno prossimo torneremo ad ospitare il tricolore perché questo tracciato merita una vetrina nazionale".


Atleti di livello, questa mattina, all'edizione 2008 del Trofeo Madonna d'Europa. Nella gara nazionale open valevole come prova unica di campionato regionale individuale Fidal di corsa in montagna, a trionfare è stata la coppia d'oro della nazionale italiana di specialità: Marco De Gasperi & Elisa Desco. Se il primo, in forze alla Forestale Roma si è dovuto accontentare del primo posto assoluto, la seconda ha festeggiato due volte conquistando pure il titolo lombardo. Titolo che si somma a quello tricolore e continentale. Niente da dire per la cuneese questo è un 2008 da incorniciare. Oltre alla Desco i titoli regionali 2008 sono andati a Massimiliano Zanaboni (Senior), Marco Leoni (Junior), Alex Baldaccini (Promesse), Walter Acquistapace (M35), Davide Tognali (M40), Fabio Ciaponi (M45), Aurelio Mazzoni (M50), Giuseppe Tangherloni (M55), Costante Ciaponi (M60), Guglielmo Cibecchini (M65), Giuseppe Boschi (M70), Federica del Curto (Junior), Rossana Massarini (M35), Michela Trotti (M40), Marina Testini (M45), Mara Ciaponi (M50) e Giovanna Spinelli (M55). Passando alla cronaca della manifestazione, archiviate le prove giovanili con successo di Marco Leoni (Csi Morbegno) e Federica Del Curto (Gp Valchiavenna), a scaldare il pubblico ci hanno provato le ragazze del settore assoluto. La comitiva in rosa è subito stata trainata dalla piemontese Elisa Desco. Quella Desco che a suon di risultati è divenuta punta di diamante della delegazione azzurra. A pochissimo dalle prove iridate, tanto per non perdere l'abitudine a vincere, la stella dell'Atletica Valle Brembana ha salutato le dirette avversarie aggiudicandosi vittoria e titolo lombardo. Per lei un crono finale di 32'32" che le ha permesso di tenere dietro la bresciana Cristina Scolari 33'02" (Valle Camonica) e la sondriese Alice Gaggi 33'10" (Gs Valgerola Ciapparelli). Come da pronostico, a dettare i tempi nel percorso maschile è stato il sei volte iridato di specialità Marco De Gasperi. Per lui 11.350m con dislivello positivo di 896m ed uno negativo di 435 archiviati in 59'12". Secondo posto e titolo lombardo per il sondalino dell'Atletica Valli Bergamasche Leffe Massimiliano Zanaboni (1h0'30") e 3° gradino del podio per l'altro Forestale Marco Agostini (1h03'41"). A livello organizzativo, tutto bene, ma questa gara merita sicuramente di più: "Sicuro - ha tagliato esordito il direttore gara Gino Valentini -. Oggi si è assistito ad una prova di buon livello; il campionato lombardo individuale è sicuramente una vetrina di prestigio , ma questa manifestazione merita di tornare ad essere tappa di campionato italiano perché lo merita".

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30.08.08 - Ultra Trail du Mont Blanc, primo Kilian Jornet Burgada
scritto da: Mario Facchini - Ufficio Stampa Newspower

KILIAN JORNET BURGADA PRIMO A CHAMONIX LA ULTRA TRAIL DU MONT BLANC È SUA!

- La massacrante corsa di 166 km attorno al Monte Bianco vinta dallo spagnolo
- Nulla da fare per il nepalese Dachhiri Dawa Sherpa, secondo
- La Courmayeur–Champex–Chamonix al francese Le Normand
- Bilancio positivo per la località valdostana di Courmayeur

Francesi protagonisti, come era prevedibile, alla CCC (Courmayeur-Champex-Chamonix), la versione “corta” della Ultra Trail du Mont Blanc, su un percorso di 98 chilometri che da Courmayeur ha attraversato alcuni degli scenari più belli al mondo sulle vette della Valle d’Aosta, della Svizzera e della Francia. Cinque francesi nei primi sei, con la sequenza interrotta solo dall’inglese Alun Powell, autore di un buon finale, ma mai in grado di impensierire i due protagonisti assoluti, Guillaume Le Normand e Renaud Rouanet, rispettivamente primo e secondo dell’edizione 2008 della CCC.

Due le corse come di consueto, la “corta” appunto di 98 km, e quella ben più impegnativa di 166 Km e 9400 metri di dislivello, che ha invece preso il via da Chamonix ieri sera alle 18.30 e che lo spagnolo Kilian Jornet Burgada - campione di sci alpinismo e campione di sky running - ha fatto sua chiudendo dopo 20 ore 56’59”.

La corsa partita ieri invece da Courmayeur, un po’ più italiana insomma, è stata un bel testa a testa tra i due transalpini per oltre metà gara. Al termine della prima ascesa al rifugio Berton, al cospetto del massiccio del Monte Bianco, Le Normand è transitato con un vantaggio esiguo su Rouanet, solo un minuto. Una gara che i due hanno corso in coppia per diversi chilometri: un solo minuto di distacco tra i due anche al transito al rifugio Bonatti, due minuti invece ad Arnuva, stesso tempo sul Col Ferret, poi in territorio svizzero Le Normand ha accelerato mentre Rouanet ha preferito tenere il proprio ritmo. I minuti di gap sono cresciuti col passare delle ore, poi a Chamonix, dopo 12h26’ Le Normand, stanco ma felice, ha tagliato il traguardo per primo. Per vedere Rouanet si sono dovuti attendere 31’, che dopo 98 km e 5.600 metri di dislivello possono essere pochi o tanti, dipende dai punti di vista.

Sul podio a “rovinare” la festa dei francesi è salito al terzo posto il britannico Alun Powell, autore di una progressione incredibile.

Primo italiano il pinerolese Daniele Gaido, settimo al traguardo. Gara da dimenticare per i due favoriti della giornata, il valdostano Flavio Gadin, protagonista lo scorso anno e ieri costretto al ritiro a 30 km dall’arrivo per problemi fisici. Ritiro anche per Lorenzo Trinchero, per un bel tratto in terza posizione, poi anche lui vittima di problemi fisici e costretto ad abbandonare dopo essere retrocesso fino alla 13.a posizione.

Gara da grande protagonista per la britannica Lucy Colquhoun, sempre al comando e che ha tagliato il traguardo alle 01.34’ dopo oltre 14 ore e 30’ di gara. Non è mai stata impensierita dalle rivali, neppure dalla seconda, Maud Giraud, giunta dopo oltre due ore e che ha preceduto di 3’ Fiona Maxwell.

Grande successo anche per la Ultra Trail du Mont Blanc. La gara è stata dominata alla grande da Kilian Jornet Burgada, mai impensierito dai rivali. Ha impiegato 20h56’, quasi un’intera giornata correndo su dislivelli impossibili, mitigati solo dagli splendidi scenari. Jornet è stato il primo anche al passaggio di Courmayeur. È transitato in piena notte, da solo, alle 3.16’ dopo aver corso 77 km e aver letteralmente divorato 4.273 metri di dislivello. Dopo 18’ il microchip del nepalese Dachhiri Dawa Sherpa ha emesso il bip di controllo, ma lo spagnolo era già fuori Courmayeur e stava affrontando col faretto in testa la salita verso il rifugio Berton. Al rifugio Bonatti lo spagnolo è arrivato quando le prime luci dell’alba rischiaravano la vetta del Monte Bianco. Sherpa al Berton era in ritardo di 23’, al Bonatti di 28’ ed era il segno che Kilian Jornet Burgada era in gran forma.

La sua gara è stata poi un continuo incrementare di minuti. A La Tête au Vent il vantaggio era salito ad un’ora sul nepalese, e quindi la Ultra Trail du Mont Blanc stava già festeggiando il nuovo protagonista. Nel frattempo la corsa perdeva un grande concorrente, il cuneese Marco Olmo, vincitore delle ultime due prove, che risentiva di forti dolori alla coscia. La sua era stata una gara tutta in salita, con il dolore che si faceva mano a mano sempre più forte.

Miglior italiano al traguardo Massimo Tagliaferri, l’atleta di Mandello del Lario che ha vinto a luglio il Grand Trail di Valdigne, la “copia” italiana della gara francese. Ha chiuso all’11° posto assoluto, stremato, ma felicissimo.

Al traguardo poche parole: “Sono felicissimo. Non ero convinto di partire, avevo forti dolori ad un tendine. Ho avuto fortuna a cliccare al momento giusto per l’iscrizione (5.000 iscritti in pochi minuti, poi la chiusura e quasi 3.000 a bocca asciutta - n.d.r.), non volevo perdermi questa grande occasione. È stata la prima volta, ma me la ricorderò per tutta la vita. L’ultima salita è stata micidiale, la discesa pazzesca. Io sono abituato a correre in discesa, ma oggi avevo le vesciche sotto i piedi, è stata massacrante. Ora riposo due giorni, poi mercoledì partecipo al campionato italiano di canottaggio con i colori della Forestale. Riposerò a fine mese, ma la Ultra Trail du Mont Blanc non me la dimenticherò.”

Gli arrivi continueranno ancora per tutta la notte. Intanto a Courmayeur, sede dell’organizzazione valdostana per l’area italiana, si tira un primo bilancio. Le gare di “trail” stanno avendo un grande successo e Courmayeur è sicuramente la capitale italiana di questo sport emergente. Si stanno già buttando le basi per la terza edizione del Grand Trail di Valdigne, e della tappa italiana dell’Ultra Trail du Mont Blanc che per il 2009, oltre al passaggio della gara regina, regalerà ancora la partenza della CCC (Courmayeur-Champex–Chamonix), e l’arrivo di una nuova gara legata alla kermesse.

Info: www.ultratrailmb.com

Classifica CCC:

Maschile:

1) Le Normand Guillaume (FRA) 12h26’04”; 2) Rouanet Renaud (FRA) 12h57’04”; 3) Powell Alun (GBR) 13h33’09”; 4) Imperatore Alexis (FRA) 13h43’26”; 5) Perret Jean-Pierre (FRA) 13h45’50”; 6) Mayol Bertrand (FRA) 13h47’14”; 7) Gaido Daniele (ITA) 13h52’14”; 8) Kampaxis Pantelis (GRE) 14h07’14”; 9) Eveque-Mourroux Stéphane (FRA) 14h15’58”; 10) Rousson Frederic (FRA) 14h18’31”

Femminile:

1) Colquhoun Lucy (GBR) 14h33’37”; 2) Giraud Maud (FRA) 16h41’04”; 3) Maxwell Fiona (GBR) 16h44’27”; 4) Volard-Gilet Nicole (FRA) 16h57’31”; 5) Benard Christine (FRA) 17h08’05”; 6) Ayrinhac Sabine (FRA) 17h50’53”; 7) Tregaskis-Allen Julia (GBR) 18h07’25”; 8) Ost Isabelle (BEL) 18h09’45”; 9) Drevon Maîlys (FRA) 18h12’48”; 10) Silitch Nina (USA) 18h20’03”

Classifica Ultra Trail du Mont Blanc

1) Jornet Kilian (SPA) 20h56’59”; 2) Sherpa Dachhiri – Dawa (NPL) 21h56’52”; 3) Chorier Julien (FRA) 22h31’35”; 4) Kaburaki Tsuyoshi (JPN) 23h10’47”; 5) Romon Jesus Maria (SPA) 23h41’28”; 6) Guillon Antoine (FRA) 23h57’28”; 7) Olivar Aurelio Antonio (SPA) 24h07’05”; 8) Girard Matthieu (SVI) 24h19’57”; 9) Csaba Nemeth (HUN) 24h21’02”; 10) Calmbach Uli (GER) 24h21’20”; 11) Tagliaferri Massimo (ITA) 24h24’22”.

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30.08.08 - Robbio, 26^ Corsa dei Rioni
scritto da: Marco Bertona - novararunning

Il percorso modificato rispetto le precedenti edizioni non ha condizionato la buona riuscita della Corsa dei rioni di Robbio
graziosa cittadina della Lomellina immersa in quel "mare a quadretti" che soddisfa la maggior parte della produzione del riso di alta
qualità italiana ed internazionale.

La festa patronale ospita come di consueto la corsa cittadina e la sua posizione strategica, quasi circocentrica fra Milano, Pavia, Vercelli
e Novara ne fa un ritrovo di podisti ed Atleti di buon livello, una sorta di supermeeting dove i più veloci delle varie provincie si
sfidano per 5900m corsi tutti d'un fiato.

La novità della serata era, come già anticipato, il nuovo percorso: dopo un primo giro di 900m metri con relativo traguardo volante
determinato dalla linea di fine gara, vinto quest'anno da Franesco Guglielmetti (2.min 32 sec), si passava dal porfido delle vie centrali
verso l'asfalto della periferia, di nuovo un passaggio centrale nei pressi della stazione ferroviaria ed una serie di attraversamenti del
Castello, parte sterrata ma fortunatamente ben pulita, perchè la suggestiva illuminazione delle mura ricordava sicuramente la maratona olimpica di Roma, ma non permetteva assolutamente di riconoscere eventuali sassi o sterpaglie.

Fra le ragazze ottima prova di Johanna Drelicharz (Runner Team Volpiano 99), parte subito in testa con un ritmo velocissimo (3.20 circa), distanziando di una trentina di metri Loretta Giarda che tiene duro fino alla seconda metà di gara, quando le due atlete, per via dei 30gradi e del circuito nervoso, calano leggermente il passo; la Drelicharz è ancora reattiva, probabilmente così impegnata da non sentire le urla, gli incoraggiamenti di tutto il pubblico, sorprendentemente "attivo" nell'incitare tutti i partecipanti. Per lei vittoria e 30esima posizione assoluta, buon ritorno alla gare dopo la vittoria, la scorsa domenica a Carcoforo.

Nella prova maschile Salah Ouyat (Atl. Palzola) si rifà della prova mediocre dello scorso anno, dopo il primo chilometro recupera sul
compagno di squadra Guglielmetti, che ha letteralmente volato per aggiudicarsi il traguardo intermedio, ed alla media di 3.10 al km,
corre in solitaria, quasi sorridendo, curve, controcurve e rettilinei terminando vincitore con parecchi secondi di vantaggio sul pur bravo
Bianco e l'inossidabile Virgilio Franchi, autore, fra l'altro. di una splendida rimonta nel finale.

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30.08.08 - Super Grand Prix Atletissima 2008
fonte: (adattato da IAAF per novararunning) Marco Bertona

Losanna, Svizzera - Dodici ori di eventi individuali provenienti dalle recentissime olimpiadi di Beijing, fra i quali il supercampione dei
100 e 200m, il giamaicano Usian Bolt, prenderanno parte martedì 2 settembre ad Athletissima2008, il meeting del circuito Super Grand
Prix parte dello IAAF World Athletics Tour 2008 .

In tutto ci saranno 36 medagliati e 60 finalisti olimpici: il nuovissimo 19.30 di Blot fa da manifesto per la prova dei 200 metri,
dove 2 anni fa, Xavier Carter siglò il record della pista e vide il giamaicano al terzo posto.

Nei 100 metri ci saranno 5 finalisti con l'argento Richard Thompson di Trinidad and Tobago ed il detentore del precedente record mondiale Asafa Powell.

Nomi di spicco saranno anche LaShawn Merrit(400m), Wilfred Bungei(800m), Dayron Robles (110 ostacoli), Angelo Taylor (400
ostacoli), ed Andrey Silnov (Salto in alto).

Shelly Ann Fraser sarà la capofila nei 100 metri contro altre sette finaliste di Beijing: ciascuna nella propria competizione, saranno
della partita anche Nancy Lagat (1500m), Dawn Harper (100m H), Melanie Walker (400m H), Maurren Higa Maggi (LJ) e Barbora Spotakova (JT)

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29.08.08 - Zurigo Jelimo, 3° miglior tempo della storia
scritto da: (V. Bertina)
fonte dati: TV

La Keniana Pamela Jelimo a ha stabilito la 3^ performance di tutti i tempi sugli 800 metri imponendosi con il tempo di (1'54''01) sulla pista di Zurigo, dove è andato in scena il Meeting Weltklasse Zürich quinta prova della Golden League.

Meglio di lei solo la ceca Jarmila Kratochvila, detentrice del record del mondo (1'53''28) stabilito il 26 luglio 1983 a Monaco in Germania e la russa Nadezhda Olizarenko (1'53''43) Mosca 27.07.1980

L'azzurra Libania Grenot impegnata nei 400 metri si è classificata 8^ con il tempo 53.28, la statunitense Sanya Richards ha vinto la gara imponendosi in 49.74 sulla russa Tatyana Firova (50.70) e sulla jamaicana Novlene Williams (50.78).

Salto in alto donne: Blanca Vlasic torna in vetta alla classifica dopo la parentesi di Pechino saltando a 2,01 m, lasciando a 1,98 metri la russa Anna Chicherova e la statunitense Chaunte Howard. La campionessa Olimpica Tia Hellebaut (BEL) si è fermata a 1,90m.

Kenenisa Bekele (ETH) dopo la doppia vittoria sui 5000 m e 10.000 m a Pechino, ha stabilito il miglior tempo dell'anno sui 5000 in (12:50.18).

Jeremy Wariner (USA) (43.82) questa volta non si è fatto battere da LaShawn Merritt (USA) che è terminato secondo in 44.43, terzo Chris Brown (BAH) 45.05,

Tutti i risultati

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26.08.08 - Olimpiade italiana: i numeri dell'atletica
fonte: Marco Sicari - Ufficio Stampa Fidal

Pechino 2008, Olimpiade dell'atletica italiana. I numeri sono questi, e vale la pena elencarli subito, per offrire la possibilità a tutti di prenderne visione. Due medaglie (l'oro di Alex Schwazer, il bronzo di Elisa Rigaudo); due finalisti tra i primi otto, ovviamente medaglie a parte (Ivano Brugnetti, quinto; Clarissa Claretti, settima). Il che, ci porta alla cifra di quattro finalisti: uno in meno di Atene 2004, ed in definitiva il punto più basso del dopoguerra (peggio abbiamo fatto solo nel 1928 e in alcune delle edizioni precedenti). Punti totali collezionati dalla squadra italiana a Pechino 2008: venti, sette in meno di Atene 2004, uno solo in più di Monaco 1972, che resta il fondo del pozzo nel dopoguerra (altrimenti, dobbiamo tornare ancora ad Amsterdam 1928). Curiosità, i venti punti del 2008, equivalgono a quelli messi insieme a Helsinki 1952, quando centrammo il primo dei tre titoli sui 50km di marcia (con l'immenso Dordoni). Quattordicesimo posto nel medagliere (dietro, tra le altre, ci sono Francia, Germania e Cina); ventesimo nella classifica a punti (con le tre suddette tornate a precederci). Insomma, per sintetizzare: ci sono seri, concreti elementi di insoddisfazione. Nei numeri, non nelle parole, e dunque difficilmente opinabili. D'altra parte, però, ci sono stati anche fatti positivi, nei giorni della rassegna cinese, e non sarebbe giusto ometterli per sottolineare il solo fatto numerico. Tre record italiani (due messi a segno da Libania Grenot nei 400 metri, 50.87 e 50.83; il 9:27.45 di Elena Romagnolo nei 3000 siepi); ben sei atleti ammessi alla finale, piazzatisi poi tra il nono e il dodicesimo posto (tutti dalla pista e dalle pedane: ad Atene erano stati tre, provenienti invece solo dalla strada, ferma a zero in questo caso). Citiamoli, in ordine sparso: Antonietta Di Martino (alto), Elena Romagnolo (3000 siepi), Chiara Rosa (peso), Giuseppe Gibilisco (asta), Filippo Campioli (alto), Christian Obrist (1500). Un azzurro, proprio Obrist, nuovamente in una finale dei 1500 metri 24 anni dopo il Riccardo Materazzi di Los Angeles 1984 (due nomi, tanto per dare la misura dell'impresa: Franco Arese e Gennaro Di Napoli; non c'erano mai riusciti). Claudio Licciardello ed il suo 45.25 delle nove del mattino, miglior prestazione italiana promesse, secondo tempo italiano di sempre, a soli 6 centesimi dal record di Andrea Barberi. La finale mancata da Libania Grenot per 20 centesimi (che se si fosse corso sui 405 metri, vista la rimonta, sarebbe lì, oggi, a raccontare l'impresa). Fatti, non parole; esattamente come quando si sono elencati i guasti della spedizione.

Passando alla fase interpretativa, vanno sottolineati alcuni aspetti. Primo: Schwazer a parte, al contrario di quanto avvenuto un anno fa a Osaka (quando andarono tutte a segno) le cosiddette "punte" non hanno mantenuto le premesse. In particolare, Andrew Howe e Antonietta Di Martino, vicecampioni del mondo in carica, e finiti stavolta lontano dalle medaglie. Il primo (addirittura fuori dalla finale) perché condizionato dai troppi infortuni patiti in stagione; la seconda, al termine di un'annata fisiologicamente inferiore ad un 2007 fantascientifico. Secondo aspetto da evidenziare: tanti, troppi atleti, per ragioni diverse, hanno raggiunto l'Olimpiade in uno stato di forma incredibilmente non all'altezza, collezionando in qualche caso proprio a Pechino la peggior prestazione stagionale (e qui le responsabilità sono da ripartire equamente tra i tecnici personali e quelli che li hanno avuti sotto controllo, senza riuscire a valutarne o modificarne la condizione, nei raduni preolimpici). Altri atleti, infine (terzo e ultimo punto), hanno dimostrato sul campo una fragilità agonistica sorprendente, che affonda probabilmente le radici in una esperienza troppo "casareccia", da meeting di quartiere. Decisamente incompatibile con il massimo proscenio mondiale. Per loro, un solo rimedio: basta gare "friendly", e via, valigia alla mano, nelle riunioni di seconda serie in giro per l'Europa, come si fa, per esempio, nel tennis (dove nei Challenge ci si scanna ogni giorno, guadagnandosi il posto gratis in albergo con le vittorie sul campo). Non è che tutti debbano andare solo a Zurigo.

Urge una analisi attenta, serena, e da effettuarsi non a caldo. Perché una sterzata va data, senza ombra di discussioni. Tagliando rami secchi (di ogni genere) e lasciando respirare le parti vitali della pianta, che esistono e hanno il diritto di vedere la luce. Per chiudere il cerchio, e lasciando ad altri le analisi politiche (bum! ci vorrebbe Totò col suo immortale "...ma mi faccia il piacere..."), torniamo al contesto: 37 paesi hanno conquistato medaglie a Pechino (46 un anno fa ai Mondiali di Osaka), mentre 61 sono riusciti a piazzare almeno un atleta nei primi otto classificati (66 nel 2007). Riflessione partigiana (dell'atletica): attendiamo (senza ansia) i dati delle altre discipline olimpiche.

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25.08.08 - 2° Memorial Partigiani Stellina Valsusa
fonte: Paolo Germanetto - Atletica Susa


…20 anni di corsa sui sentieri partigiani…

Susa (To), 24 agosto 2008

Il decimo sigillo di Jonathan Wyatt sulla Stellina. Come da pronostici, sulle montagne di Susa (To) il neozelandese ha completato oggi un cammino cominciato nel 1999 e mai più interrotto, mettendo la sua ennesima firma su una manifestazione che regala anche, al femminile, il bis della giovane slovena Mateja Kosovelj, qui già vincitrice nel 2007. Il 2° Memorial Partigiani Stellina Valsusa va in archivio con 166 classificati al maschile e 35 al femminile: numeri importanti che sanciscono ancora una volta l'affetto degli atleti per una gara tornata quest'anno al suo status internazionale e che in pieno conferma il fascino del suo legame ormai ventennale con pagine di storia rievocate con emozione anche quest'anno al traguardo di Costa Rossa.
Sui 14500 metri della prova maschile (con oltre 1500 metri di dislivello in salita), Wyatt ha allungato verso metà gara, scrollandosi di dosso la scomoda compagnia dei "neofiti" keniani Matthew Rugut ed Edward Too Kiptanui, abituali protagonisti vincenti sulle strade italiane, e che sino a quel momento avevano provato a reggere il ritmo del cinque volte iridato di Wellington. Al traguardo, il neozelandese arriva dopo 1h17'59", lasciando il comunque ottimo Rugut a 2'51", bravo nel finale a reagire al ritorno del ceco Robert Krupicka (Cec), terzo a 3'07". A 3'11" chiude invece quarto lo statunitense Joseph Gray, mentre Kiptanui Too termina quinto. Sesto, e bravo davvero, anche il primo degli italiani, Mauro Lanfranchi (Valli Bergamasche): per lui un tempo di 1h21'59" che gli permette di lasciarsi alle spalle l'americano Simon Gutierrez, il cuneese Massimo Galliano (Roata Chiusani), Richey Gates (Usa) e Sergio Chiesa (Runners Volpiano).
La prova femminile, più breve (8100 metri), ma dal dislivello comunque notevole (800 metri circa), vive invece soprattutto sull'atteso duello tra la Kosovelj e l'azzurra Antonella Confortola (Forestale), rientrata sulla ventenne slovena nel tratto più impegnativo del tracciato - il "terribile" pratone dell'Arcella - , ma poi nuovamente distanziata dalla vincitrice nel più veloce tratto finale. Al traguardo, l'ex iridata juniores Mateja si presenta dopo 49'41", con 23" di margine sulla fondista che fu di bronzo in staffetta a Torino 2006. A completare il podio ci pensa un'altra azzurra - e un'altra forestale -, Maria Grazia Roberti, terza in 50'47", a 1'06" dalla Kosovelj. Bene si disimpegna anche la piemontese Cinzia Passuello (Vittorio Alfieri Asti), quarta in 51'51" e capace di lasciarsi pure piuttosto nettamente alle spalle le quotate slovene Lucija Krkoc e Valeria Mrak.

CLASSIFICHE

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24.08.08 - Maratona olimpica 1° il keniano Wanjiru, Baldini 12°
scritto da: V. Bertina

Dominio africano nella maratona maschile. Il keniano Samuel Kamau Wanjiru ha terminato la prova con un tempo di 2h06'32" seguito dal marocchino Jaouad Gharib (2h07'16"), completa il podio l’etiope Tsegay Kebede (2h10'00".

Stefano Baldini dopo una lunga rimonta è riuscito a chiudere in 12^ posizione con il tempo 2h13'25", Ruggero Pertile 15° in 2h13'39", il terzo azzurro Ottaviano Andriani è giunto 23° con il tempo di 2h16'10".

RISULTATI

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24.08.08 - Nancy Lagat regina dei 1500 metri
Fonte: (adattato da IAAF per novararunning) Marco Bertona

Uno dei temi più interessanti che emerge dal settore del mezzofondo delle Olimpiadi di Beijing riguarda la "rinascita" delle atlete
keniane: se la Jelimo e la Jepkosgei avevano dato spettacolo dominando gli 800 metri, la quasi sconosciuta Nancy Jebet Lagat (prima
conosciuta come Langat) ha dimostrato la sua classe nei 1500m.

Già il vincitore degli 800m, Wilfred Bungei, aveva raccontato come le donne in Kenia abbiano spostato la sfera dei propri interessi dalla
sola vita familiare al raggiungimento di altri traguardi. " Le ragazze non si accontentano più di lavorare in casa, ma vogliono provare le
loro capacità anche nello sport, possono avere una carriera, per fare le casalinghe ed avere figli ci sarà tempo dopo".

La Langat afferma: "Non è difficle essere un' atleta in kenia" Del resto ha vissuto per molto tempo ad Iten, ritrovo dei top runner, e
suo padre è stato un atleta di livello internazionale (Joseph Langat).

"Ho iniziato a correre a scuola perchè mi piaceva, non è stato mio padre a spingermi".

Fino a questo acuto olimpico la sua carriera era stata come quella di tante altre: si annovera "solo" un titolo mondiale Junior in Chile nel 2000, ad Atene uscì nelle semifinali. "No, non mi aspettavo un risultato del genere, ho corso senza alcuna tattica, semplicemente ero la più forte quel giorno".

Non solo era impossibile pensare che avrebbe vinto, ma nessun media keniano aveva il coraggio di fare il suo nome considerandola fra le favorite.

Nata e cresciuta a Eldoret ora la Lagat vive a Nairobi al servizio delle forze armate, è allenata da Claudio Berelli e sposata con Kennet
Cheruyot che vinse la maratona di Rotterdam nel 2001. Con le 2 ottocentometriste la Lagat è la prima donna keniana a portare alla sua nazione un oro olimpico.

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22.08.08 - Campione olimpico! Marcia trionfale di Alex Schwazer
Fonte: Markus Kaserer - Addetto Stampa Fidal Bolzano

Oro nella 50 km di marcia con record olimpico / Primo altoatesino a vincere l'oro nell'atletica

Vittoria annunciata per Alex Schwazer che stamattina alle 5.07 ore italiane si è laureato campione olimpico nella 50 km di marcia. È stato davvero una marcia trionfale. Il 23enne ha dominato la gara. Al 43esimo chilometro è arrivato poi lo stacco decisivo. Nonostante il caldo e l'umidità, Schwazer in 3:37:09 ha stabilito un nuovo record olimpico staccando l'australiano di oltre due minuti. Lacrime di gioia per lui già prima del rettilineo finale. Schwazer è solo il quinto altoatesino a vincere una medaglia d'oro a Giochi Olimpici estivi ed il primo nell'atletica. La sua vittoria comporta con se anche un recod del mondo. Mai prima un atleta di un paese così piccolo (Calice ha solo 31 abitanti) si è laureato campione olimpico. La cerimonia con la consegna delle medaglie è prevista alle 14.30 ore italiane.
Robert Korzeniowski, il più medagliato nela storia della marcia e tre volte di fila campione olimpico nella 50 km, non avrebbe potuto augurarsi un successore migliore di Alex Schwazer. Già l'anno scorso il 23enne di Calice aveva dato l'impressione di essere il più forte. Dopo una gara interpretata male gli è rimasto "solo" il bronzo. Di quella sconfitta ha imparato molto. Si è allenato ancora di più. Ha fatto quasi 9000 chilometri per preparare questa gara. A Pechino si è presentato al top. Con la consapevolezza di essere il più forte aveva annunciato la vittoria olimpica già a maggio. Oggi alle ore 11.07 (ore 5.07 in Italia) si è realizzato il suo sogno.

La vittoria di Schwazer è stata la dimostrazione di una chiara superiorità sia fisica che tattica. Sin dal via l'azzurro vuole dimostrare di avere più benzina di tutti allungando già all'interno dello stadio. Unico a rispondere alla "provocazione" di Schwazer è il francese Diniz, campione europeo e vicecampione mondiale. Al 15. km la situazione è già abbastanza chiara con quattro atleti al comando: Schwazer, Nizhegorodov, l'australiano Tallent e il cinese Li Jianbo. L'altoatesino controlla principalmente il russo mentre l'altro favorito, Diniz, dopo metà gara cede per crampi arrivando al ritiro. Dopo il 37. km cede il cinese. Schwazer decide di allungare al 43.km. Il primo attacco è un assaggio, al secondo sia Tallent che Nizhegorodov devono alzare bandiera bianca. Nel finale amministra il vantaggio. 2:18 di vantaggio su Tallent e 3:05 sul primtatista mondiale Nishegorodov. Già prima di entrare allo stadio inizia a festeggiare. Si concede anche qualche gesto simpatico, facendo il batticinque con i spettatori, alzando la mano in stile Popey e baciando il suo braccialetto. Entrando allo stadio alza l'indice al cielo e bacia il segno di lutto sulla maglietta per ricordare suo nonno scomparso il 27 luglio. Mentre diversi avversari sembrano distrutti, Schwazer fa il giro dello stadio con la bandiera, saltando come un canguro.
Seguono dettagli.

Gli olimpionici altoatesini ai Giochi estivi:
2008: Alex Schwazer, 50 km di marcia
2000: Antonella Bellutti (ciclismo)
1996: Antonella Bellutti (ciclismo)
1984: Norbert Oberburger (sollevamento pesi)
1976: Klaus Dibiasi (Tuffi)
1972: Klaus Dibiasi (Tuffi)
1968: Klaus Dibiasi (Tuffi)
1956: Albert Winkler (Canotaggio)

L'oro di Schwazer e la 19esima nella storia dell'atletica italiana. Otto di queste vanno sul conto della marcia. Prima di Schwazer, nella 50 km di marcia avevano trionfato
Giuseppe Dordoni nel 1952 e Abdon Pamich nel 1964.

Il film della gara: http://www.fidal-bz.it
Risultati
Sito internet Schwazer

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21.08.08 - Grande Rigaudo, bronzo nella marcia 20 km
Fonte: www.fidal.it - Gabriele Gentili

L'Italia fa finalmente capolino nel medagliere olimpico delle gare di atletica e lo fa grazie al solito inesauribile pozzo di soddisfazioni che è la marcia. Lo fa per merito di una ragazza cuneese, Elisa Rigaudo, col palmares già ricco di medaglie ma che a Pechino disputa la gara della vita conquistando uno splendido bronzo: "Per me questo vale come un oro - afferma la piemontese delle Fiamme Gialle subito dopo la conclusione - e devo ringraziare innanzitutto Sandro Damilano, la mia società e la Federazione che mi hanno sopportato portandomi a questo risultato".

Sotto un autentico nubifragio la Rigaudo ha disputato una prova attentissima premiata alla fine da una medaglia che vale davvero più del suo metallo. Sin dal via la russa Kaniskina si è involata per non essere più ripresa, a testimonianza di una superiorità schiacciante sulle avversarie. Dentro lo stadio la Rigaudo ha inizialmente provato ad accodarsi insieme a due cinesi, ma poi ha saggiamente scelto di lasciarla andare visto il ritmo proibitivo. Dietro la russa si è formato un gruppo di una decina di unità che è andato scremandosi per l'azione veemente della campionessa europea, la bielorussa Turava. La Rigaudo ha subìto in questa parte scivolando fino all'ottavo posto, ma non si è mai persa d'animo, sapendo che la gara era lunga e soprattutto che le condizioni atmosferiche avrebbero potuto rivoluzionare le gerarchie.

Infatti lo sforzo era letale per la Turava, che accusava problemi di stomaco che la costringevano a rallentare proprio mentre la Rigaudo, dopo il 10. km, iniziava a rimontare avversarie in crisi. Dietro la Kaniskina rimanevano la norvegese Platzer e la spagnola Vasco, quest'ultima però sotto minaccia di squalifica. Nel finale convulso, a due km dalla conclusione, la Vasco cedeva di schianto e la Rigaudo si trovava proiettata in terza posizione, vicina anche alla Platzer che però sul traguardo conservava 5 secondi di vantaggio sull'azzurra al settimo cielo, mentre la Kaniskina vinceva in 1h26:31, con 36 secondi sulla Platzer e 41 sull'azzurra, autrice di un'autentica impresa.

Per il resto da sottolineare la squalifica postuma nei 200 maschili per Churandy Martina, inizialmente argento, a causa dell'invasione di corsia in curva (stesso "peccato" nel quale era incorso l'americano Spearmon): il podio viene così ridisegnato: primo l'extraterrestre giamaicano Bolt con il record mondiale di 19.30, secondo l'americano Crawford, terzo l'altro americano Dix. La sessione mattutina, proprio a causa della pioggia, ha subìto notevoli ritardi per le qualificazioni di giavellotto maschile e alto femminile: in quest'ultima gara ottima impressione destata da Antonietta Di Martino, che ha superato al primo tentativo 1,93. Proprio le difficili condizioni atmosferiche hanno convinto la giuria a sospendere la gara a 1,93 permettendo l'accesso alla finale alle 15 atlete che hanno superato la misura, tra cui tutte le favorite.

 

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20.08.08 - Sanya Richards solo terza nei 400m
Fonte: (adattato da IAAF per novararunning) Marco Bertona

La Britannica Christine Ohuruogu (ndt, atleta fermata per doping nel 2006) sfrutta la sua abilità di dare il meglio di sè in gara e batte
la favorita Sanya Richards aggiungendo l'oro olimpico a quello mondiale.

Nel rettilineo finale è ancora a 5 metri dalla favorita, ma non si demoralizza e termina prima sul traguardo in 49.62.

La Jamaicana Williams è seconda in 49.49, l'americana Richards solo terza con 49.93.

La Ohuruogu,24, dimostra ancora una volta di raggiungere il massimo della forma quando la competizione è di alto livello: lo scorso anno ritornò dal nulla per vincere ad Osaka ed ancora una volta ha dimostrato la sua supremazia.

La Richards invece è scoppiata in lacrime per aver perso la possibilità di vittoria, forse troppe volte: dopo aver dominato la scena del giro di pista nel 2006 e 2007 era stata esclusa dai mondiali per la caduta ai Trials, Bijing sarebbe dovuta essere la sua incoronazione.

Gli osservatori la davano meno forte quest'anno, forse perchè aveva cambiato la sua tattica di gara, correndo in maniera più aggressiva la prima metà: questa probabilmente ne aveva condizionato la resa durante l'anno.

Anche nella finale di oggi ha provato questa tattica che le ha permesso, correndo in settima corsia, di recuperare subito il distacco
del décalage su Amantle Montsho portandola a condurre con qualche metro di distacco sulla russa Gushina in sesta corsia.

Ma nel rettilineo finale la Ohuruogu aumenta ancora la sua velocità, o meglio, diminuisce meno la velocità di crociera, imponendosi come detto sopra.

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20.08.08 - Rashid Ramzi pensa ai 5000m
Fonte: (adattato da IAAF per novararunning) Marco Bertona

Rashid Ramzi, appena incoronato re dei 1500, dovrà pensare se correre le qualificazioni dei 5000m o "accontentarsi" di quanto già fatto sino ad ora.

"Non ho ancora preso una decisione definitiva", ma è chiaro che la voglia di emulare il connazionale El Guerrouji ad Atene2004 gli
renderà la scelta combattuta. Prima di questa competizione aveva corso solamente le 2 miglia ed un 5000, cosa che faceva prevedere che l'atleta avesse intenzione di correre una distanza di mezzofondo prolungato.

"La mia nazione sta in una fascia oraria completamente diversa, ho difficoltà a prendere sonno e non sono abituato a gestire questi
problemi, ma deciderò quanto prima se correre ancora".

Nessuno dubita che Ramzi si lascerà scappare la possibilità di archiviare una impresa strepitosa, dopo essere stato il primo a
concludere col doppio oro gli 800 ed i 1500 ai mondiali guarderà sicuramente ad un altro record.

Proprio come il predecessore El Guerrouji ha assemblato un team di lepri che lo aiutasse nell'impresa (ndt. tra questi anche Abdelkader
Belfakir che ogni tanto corre per divertimento qualche prova del Piede d'Oro) allenandosi a Rabat e Ifrane.

A queste sessioni ha però aggiunto anche allenamenti nel sud del Marocco, a Tata, vicino e dentro al deserto del Sahaara, per ricreare
il caldo devastante di Beijing.

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20.08.08 - Campioli conclude al 10° posto la sua avventura Olimpica
Fonte: Scritto da Luigi Esposito Gino

martedì 19 agosto 2008

Martedì 19 Agosto 2008 a Pechino è stata la giornata di Filippo Campioli, uno dei pochi italiani che ha avuto accesso ad una finale ai Giochi della XXIX Olimpiade, e che per un intero giorno, ha sentito il peso è la responsabilità di cercare di strappare un risultato importante o di sfiorare il podio, anche se tra lui è i suoi sogni c’era il meglio del salto in alto mondiale.

Ogni gara di salto in alto fa storia a se, certe volte sì riesce a toccare il cielo con un dito altre volte si riesce solo a sfiorarlo. Nella finale Olimpica Filippo Campioli ha dovuto accontentarsi di un decimo posto, ma è un risultato fatto tra i migliori atleti con i russi Rybakov e Silnov a giocarsi il podio con lo svedese Holm su misure superiori ai 2 metri e 36.

Forse la finale Olimpica è stata un traguardo fin troppo appagante per il giovane atleta allenato da Giuliano Corradi, che vedendosi attorniato da questi mostri sacri della specialità mondiale sì è lasciato andare più del dovuto. Il suo tecnico Giuliano Corradi, rimasto a Modena senza poter assistere il suo atleta come invece ha fatto la maggior parte dei tecnici degli altri atleti presenti a questa finale, si aspettava di più dal suo allievo, ma giudica molto positiva questa trasferta Olimpica, in particolare, ci ha commentato il professor Corradi, “ l’accesso per gli italiani in una finale di salto in alto Olimpica è sempre stato uno scoglio molto duro da superare, peccato per il fatto che non abbia superato i 2 metri e 25, ma anche facendo 2 e 29 non avrebbe cambiato più di tanto sarebbe rimasto se non al decimo posto, al nono o al massimo al ottavo posto.

Campioli commentando la sua gara ha qualche rammarico per aver sbagliato di un soffio i 2 metri e 25, in pratica, ha fallito la misura per aver richiamato troppo tardi i polpacci nel momento del valicamento dell’asticella, ma nella sua voce non c’è il rammarico di una sconfitta, anzi, c’è tutta la gioia di chi ha vissuto intensamente un’esperienza che lo ha segnato positivamente per il resto della sua vita.

Ti sei sentito un po’ appagato dal fatto di aver agguantato una finale Olimpica?

La mia è stata un’esperienza abbastanza positiva e mi ritengo soddisfatto, naturalmente, se riuscivo a superare una quota superiore sarebbe stato meglio.
Sei arrivato stanco a questa finale?

Oggi a livello fisico stavo bene, ma come condizione nervosa ero un po’ scarico, ho iniziato a sentire questo già dal riscaldamento, ho cercato di correre saltare per scrollarmi di dosso questa sensazione, ma non è servito.
Poi cosa è successo?

A 2 metri e 25 ho iniziato a sentire una certa stanchezza, gareggiare con questi grandi come Silnov e Rybakov è stato bellissimo, andare in finale alle Olimpiadi è una cosa meravigliosa, anche se superare la prima prova che vedeva quaranta atleti per dodici posti di finale è stata molto dura.

Con un sorriso tra le labbra Filippo Campioli chiude la sua avventura mentre il russo, Andrew Silnov non pago di aver già vinto la gara di salto in alto sbaglia i 2 metri e 42 allo stesso modo in cui Campioli aveva sbagliato i 2 e 25, richiamando tardi i polpacci a salto gia effettuato, mentre poco più in là, la russa Irina Isinbayeva, regina incontrastata del salto con l’asta, è premiata tra e lacrime e la gioia di aver vinto un oro con un record mondiale a 5 metri e 05, questo solo per dare il senso e la misura dell’atmosfera in cui sì è ritrovato immerso il giovane ragazzo di Bastiglia.

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19.08.08 - Niente finale per Silvia
Fonte: Fidal Bolzano

Silvia Weissteiner non c'è la fatta a ripetere la finale raggiunta ai Mondiali l'anno scorso. La 29enne ha mancato la finale olimpica nei 5000 di otto secondi. Nella prima batteria è arrivata decima in 15:23.45. Solo le prime sei hanno raggiunto la finale.

Sin dall'inizio non è stata la gara di Silvia Weissteiner che è partita col piccolo svantaggio di dover correre nella prima delle due batterie. Un fatto che quest'oggi si è rivelato decisivo. Con temperature ed una umilità più alta dei giorni scorsi, Il ritmo era lento sin dai primi passi. Le favorite si sono tenute nascoste. Alla fine del primo chilometro, Weisteiner è passata al commando per oltre 1000 metri, ma il ritmo è rimasto invariato. Dopo due terzi di gara ha corso in coda al gruppo di testa, attorno alla decima posizione. Nel finale non è riuscita a mantenere il passo delle prime. Tirunesh Dibaba (Etiopia/15:09.89), Sylvia Kibet (Kenya/15:10.37), Alemitu Bekele (Turchia/15:10.92), Meselech Melkamu (Etiopia/15:11.21) e Gulnara Samitova-Galkina (Russia/15:11.46) erano imprendibili. E pure la statunitense Jennifer Rhines, sesta ed utima a qualificarsi per la finale, aveva un vantaggio di otto secondi su Weisteiner. A proposito di Rhines: La statunitense l'anno scorso fu settima nella finale dei Mondiali nettamente davanti a Weissteiner. Questo fa capire, quanto sarebbe stato difficile raggiungere la finale anche se tutto sarebe andato per il verso giusto per l'atletla della Forestale. Per la cronaca: Della seconda batteria si sono qualificate le prime nove per la finale.
"Questa non era la Silvia di Osaka", ha dichiarato il suo allenatore Ruggero Grassi. "Forse è stata la tensione, forse anche il fatto che a giugno non ha perso tre settimane di preparazione. Fatto sta che negli ultimi 600 metri non è riuscita a fare un cambio di ritmo come al solito." "Ci ho povato, ci ho creduto e sono anche andata avanti a tirare, ma le gambe non giravano come volevo. Mi dispiace tantissimo", ha detto Weissteiner davanti ai microfoni della Rai.

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19.08.08 - LUTTO NELLA SQUADRA AZZURRA
Fonte: Marco Bertona - Ufficio Stampa Fidal

LE CONDOGLIANZE DELL'ATLETICA
Una notizia terribile ha scosso la squadra italiana di atletica leggera ai Giochi Olimpici di Pechino. Nel primo pomeriggio è giunta dall'Italia la notizia della prematura scomparsa della signora Caterina, mamma di Martina Giovanetti, la giovanissima sprinter convocata nel gruppo della staffetta 4x100. Attorno alla ragazza si sono stretti i compagni e le compagne di nazionale. A lei e alla famiglia, in questo drammatico momento, vanno le più sentite condoglianze di tutta l'atletica.

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19.08.08 - Pechino: Baldini, Schwazer, Di Martino, Rigaudo
Fonte: Marco Bertona - Ufficio Stampa Fidal

La vigilia dell'ultima Olimpiade sta diventando un tormento per Stefano Baldini. Venerdì scorso, al termine dell'allenamento lungo le rive del canale che scorre nei pressi della Beijing University, è emerso un fastidio alla gamba destra; domenica mattina, considerato il persistere del problema, si è proceduto ad eseguire una risonanza magnetica, che ha evidenziato una lieve lesione ai flessori della coscia (primo grado, la diagnosi dello staff sanitario CONI-FIDAL). Il campione olimpico di Atene, quindi, al momento è fermo, in attesa di capire se riuscirà a correre la maratona di domenica mattina (con i compagni Ottavio Andriani e Ruggero Pertile). "Domani effettueremo un test - le parole di Baldini - per valutare la situazione. Certo al momento il mio morale è decisamente basso, non credevo di dover affrontare una vigilia in questo stato. E pensare che la condizione stava crescendo, stavo ritrovando ritmi e sensazioni che non provavo da tempo, per certi versi mi stavo anche gasando. Però adesso devo fare i conti con questo problema; stiamo facendo di tutto per risolverlo, ma a pochi giorni dalla gara diventa tutto più difficile". Baldini guarda indietro, al passato: "A Sydney, nel 2000, ho affrontato un infortunio anche più serio (una frattura da stress, che lo costrinse al ritiro, ndr), quindi so cosa significa; per ora posso solo sperare di riuscire a correre. La condizione è buona, non è che io stia male, o che questo breve stop possa compromettere tutto; il problema sta nel riuscire a correre senza fastidi".

Alex Schwazer ha un piano in mente per la sua prova sui 50km di marcia di venerdì 22 (ore 7.30 locali, l'1.30 del mattino in Italia): "Fare la mia gara, indipendentemente da ciò che accadrà sul percorso. Sto benissimo, ma questo non vuol dire nulla, siamo almeno in cinque a poter lottare per la vittoria: oltre a me, i russi, ed il francese Diniz. Anche se non so ancora quanti saranno i russi in gara". L'allusione è alle notizie circolate nei giorni scorse e relative ad una nuova serie di positività all'antidoping, tali da invalidare - nel caso in cui fossero confermate - anche i risultati della Coppa del Mondo di Cheboksary (nella prova a squadre, Russia prima davanti all'Italia): "Non avrebbe molto senso, adesso, vedersi aggiudicata la Coppa; sarebbe stato straordinario vincerla lì sul campo, in casa loro. Come ci si sente? Io non penso mai all'eventualità che in gara ci siano atleti dopati. Penso a me stesso, ad andare più forte di tutti, in ogni caso. E' l'unica cosa che mi interessi, anche se credo che chi bara debba essere punito. E' giusto così". Il caldo, l'ambientamento, l'inquinamento, il fuso orario: nulla spaventa Schwazer. "Non mi pare che ci sia questo caldo, lo abbiamo visto nella gara sui 20km. Per il resto, le condizioni sono uguali per tutti, non serve pensarci. Il percorso? No, non l'ho visto, ho tempo per conoscerlo, 24 giri...". Con lui al via della prova olimpica, i compagni di squadra Diego Cafagna e Marco De Luca.

La vice campionessa del mondo dell'alto, Antonietta Di Martino, mostra tranquillità: "Sono in ottime condizioni, il fatto che non siano venute delle grandi misure quest'anno non mi influenza più di tanto. La preparazione, soprattutto in questo ultimo periodo, è andata molto bene. Non resta che aspettare la qualificazione (si gareggia alle 9.50 di giovedì - le 3.50 della notte tra mercoledì e giovedì in Italia - misura fissata alla quota di 1,96, ndr), ormai è questione di ore". Ci si batte per due medaglie su tre? La salernitana acconsente: "La Vlasic pare imbattibile quest'anno, ma anche perché quando è incappata in alcune giornate di forma meno brillante, non ha mai incontrato avversarie in grado di metterla in difficoltà; che so, una Slesarenko, una Chicherova, o una Di Martino al top". Il lotto delle favorite è ampio: "Decisamente ampio. Non c'è solo la Vlasic, ci proveranno in tante, le russe ma anche la Friedrich, per fare un altro nome. Vedremo, io spero solo di riuscire ad esprimermi al meglio delle mie possibilità". Nello stesso momento in cui Antonietta Di Martino andrà in pedana, la fatica di Elisa Rigaudo nei 20km di marcia sarà prossima alla conclusione: "Sono felice di essere riuscita a recuperare la giusta forma per l'Olimpiade. Il 2008 non era cominciato nel migliore dei modi, la Coppa del Mondo di Cheboksary lo aveva messo chiaramente in evidenza. Ho dovuto lottare con vari problemi, primo tra tutti l'anemia che mi porto dietro da sempre; sono salita in quota per lunghi periodi, al Sestriere, e questo ha prodotto sicuramente degli effetti. Non so cosa aspettarmi in definitiva, ma affronto la gara con fiducia e un pizzico di ottimismo".

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19.08.08 - Kipruto vince la finale olimpica dei 3000 siepi
Fonte: (adattato da IAAF per novararunning) Marco Bertona

Utilizzando quella che lui stesso considera la sua arma migliore, uno sprint irresistibile sui 200 metri, Brimin Kipruto vince la finale
olimpica dei 3000 siepi, cosa della quale era già convinto, ma per la quale ha dovuto lottare fino a meno di mezzo giro dal termine.

Kipruto non ha utilizzato tutti i 200 metri di sprint perchè Mekhissi-Benabbad, naturalizzato francese, ha desistito terminando
dietro al keniani con 3 secondi di distacco.

Il Kenya quindi vince 7 edizioni consecutive delle olimpiadi ed ogni volta con un atleta diverso: la sequenza iniziò con Kariuki nel 1988,
successivamente Birir (92), Keter (96, dove Lambruschini fu terzo), Kosgei (2000) e Kemboi (2004).

Il suo mito è pero Moses Kiptanui, oro mondiala di specialità nel 90 e prima a scendere sotto la barriera degli 8 minuti.
"Da giovanissimo ho visto Kiptanui vincere l'oro ai mondiali, il suo nome è famoso in Kenya ed in tutto il mondo, volevo correre come lui".

Diversamente da Cherono, ex campione del mondo che ha cambiato nome e nazionalità, Kipruto si è visto cambiare il nome per errore.

Confermato dalla federazione keniana per i campionati juniores del 2001 di Debrecen, aveva la necessità di rinnovare il passaporto: ma quando si recò a ritirare il documento l'impiegato per errore scrisse Brimin, invece di Firmin. "Ho visto cosa stava accadendo, ma ho pensato che sarebbe stato meglio non creare problemi e tenermi il nuovo nome", Non ci sono stati errori però nel valutare il suo
talento.
"Certamente non è facile essere un campione olimpico" L'atleta si allena con il suo gruppo a Kaptagat, vicino Eldoret: con lui si allena
Kipchoge, oro mondiale nel 2003 sui 5000 e secondo ad Osaka. "In Kenya gli atleti si allenano assieme, ecco perchè otteniamo assieme sempre ottimi risultati".
"Avevamo pensato di riempire il podio, ma il francese si è messo in mezzo, ho aspettato i compagni fino ai 200 dal termine, poi sono
dovuto partire".

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18.08.08 - Isinbayeva sempre più in alto, nuovo record mondiale
Fonte: TV

Yelena Isinbayeva, senza dubbi la grande favorita nel concorso del salto con l'asta a Pechino ha ritoccato il record del mondo saltando a 5,05 metri.

Medaglia d'argento alla statunitense Jenn Stuczynski (4,80 metri) bronzo per la russa Svetlana Feofanova (4,75 metri)

Isinbayeva ha migliorato di un centimetro il record di 5,04 metri che aveva stabilito a Monaco lo scorso 29 luglio.

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17.08.08 - Sorpresa Obrist, è finale nei 1500!
Fonte: Markus Kaserer - Addetto Stampa Fidal Bolzano

4° in semifinale in 3:37.47 / Primo italiano in finale nei 1500 dal 1984
.
Grande sorpresa di Christian Obrist. Il 27enne Carabiniere di Bressanone si è qualificato per la finale olimpica nei 1500 metri in programma martedì alle 16.50 ore italiane. Obrist è arrivato quarto nella prima delle due semifinali in 3:37.47, lasciando alle spalle diversi atleti più quotati dl lui. Col quinto tempo assoluto accede assieme ad altri tre europei alla finale olimpica dei primi 12.
Christian Obrist aveva faticato a qualificarsi per Pechino. Tra i 50 partecipanti era iscritto solamente col 38esimo tempo. Ma nel momento che conta, Obrist si è presentato nella miglior forma di sempre. Dopo l'ottima impressione data in batteria, il 27enne ha impressionato con una prestazione superlativa. Mentre il campione del mondo Bernard Lagat (USA) si è fermato in semifinale, Obrist si è qualificato direttamente per la finale grazie al quarto posto nella prima semifinale e col quinto tempo assoluto (3:37.47). Nella sua semifinale davanti a lui solo Asbel Kiprop (Kenya/3:37.04), Abdelaati Iguider (Marocco/3:37.21) e lo spagnolo Juan Carlos Higuero (3:37.31). Martedì, alle 16.50 ore italiane, Obrist sarà uno di quattro Europei nella finale. "Obi" è solamente il quinto italiano ed il primo dal 1984 (11esimo Riccardo Materazzi) a qualificarsi per la finale olimpica nei 1500.
"Vivi il tuo sogno", gli aveva consigliato il suo allantore Ruggero Grassi e Christian Obrist ha fatto diventarlo realtà. "Non ci posso credere, non ho parole. Ho strinto i denti dicendomi di non mollare. Correre in questo stadio è stato un'emozione incredibile. Grazie Ruggero per tutto quello che hai fatto per me negli ultimi anni."
Grassi, davanti alla TV a Vipiteno non si è più fermato. "Non so quanti salti e urli di gioia ho fatto. Christian è stato fantastico. Tatticamente ha fatto una gara perfetta. Come un gepardo era pronto per chiudere ogni buco sulla corsia interna. Sul rettilineo ha dimostrato in pieno le sue qualità da buon finisher."
Per l'atletica altoatesina si tratta del più grande succeso nella storia dei Giochi Olimpici. "Per me questo ingresso in finale di Obrist vale una vittoria olimpica", ha dichiarato il presidente della Fidal altoatesina Armin Bonamico. La finale è in programma martedì alle 16.50 ore italiane. Tre ore prima, alle 13.35 sarà il turno di Silvia Weissteiner, compagna d'allenamento di Obrist, impeganata nelle batterie dei 5000 metri.

Tutti gli italiani in una finale olimpica nei 1500:
1984: 11° Riccardo Materazzi
1980: 5° Vittorio Fontanella
1936: 3° Luigi Beccali
1932: 1° Luigi Beccali
1920: 7° Arturo Porro

Christian Obrist (1500 metri)
ritratto:
Sopranome: Obi
* 20.11.1980 a Bressanone
186 cm x 66 kg
Residenza: Bressanone/Millan
Società: Carabinieri Bologna (SV Sterzing)
Allenatore: Ruggero Grassi
Presenze in nazionale: 24
Giochi Olimpici: qualificato per al finale dei primi 12 (5. in batteria in 3:35.91; 5. in semifinale in 3:37.47)
Mondiali: 2003 (9. nella 1a semifinale in 3:41.88; batteria 3:43.01), 2007 (10. nella 2a semifinale in 3:42.93; batteria 3:41.74)
Europei: 2002 (7.), 2006 (7.)
Mondiali indoor: 2008 (el. in batteria; 7. 1° batteria in 3:45.46)
Europei indoor: 2005 (9.)
Europei Under 20: 1999 (4.)
Europei Under 23: 2001 (4.)
Coppa Europa: 2001 (4.), 2002 (7.), 2003 (7.; indoor: 5.), 2004 (7.), 2005 (6.), 2006 (7.; indoor: 4.), 2007/B (1.), 2008 (7.; indoor: 2.)
Mondiali Cross: 1999 (67. tra i juniores), 2001 (71.)
Europei Cross: 1999 (29. tra i juniores)
Titoli italiani (10): 2000, 2001 (indoor), 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2006 (indoor), 2007, 2008 (indoor)
Primato personale: 3:35.35 (settembre 2007);
SB: 3:35.91
Record del mondo 3:26.00; record Europeo 3:28.95
Altri primati: 1:46.19/800 m; 2:18.58/1000 m indoor; 3:41.58/1500 m indoor; 3:55.55/Miglio; 8:18.4/3000 m

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17.08.08 - Pechino: finale 1500 metri (preview)
Fonte: (adattato da IAAF per novararunning) Marco Bertona

L'unica certezza per i 1500 di martedì è che Bernard Lagat non rincorrerà il terzo oro olimpico.

Nella seconda delle 2 semifinali il campione del mondo ed argento olimpico uscente si complica il lavoro rimanendo troppo nascosto nel
folto gruppo di qualificandi e non trova la forza necessaria per aggiudicarsi il quinto posto utile per la finale: non può nemmeno
appellarsi ai 2 tempi di ripescaggio, è fuori per 2 centesimi di secondo.

"Si è combattuto e spinto molto, per questo avevo deciso di correre in fondo al gruppo". Tuttavia questa precauzione gli ha fatto perdere troppo terreno sui primi concorrenti e, col senno di poi, tutta l'energia impiegata per agguantare il turno successivo nei quarti di venerdì gli è mancata oggi.

Bene invece Rashid Ramzi che si candida protagonista, o almeno co-protagonista, per la finale di martedì. Corre quasi tutta la prova
in prima corsia e chiude in 3.37, un passo avanti il francese Mehdi Baala.

"Sono pronto per fare il salto di qualità che mi è mancato ad Atene" Quattro anni fa mancò l'accesso in finale, ma vinse poi l'oro mondiale 800 e 1500 l'anno successivo e l'argento lo scorso anno.

Al terzo posto Andy Baddeley che sembra prendere confidenza e migliorare ad ogni turno qualificatorio, al quarto e quinto il keniano
Augustine Chogee e lo neozelandese Willis.

Nella prima semifinale risultato storico per Christian Obrist che supera nel rettilineo finale Mansoor Ali terminando quarto in 3.37.47:
dopo l'era di Hicham El Guerrouj i 1500 sono una finale con pronostico apertissimo dove conteranno soprattutto le energie spese nei turni di qualificazione.

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17.08.08 - Gran Prix a Fomarco di Pieve Vergonte
Fonte: Marco Bertona
(in foto novararunning: Salah Ouyat)

Edizione di alta qualità per il Gran Prix Officine Nugo tenutosi nella serata di ieri, sabato 16 agosto, a Fomarco di Pieve Vergonte:
Daniela Maestroni e Salah Ouyat devono lottare a lungo per imporsi su una schiera di agguerriti podisti che si sono dati battaglia per tutti i 4 giri da 1500 metri ciascuno.

L'abilità dell'organizzatore è quella di realizzare un circuito spettacolare e panoramico per gli atleti, nel contempo, spettatori,
parenti e residenti (che in questo caso non sono spettatori forzati) possono seguire quasi completamente lo svolgimento della gara: dopo la partenza una salita in asfalto porta, con un alternarsi di pendenze fra il 6 ed il 15 percento, al giro di boa dove una discesa ripida, la strada che come un serpente avvolge l'intero paesino, fa transitare l'intero gruppo verso il centro della frazione, non prima di aver attraversato stradine erbose o in selciato. Da queste, in penombra, si entra nella luce della piazzetta addobbata a festa e si viene quasi storditi dai flash e dalla urla che non sono lesinate per alcuno.
Il percorso di gara impegnativo e tecnico per via delle salite, della strettezza del tracciato e dai numerosi scalini in sasso e legno
necessari a colmare alcuni dislivelli naturali fa selezione sin dal primo giro: Salah Ouyat (Atl: Palzola) conduce con sicurezza su
Rabattoni (Runner Team99 Volpiano), Testa (Cover Mapei), Gramegna (Caddese) e Raimondi (Atl. Palzola). Fra le ragazze duello sino al termine fra Daniela Maestroni e la diciannovenne Federica Cerutti (Atl Gransasso), più staccate Alice Di Simone ed Elisa Rovaletti (Atl. Palzola).

Quasi si trattasse di una prova a cronometro ad ogni giro aumenta sensibilmente la distanza fra i componenti del gruppetto di testa
maschile, mentre le prime 2 ragazze conducono una battaglia serrata avvicendandosi al comando e solo nel finale la Maestroni si imporrà per un soffio sulla linea di traguardo.

Durante l'ultimo giro Dereje Rabattoni tenta il tutto per tutto con una velocissima frazione in discesa, l'elasticità di questo ragazzo è
davvero impressionante in considerazione del lungo periodo di stop e per le calzature super leggere indossate: Salah Ouyat però è ancora una volta l'atleta più in forma del momento, incrementa in salita il vantaggio e termina in solitaria con il nuovo record del percorso, 21.15 (3.20 di media considerando che in discese simili non si recupera molto).Dopo Rabattoni arriva Maurizio Testa, classe 1961, che non sbaglia nulla quanto a tattica di gara, ma se la data di nascita fosse una variabile e facesse 81 si troverebbe un futuro nell'Atletica, condizionato, 20 anni prima, da una schiera di italiani che dominava nelle piste di tutto il mondo.

Ottimo Gramegna quarto, vincitore della prova di Salecchio il giorno precedente manca forse di quella dose di riposo necessaria per
agguantare il terzo gradino del podio.

Matteo Raimondi termina quinto, buon periodo di forma e parentesi di gare in montagna per un atleta che si impegna per gran parte dell'anno in tutte le distanze disponibili.

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16.08.08 - Pechino: Finale 100m Bolt strepitoso! 9"69
Fonte: Eurosport

Usain Bolt 21 anni è il nuovo campione olimpico dei 100m. Con impressionante facilità quasi giocando negli ultimi 10 metri prima del traguardo, il giamaicano con il tempo di 9"69 ha battuto il record del mondo che già le apparteneva abbassandolo di tre centesimi.

Richard Thompson (Trinidad e Tobago) 9"89 e lo statunitense Walter Dix 9"91 completano il podio.

Asafa Powell con il tempo di 9"95 finisce in quinta posizione.

tutti i risultati

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15.08.08 - Pechino: 10.000m Finale donne, oro per Tirunesh Dibaba
Fonte: (adattato da IAAF per novararunning) Marco Bertona

15 agosto 2008, Beijing: il fatto che Tirunesh Dibaba avrebbe vinto i 10000 Olimpici non era di certo un difficile pronostico, ma in pochi
avrebbe scommesso che questa si sarebbe dimostrata una delle gare piùveloci della storia dove il record olimpico, africano, europeo, del nord america e mondiale juniores sarebbero caduti.

Naturalmente vince la Dibaba che completa con la corona olimpica i 3 ori mondiali e dimostra di essere imbattibile "anche" in pista.

Onore della armi a Lornah Kiplagat che conduce per 6000m ed anche alla Abeylegesse, argento, suo il merito di aver spinto l'etiope nei 10000m più veloci della storia, in 29.54.66.
Questo sforzo consente alla turca, ma etiope di origine, di agguntare il secondo posto ed alla statunitesta Slanagan di guadagnare il bronzo a 2 soli giorni da una intossicazione alimentare (30.22.22).

Linet Masai sigla il record mondiale juniores in 30.26.50 finendo quarta; il clima afoso e l'atmosfera inquinata hanno regalato una
sofferenza inaudita alla concorrenti creando una della finali più difficili della storia olimpica.

"Mi aspettavo qualcosa del genere dalla gara e l'ho ottenuto, era il posto giusto per il record e sono sicura che l'anno prossimo lo farò".

All'inizio, come già adetto, è la Kiplagat che si incarica di tenere alto il ritmo passando i 2km in 6.00.15, distanza alla quale il gruppo, forte di 31 presenze è gia sflilacciato.

Dietro a lei l'etiope Mestawet Tufa e la Abeylegesse mentre la Dibaba preferisce restare defilata in 10a posizione: al quinto km sempre la Kiplagat passa in 15.09.98 portandosi dietro la Tfa, Abylegesse e le sorelle Dibaba facenti parte di un gruppo di 15.

Subito dopo 6 atlete perdono il passo rimanendo in gara solo la Flanagan, e le 2 keniane Masai e Wangui.

A 8 giri dal termine la Abylegesse va al comando decisa a frammentare il primo gruppetto inanellando un giro in 70 secondi: le prime a
cedere sono Tufa e la sorella Ejegayehu, resistone la Masai, Wangui e Flanagan, ma è chiaro che queste 3 si giocheranno il bronzo.

Al giro successivo la turca aumenta ancora il ritmo, ma la Dibaba sembra un gatto che segue la sua preda.

DIetro a loro la Flanagan si destreggia fra le 2 keniane, prima passa la Wangui, campionessa del Commonwealth e dopo è la volta della Masai.

Al suono della campanella la Dibaba fa la sua prima e decisiva mossa, va in testa, ma incontra la resistenza della Abylegesse che si fa
distanziare di pochi metri; ma ai 200 dal termine la turca è ormai stanca, la Dibaba aumenta il suo margine e vince il meritato oro.

In quinta posizione la russa Maria Konovalova che segna il record nazionale (30.35.84), al 6o la connazionale campionessa europea Inga Abitoba, 30.37.33.
Per la cronaca, i secondi 5000m sono stati corsi in 14.45.

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15.08.08 - Pechino: ottimo Obrist, la semifinale è realtà
Fonte: Markus Kaserer - Addeto Stampa Fidal Bolzano

Quinto tempo nella batterie dei 1500 / 3:35.91, tempo vicino al primato

Sorprendente Christian Obrist nelle batterie dei 1500. Con il quinto tempo di tutti i 50 partecipanti, il 27enne Carabiniere di Bressanone si è qualificato per la semifinale. Nella quarta batteria, la più veloce, in 3:35.91 Obrist si è qualificato direttamente per la semifinale (domenica ore 15.55 italiane). Si tratta del suo quarto miglior tempo in carriera.

Il suo allenatore Ruggero Grassi lo aveva pronosticato: “Solo chi ha un tempo da 3:35 nelle gambe può sperare in un passaggio del turno. Ma che sarebbe servito veramente un tempo da 3:35, non lo avrà pensato nemmeno lui. Obrist è partito col piccolo vantaggio di correre l’ultima batteria, conoscendo i tempi delle prime tre. Il ritmo era alto sin dall’inizio. Per oltre la metà della gara, Obrist correva in decima posizione. Nell’ultimo giro, quando sembrava di perdere contatto con il gruppo di testa, Obrist ha tirato fuori il meglio di se, sorpassando uno dopo l’altro per finire addirittura in quarta posizione alle spalle solo del vice campione del mondo Rashid Ramzi (Bahrein/3:32.89), Mohamed Moustaoui (Marocco/3:34.80) e di Augustine Kiprono Choge (Kenya/3:35.47). Così si è qualificato direttamente per la semifinale. Nella sua batteria, Obrist aveva solamente il decimo tempo stagionale.

Solo tre volte in carriera, l’elettricista di Millan, piccolo rione di Bressanone (BZ), ha corso più veloce. Obrist ha migliorato il suo primato stagionale di oltre due secondi. Meglio di così la preparazione per il culmine della stagione non poteva essere. „Già con la qualificazione per Pechino, un sogno era diventato realtà. Che adesso in batterie sono andato vicino al personale, qualificandomi per la semifinale è fantastico. Sono veramente contentissimo. Il mio allenatore, che purtroppo non poteva esserci, prima della gara mi aveva scritto un’e-mail chiedendomi di pensare come se lui fosse allo stadio alle mie spalle e così ho fatto. Ho dato tutto. All’inizio ho faticato a tenere il ritmo altissimo. All’ultimo giro mi sentivo proprio bene. Sul rettilineo non ho mollato per non compromettere la qualificazione diretta.“

Domani mattina tocca a Hannes Kirchler. Il 29enne di Merano (BZ) disputerà la qualificazione del lancio del disco alle 6.05 ore italiane. Per accedere alla finale bisogna lanciare 64.50 metri oppure stare nei primi 12. Tra i 37 iscritti, Kirchler vanta il 33esimo primato stagionale.

I tempi più veloci di Christian Obrist nei 1500:

3:35.32 (Rieti 2007)
3:35.74 (Zurigo 2002)
3:35.75 (Roma 2007)
3:35.91 (Pechino 2008)

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14.08.08 - Le vigilie di Brugnetti, Legnante, Rosa, e delle maratonete
Fonte: Marco Sicari - Ufficio Stampa Fidal

Olimpiade, Brugnetti da campione in carica

Defending champion. E' il titolo del campione in carica, e sono due gli azzurri dell'atletica che potranno fregiarsi di questo appellativo nelle gare della XXIX Olimpiade: Stefano Baldini e Ivano Brugnetti. Per il secondo, è già vigilia. Si gareggerà sabato mattina, nella notte italiana (via alle 9, le 3 del mattino nel nostro paese). Si riparte da lì, da quell'arrivo nello stadio olimpico di Atene. "Sono passati 4 anni, e molte cose sono cambiate: adesso con me c'è mia moglie Cristina, e ci sono le mie figlie Vittoria e Federica. Insomma, la mia vita è diversa. Ricordi di quella giornata? Tanti, ma difficili da spiegare a parole, sensazioni magnifiche. Mi è rimasta impressa la facilità di azione, l'avanzare senza difficoltà, l'ingresso nello stadio". E l'oggi? Brugnetti è a posto con la coscienza. "Mi sono preparato bene, insieme al mio tecnico Antonio La Torre. Non credo di potermi rimproverare nulla. Sono in buone condizioni, così come lo ero in ognuna delle tre gare del triennio 2005-2007, tutte però finite male per ragioni diverse". Ora, Pechino 2008: una delle variabili è legata alle condizioni atmosferiche. L'azzurro però minimizza: "Smog? Io non ne ho sentito, perlomeno, non mi pare che qui sia molto diverso da Milano. Anche la temperatura non mi sembra un grosso problema, in estate in Italia fa anche più caldo. Se mai, la vera difficoltà verrà dall'umidità, quella è a livelli spaventosi, e potrà condizionare la gara". Tutto in un'ora, venti e spicci. Negli occhi, la "sparata" di Osaka, quando l'azzurro andò solo in testa, e finì per essere squalificato. "La lezione l'ho imparata. Non mi muoverò dal gruppo per almeno tre quarti di percorso, fino al quindicesimo chilometro. Poi, se sarò riuscito a rimanere con i migliori, vedremo. Ci proverò, perché sono il campione olimpico". Un titolo che per il milanese non è affatto una croce: "Macché. Vogliamo scherzare? Io sono sereno, perché quella è una cosa che nessuno potrà più togliermi".

Assunta Legante è la campionessa europea indoor in carica del getto del peso. Una grande carriera alle spalle, ma a Pechino è un'esordiente. "Evidentemente questa volta si è voluto andare a fondo alla questione", le parole della napoletana in riferimento ai noti problemi che l'hanno sempre tenuta lontana dai Giochi. "Non c'è nessun rischio, e sono felice che le cose siano andate così. In cosa è diversa questa vigilia? In tutto, l'Olimpiade è davvero il mio sogno", e mostra il tatuaggio a cinque cerchi che spicca sul polso sinistro. "Voglio la finale, anche se so che non sarà facile. Bisogna tentare di agguantare la misura di 18,45, o comunque arrivarci vicino". Anche Chiara Rosa, come la compagna di specialità, è convinta di questo: "Sì, anche se forse basterà anche qualcosa in meno. Io non credo di avere problemi con il fatto di lanciare al mattino presto (le 9.10, le 3.10 italiane), visto che in passato al mattino ho fatto anche 18,77, che per un po' è stato il mio personale. Sono guarita dall'infortunio muscolare di qualche settimana fa, e adesso credo di essere al meglio. Mi auguro di riuscire ad esprimere tutto quello che ho dentro".

Domenica mattina, 17 agosto (alle 7.30 locali, l'1.30 del mattino in Italia), sarà la volta delle maratonete. Bruna Genovese, Anna Incerti, Vincenza Sicari (in rigoroso ordine alfabetico) affronteranno i canonici 42 chilometri e 195 metri. Nel mirino, un piazzamento onorevole, in un contesto di livello stellare. "Sarei felice di migliorare il decimo posto di Atene 2004", le parole della Genovese, "e per questo sono andata ad allenarmi negli Stati Uniti, ad Albuquerque, dove ho trovato già in passato delle condizioni di preparazione eccellenti". La veneta ha scelto di arrivare a Pechino solo cinque giorni prima della gara: "Sì, ho fatto questa esperienza in passatoi, e mi sono sempre trovata bene, anche da un punto di vista mentale; non rimanere troppo a lungo nello stesso luogo, in attesa della gara, ha pagato". Anna Incerti è stata la migliore delle azzurre a Osaka 2007 (diciassettesima), in una prova contraddistinta dalle stesse condizioni in cui, verosimilmente, si svolgerà la prova olimpica. "Dello scorso anno ricordo il gran caldo, ma anche la rimonta nella seconda parte di corsa. E' stata un'esperienza importante, che spero di poter utilizzare anche in questa occasione". Le pretendenti al podio sono sempre le stesse: "Giapponesi su tutte, hanno maturato un potenziale straordinario, e anche se non ci sarà la Noguchi, sicuramente un'altra al suo posto potrà correre per l'oro". Vincenza Sicari si è preparata a casa, a Roma. "Ho ripetuto quello che faccio sempre, con le mie abitudini, nei luoghi familiari. Il caldo non mi impressiona, io ci sono abbastanza abituata, anzi, a dire il vero, lo preferisco a condizioni estreme di freddo. In ogni caso, farò gara di rimonta, non cercherò ritmi impossibili nella prima parte".

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14.08.08 - PECHINO: 50 km marcia (preview)
Fonte: (adattato da IAAF per novararunning) Marco Bertona

Per la prima volta dal 1992 Robert Korzeniowski non sarà il campione olimpico della prova 50km di marcia.
Ritiratosi dopo Atene 2004, il campione russo aveva vinto tutte le olimpiadi ed in mondiali nello spazio di 8 anni.

Non solo salterà questo evento, ma già aveva mancato i mondiali di Osaka per la felicità dell'australiano Nathan Deakes, oggi
probabilmente meno soddisfatto per il forfait olimpico causatogli da un infortunio muscolare poco tempo prima di questa prova.

Il russo Kirdyapkin, campione ad Helsinky, non è stato selezionato per lasciar posto a connazionali più giovani e veloci.

In questa penuria di campioni l'accredito di favorito spetto al fresco recordman Denis Nizhegorodov (Russia): con 3.34.14 realizzato a Maggio è il più veloce alla partenza e, considerando l'argento di Atene, il più decorato di medaglie.

L'italiano Alex Schwazer arriva a Beijing forte del bronzo di Atene: il piu veloce nel 2007 sui 50km può veramente correre per l'oro, ma ha l'esperienza necessaria per sapere che la cosa più importante è quella esserci quando i titoli in palio sono importanti.

L'argento di Osaka, il francese Diniz, correrà a Beijing, ma ritorna dopo un brutto infortunio occorsogli nella stagione invernale: fino ad
ora ha gareggiato nei 20km, ma considerando le condizioni di caldo ed umido del sud della Francia durante i campionati nazioanli, può avere fatto una ottima esperienza delle condizioni che gli si presenteranno qui.

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14.08.08 - PECHINO: 10.000m donne (preview)
Fonte: (adattato da IAAF per novararunning) Marco Bertona

Tirunesh Dibaba spera di conquistare l'ultimo titolo necessario a completare la sua vasta collezione.

L'etiope 3 volte campione del mondo nei 10000m sta vivendo una stagione atletica di altissimo livello, a marzo ha ottenuto l'oro
mondiale di cross ed a giugno ha abbassato di 4 secondi il record nei 5000m ad Oslo con 14.11.15. Ha già corso bene i 10000 con il titolo di campionessa d'Africa a maggio e siglando il miglior tempo stagionale personale a Ostrava in 31.03.37.

La maggiore concorrenza la troverà in casa, la sorella Ejegayehu è cresciuta molto in competitività: la terza più veloce è ancora
un'etiope, Mestawet Tufa che dopo un infortunio durante il 2007 è tornata in perfetta condizione con un argento ai mondiali di cross di
Edimburgo ed un 30.38.33 a Nijemegen a maggio.

Le etiopi sono quindi la squadra da battere anche se la statuniteste Shalane Flanagan registrato 30.34.49 a Stanford lo scorso maggio:
ottava lo scorso anno ai mondiali ha recuperato la forma dei tempi migliori ed è in grado di lottare per un medaglia in queste olimpiadi.

Vicina in prestazione alla Flanagan è la neozelandese Kim SMith che ha recentemente corso il record nazionale con 30.35.54: quinta nei 5000 lo scorso anno ha poi corso a roma in 14.45.93.

La seconda statunitense è Kara Goucher, 30, che ha ottenuto il bronzo mondiale ad Osaka e si è qualificata seconda ai trials correndo lo stagionale in 31.26.48.

Le olandesi d'adozione Kiplagat e Hilda Kibet sono avversarie sempre temibili: la Kiplagat, campionessa mondiale di cross 2007 è stata
battuta in Coppa Europa ad Istanbul, ma ha fra le sua carta la capacità di cambi repentini di forma, la Kibet ha corso a Utrecht in
30.58.48.

Lucy Wangui (32:18.06) rappresenta la speranza keniana per conquistare il primo oro della specialità: con lei ci saranno Linet Masai
(31:14.98) e Grace Momanyi (31.08.24).

Fra le europee hanno speranza di medaglia Inga Abitova, vincitrice dei campionati nazionali russi e Jo Pavey, quarta ai mondiali 2007

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13.08.08 - PECHINO: lancio del peso (preview)
Fonte: (adattato da IAAF per novararunning) Marco Bertona

Nel lancio del peso i giochi sembrano già fatti in favori degli statunitensi.

Adam Nelson (22.12) campione mondiale 2005, l'attuale detentore del titolo Reese Offa (22.10) ed il campione indoor 2008 Christian
Cantwell (21.76) sono i migliori atleti al mondo.

In tutte le prove nella quali si è lanciato oltre i 22 metri, 15 sono state realizzate dalla squadra a stelle e strisce.

Alle Olimpiadi gli USA hanno vinto questa specialità in 17 dei 26 concorsi realizzati.

Randy Barnes vinse ad Atlanta96, ma già prima solamente il finnico Hariju e l'ucraino Belonog avevano privato la squadra, ma soprattutto Adam Nelson, dal salire sul gradino più alto del podio.

Il trio statunitense sopra citato sembra aver raggiunto un plateu di crescita e forma, tanto che ai Trials di Eugene hanno lanciato a
misure più umane di 20 e 21 metri: l'outsider che potrebbe dare filo da torcere sembra essere il 32 bielorusso Andrey Mikhnevich, campione mondiale 2003, che ha lanciato fra i 21m ed i 22 in questa stagione ed è salito sul terzo gradino del podio ad Osaka proprio dietro a Hoffa e Nelson. Anche i compagni di squadra Yury Bialou (21.00) e Pavel Lyzhyn (20.88) possono essere di concorrenti scomodi per inpensierire la forte squadra USA.

I difensori del titolo di Athene2004 sono completamente fuori forma: L'oro Bilonog ha lanciato solo 20.41, mentre il bronzo Olsen
(Danimarca), ha un misero 19.62 che lo lascia fuori dai giochi.

Poco da dire anche per il due Scott, il giamaicano Dorin e l'australiano Martin (21.45, 21,26), sono quinto e sesto nella graduatoria stagionale ma recentemente sembrano aver perso la forma che era ottima nei primi mesi: gli altri di Beijing2007 Peter Sack (21.19) e Ivan Yushkov (Russia 21.01) sembrano aver recuperato un po' di slancio, ma non abbastanza da proiettarli sul podio.

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13.08.08 - ATLETICA NOTIZIE: PECHINO
Fonte: Marco Sicari - Ufficio Stampa Fdial

PECHINO, VIGILIA PER VIZZONI, LINGUA, MARTINEZ, HOWE

L'ora del giudizio è ormai prossima. La lunga rincorsa di Howe sta per arrivare al momento decisivo, rappresentato in questa fase dall'appuntamento con la qualificazione olimpica. Due mesi senza gare di lungo (l'ultima il 6 giugno ad Oslo, con il secondo posto nella tappa della Golden League, chiusa a 8,16); in mezzo, due infortuni, uno alla spalla l'altro al bicipite femorale, ed una lunga fase di riabilitazione ed allenamento speciale, di visite di controllo e sedute di fisioterapia, di test e di speranze. Fino all'arrivo a Pechino, sette giorni fa (oggi l'ingresso nel villaggio olimpico, dopo una settimana alla BSU). Sabato sera (ore 20 locali, le 14 in Italia), la qualificazione. Il momento della verità. "Sì, adesso sto bene. E' stato un anno un particolare, ma credo di aver pienamente recuperato da ogni problema fisico. Vedremo quello che succederà in pedana: anche se non gareggio da due mesi, sono cosciente di aver fatto tutto quello che c'era da fare in questa situazione, con il supporto delle tante persone che hanno lavorato con me". Il periodo di preparazione a Kobe, in Giappone (in compagnia di mamma René e Claudio Mazzaufo) è stato fruttuoso: "Mi sono ambientato, questo clima ormai non mi spaventa più, ci sono decisamente abituato. E poi abbiamo potuto allenarci in tranquillità, serenamente". Il vicecampione del mondo del lungo conferma il succo delle dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa alla Gazzetta dello Sport: "Non voglio essere un uomo copertina, non mi sento una star: che cosa ho fatto io rispetto ai grandi campioni del passato? Ho solo 23 anni, e se si parla di gente come Mike Powell, o Carl Lewis, io devo ancora fare tanta, tanta strada per arrivare ai loro livelli, o semplicemente per sperare di raggiungere i loro risultati". Il low profile domina, Howe spiazza tutti quelli venuti a vedere l'istrione, l'acchiappafolle.

Piomba in sala la domanda sulla detassazione dei premi CONI (l'approvazione della proposta di legge, attualmente ferma in parlamento, è stata richiesta dalla schermitrice Vezzali). Andrew fa una faccia che è già una risposta. Poi: "Mah...prima pensiamo a fare qualcosa in gara, poi eventualmente parleremo di premi. Sinceramente non ci sto proprio pensando, in questo momento ho la testa altrove, penso alla rincorsa, allo stacco, ai miei avversari. Insomma, mi auguro proprio di avere questo problema...". Ad Osaka si definì un "serpente nell'acqua", come a voler indicare il proprio stato di allerta: "Mi sento più o meno nella stessa condizione: sono pronto a buttarmi sulla gara, ma come se fossi nascosto, invisibile". Gli avversari? I soliti: "Saladino, davanti a tutti, ma anche Mokoena, il cubano (Camejo, 8,46 il 21 giugno, ndr), il greco (Tsatoumas, 8,44 il 13 luglio, ndr), Al Khuwalidi". Già, i soliti.

Accanto a Howe, Marco Lingua e Nicola Vizzoni, ovvero due modi opposti di vivere la vigilia olimpica. Andranno in pedana nelle qualificazioni del martello venerdì mattina (non è ancora noto in quale dei due gruppi: qualificazione, 78,00). Il piemontese, 14esimo al mondo nel 2008 con 79,97, è emozionato, e si vede: "E' tutto bello, l'Olimpiade è una cosa straordinaria - dichiara - oggi pomeriggio andrò al villaggio per la prima volta, e soprattutto non vedo l'ora di andare in pedana. Spero di qualificarmi per la finale del 17, anche perché vengo da una stagione molto bella. Io credo di potercela fare, la lunga sequenza di gare tutte positive che ho fatto è significativa". Vizzoni, l'esperto, il "capitano", mostra più prudenza (per lui, uno stagionale di 78,79): "L'obiettivo è andare in finale, ma so che sarà difficile, il campo dei partecipanti è ricco di protagonisti, tutti agguerritissimi. Sto bene, la mia stagione è stata molto positiva, mi auguro di riuscire a confermare quanto di buono ho fatto dall'inverno in avanti". Magdelin Martinez arriva a Pechino senza le certezze del passato, intese come misure messe a registro (per lei, un buon 14,42 il 6 giugno a Torino). "Ma sono tranquilla, ho lavorato bene in questo periodo a Formia, mi sono preparata con coscienza, credo di potermi giocare le mie carte". Venerdì sera (le 21.40 locali, le 15.40 italiane) la qualificazione. Inevitabile la domanda su Tai Aguero, l'azzurra del volley (come la Martinez, cubana di nascita) coinvolta nella triste vicenda del mancato rilascio del visto per andare a visitare la madre morente: "Da un punto di vista umano, è qualcosa che dispiace, certo. E io sono sinceramente dispiaciuta per lei. Ma come ho già detto in altre occasioni, chi è nato a Cuba conosce le conseguenze delle proprie azioni".

PECHINO, ARESE CARICA LA SQUADRA: IN CAMPO AGONISMO, VOGLIA DI LOTTARE
Casa Italia, Pechino, conferenza stampa di apertura della squadra olimpica italiana di atletica leggera. Il presidente federale Franco Arese, in compagnia del DT Nicola Silvaggi, ha incontrato i giornalisti accreditati ai Giochi, esponendo, tra le altre cose, intenzioni ed aspettative. "Mi sono gustato i primi giorni di Olimpiade da casa - le parole del numero uno FIDAL -, alzandomi anche in piena notte per le finali del nuoto, e devo dire che è davvero un grande spettacolo. Siamo fortunati, noi che viviamo il mondo dello sport; le immagini da Pechino riportano un'atmosfera di festa, decisamente in contrasto con quelle provenienti da altre parti del pianeta". Il primo ringraziamento, al CONI: "Ha creato ottime condizioni di preparazione, e ci ha accompagnato al meglio in questi lunghi anni di lavoro. La squadra è numerosa, è vero, ma perché questi atleti hanno tutti ottenuto i limiti di ammissione richiesti, equivalenti a prestazioni di livello internazionale?. L?obiettivo che pone il presidente è chiaro: "Vorrei soprattutto che aumentassero i finalisti di Atene. Quattro anni fa portammo cinque atleti nei primi otto, compresi i tre medagliati. In questa occasione, auspico che il numero possa crescere". Sulla questione medaglie, Arese è stato chiaro: Abbiamo degli atleti in grado di puntare al podio, è chiaro. Non vuol dire che tutti riusciranno a salirci, ma insomma, abbiamo le nostre chances. Ho fiducia in Howe, ha lavorato seriamente malgrado la stagione difficile, e ha
dimostrato tante volte di saper esprimere tutto il suo talento. Ho incontrato Alex Schwazer a Saluzzo qualche giorno fa, e quando gli ho
chiesto che intenzioni avesse, mi ha risposto: "Voglio vincere". Credo che questo tipo di approccio sia importante nell?atletica di oggi, avere le idee chiare può aiutare a fare la differenza?. Non solo loro, però: "La Di Martino ha dimostrato di avere qualità tecniche ed agonistiche straordinarie, merita pieno supporto. Così come sono da considerare uomini di primo piano Ivano Brugnetti e Stefano Baldini, i nostri due campioni in carica. Il maratoneta non è nella forma di Atene, è vero, ma sa come comportarsi in gara, e in queste condizione non è una spetto da trascurare". Poi, l'invito agli atleti: "Mi aspetto che tutti diano il massimo, e che riescano ad esprimersi vicino ai propri limiti nell?occasione più importante. Impegno, agonismo, voglia di lottare: poi, il campo sarà l?ultimo giudice".
Nicola Silvaggi relaziona sull'andamento della preparazione. "Hanno lavorato tutti nel migliore dei modi. La squadra è tranquilla, serena, tutti hanno anche assorbito il disagio del fuso orario, ci sono le premesse per fare bene". Sul fronte medaglie, Silvaggi se la cava con una battuta: Io vorrei vincerne tante, figuriamoci. Ma sarà molto difficile, bisogna rendersene conto".

PECHINO 2008, DOMANI A CASA ITALIA L'INCONTRO CON 8 ATLETI
Ancora un incontro pre agonistico a Pechino, a Casa Italia, alla vigilia della prima giornata di gare. Domani (ore 12, Haidian Park) a rendersi disponibili per la stampa saranno otto atleti, il cui esordio è fissato per le giornate del 16 e 17 agosto: Ivano Brugnetti, Jean Jacques Nkouloukidi, Giorgio Rubino (marcia km 20); Assunta Legnante, Chiara Rosa (getto del peso); Bruna Genovese, Anna Incerti, Vincenza Sicari (maratona).


MAGDELIN MARTINEZ SMENTISCE LE DICHIARAZIONI A LEI ATTRIBUITE

In riferimento alle notizie riportate poco fa da alcuni organi di informazione, l'atleta azzurra Magdelin Martinez smentisce le
dichiarazioni a lei attribuite sul caso che ha coinvolto la pallavolista Tai Aguero: "Non ho mai detto che Cuba è disumana, questo non è il mio pensiero. Ciò che dico, in maniera chiara per evitare fraintendimenti, è che da un punto di vista umano quello che è accaduto dispiace, anzi, addolora; ma chi è nato a Cuba conosce, fin dall'inizio, le conseguenze delle proprie scelte. Sono vicina a Tai per il dolore che sta provando".
Magdelin Martinez ha sposato un cittadino italiano a Cuba nel 1999; l'anno seguente, ottenuta la cittadinanza del nostro Paese, ha inziato a vestire la maglia azzurra. Il suo esordio è avvenuto ai Mondiali di Edmonton, nell'agosto 2001.

Ufficio Stampa FIDAL

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13.08.08 - Radcliffe, in forma per la maratona olimpica
Fonte: adattato da Europa Press - Vincenzo Bertina

Paula Radcliffe ha assicurato di essere in forma per disputare la maratona ai Giochi Olimpici di Pechino che si disputerà la prossima domenica, l'unica preoccupazione è la gamba sinistra, quella dove subì una frattura da stress. La britannica nonostante questo ha ammesso di essere adeguatamente preparata, meglio di quattro anni fa ad Atene dove non riuscì a completare la prova pur essendo una delle favorite.

"Preferisco correre in buono stato di salute e con una preparazione anche inferiore al necessario, piuttosto che nella forma in cui mi trovavo nel 2004, con poca salute e preparata per resistere fino alla fine", ha dichiarato Radcliffe alla 'BBC radio'. " Sicuramente sarò la più fresca al via e probabilmente una delle più felici di trovarmi li li, perché ho passato momenti nei quali pensavo di non riuscirci".

Gli specialisti avevano pronosticato che la frattura da stress sofferta al femore sinistro le avrebbe impedito la partecipazione a Pechino.
Tuttavia l'atleta 34enne, ha realizzato un allenamento rigoroso, portando il suo corpo al limite. "L'unica ragione per la quale non potrei riuscire a terminare la corsa sarebbe la resistenza della mia gamba, però ho molta fiducia per quello che sto facendo ultimamente"

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12.08.08 - La maratoneta Mizuki Noguchi non difenderà il titolo a Pechino
Fonte: adattato da Eurosport - Vincenzo Bertina

Mizuki Noguchi attuale campionessa olimpica di maratona, non difenderà il suo titolo ai Giochi di Pechino a causa di un infortunio, la notizia è stata resa nota dalla rete televisiva nipponica NHK.

Noguchi era in dubbio per la prova in programma il 17 di agosto a causa di un infortunio agli adduttori subìto il 25 luglio durante un allenamento in altura a St. Moritz (Svizzera), una delle località preferite dai corridori di fondo e mezzo fondo per svolgere i propri allenamenti in preparazione dei Giochi Olimpici.

NHK, riporta la notizia data da un membro della delegazione olimpica giapponese, Noguchi ha deciso di non partecipare alla maratona olimpica perché non avrà abbastanza tempo per prepararsi all'appuntamento.

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06.08.08 - Paula Radcliffe correrà la maratona olimpica
Fonte: adattato da IAAF - Marco Bertona

Paula Radcliffe ha atteso di arrivare a Macau, sede d'allenamento per gli olimpionici di Beijing, per svelare alla stampa che parteciperà
alla maratona in programma il 17 agosto.

I progressi dopo la frattura da carico dei mesi scorsi non le consentono però di predire una posizione nel medagliere; nonostante
ciò farà tutto il possibile visto che con la sua caparbietà ha già sconfessato la progrosi medica che la vedeva impossibilitata alla
partecipazione.

"Correrò anche con le gambe rotte, la cosa principale è presentarsi alla partenza, tutti i giorni il mio primo pensiero è questo. Ho
letteralmente corso contro il tempo di recupero ed è stato il mio incubo per quanto mi avevano diagnosticato, sono sempre più fiduciosa perchè tutti i giorni corro un po' più a lungo e divento sempre più forte. Mi sento bene, sono contenta di stare a questo livello, ma è impossibile valutare il mio stato di forma".

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06.08.08 - Kim Gevaert, a fine stagione il suo ritiro
Fonte: adattato da IAAF - Vincenzo Bertina

La velocista belga Kim Gevaert 30 anni compiuti martedì 5 agosto, campionessa europea dei 100 e 200 metri, ha annunciato in Cina a Yantay il suo ritiro dall'atletica deciso per la fine di questa stagione per poter realizzare il suo grande desiderio di diventare mamma.

L'atleta ha confessato di sentirsi stanca di tanti anni di allenamenti e competizioni sempre ad alto livello, dopo aver ottenuto tutto quello che aveva sognato dalla sua carriera sportiva, vuole dedicare più tempo alla famiglia ed agli amici. La decisione del ritiro è stata annunciata con tanto anticipo per porre fine alle incessanti domande dei giornalisti su questo tema.

Conclusi i giochi di Pechino, parteciperà al Memorial Van Damme (Golden League) e se otterrà la qualificazione alla Finale Mondiale di Lega a Stuttgart (Germania) in settembre.

Gevaert, lo scorso anno vinse il bronzo nella staffetta 4X100 ai Campionati del Mondo di Osaka, a Pechino correrà i 100, 200 metri e la staffetta 4X100.

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04.08.08 - ATLETICA NOTIZIE
Fonte: Marco Sicari - Ufficio Stampa Fidal

OLIMPIADE, DUE GIORNI ALLA PARTENZA DEL PRIMO GRUPPO PER PECHINO

Il conto alla rovescia per la partenza della nazionale azzurra che prenderà parte alla XXIX edizione dei Giochi Olimpici di Pechino, segna meno due. Il trasferimento del primo gruppo avverrà infatti mercoledì sera, da Roma, con un volo diretto per 34 dei 49 atleti selezionati (elenco dei partenti nella tabella a fondo pagina). A Pechino la squadra ritroverà Andrew Howe, che sta affrontando una settimana di preparazione a Kobe (Giappone), e viaggerà verso la Cina nelle stesse ore dei compagni. Il secondo gruppo, con i restanti 14 atleti convocati, lascerà l’Italia lunedì prossimo, 11 agosto. Tra gli azzurri in partenza dopodomani il campione olimpico di Atene Ivano Brugnetti (20km di marcia), l’argento olimpico di Sydney Nicola Vizzoni (martello), il bronzo mondiale di Parigi 2003 Magdelin Martinez (triplo). La squadra azzurra alloggerà nella prima parte della permanenza in Cina presso la Beijing University, dove il CONI ha stabilito la sua base di preparazione; successivamente, di regola due giorni prima dell’ingresso in gara, gli atleti si trasferiranno al Villaggio Olimpico. Le gare dell’atletica leggera sono in programma dal 15 al 24 agosto.

Momenti importanti in chiave italiana:

* 15 agosto: batterie 100 uomini (Cerutti, Collio), batterie 800 donne (Cusma), qualificazione martello uomini (Lingua, Vizzoni), qualificazione triplo donne (Martinez), batterie 3000st donne (Romagnolo)
* 16 agosto: 20km di marcia maschile (Brugnetti, Nkouloukidi e Rubino), qualificazione e finale peso donne (Legnante, Rosa), qualificazione lungo uomini (Howe).
* 17 agosto: maratona donne (Genovese, Incerti, Sicari), finale martello uomini (ev. Lingua, Vizzoni), finale 3000st donne (ev. Romagnolo)
* 18 agosto: finale lungo uomini (ev. Howe), finale 800 donne (ev. Cusma)
* 20 agosto: finale martello donne (ev. Claretti, Salis), qualificazione asta uomini (Gibilisco)
* 21 agosto: 20km marcia donne (Rigaudo), qualificazione alto donne (Di Martino), batterie 4x100 uomini e donne (Italia)
* 22 agosto: 50km marcia (Cafagna, De Luca, Schwazer), finale asta uomini (ev. Gibilisco), finali 4x100 uomini e donne (ev. Italia)
* 23 agosto: finale alto donne (ev. Di Martino)
* 24 agosto: maratona uomini (Andriani, Baldini, Pertile)

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04.08.08 - Baldini è quarto a Bojano nel Trofeo Matese
Fonte: Marco Sicari - Ufficio Stampa Fidal

BALDINI E’ QUARTO A BOJANO NEL TROFEO MATESE
L'ucraino Vasil Matviychuk ha vinto questa sera a Bojano la terza edizione del Trofeo Matese, corsa su strada della lunghezza di 10,2 km nobilitata dalla presenza in corsa del campione olimpico di maratona Stefano Baldini. L'azzurro, reduce dall'ultimo periodo di preparazione in quota prima dei Giochi olimpici di Pechino, è finito al quarto posto, accumulando alla fine un ritardo dal vincitore di circa dodici secondi. Alle spalle di Baldini, l'idolo di casa Andrea Lalli. Foltissimo (valutato in circa 5000 persone) il pubblico assiepato ai bordi del circuito di circa 500 metri, ripetuto dagli atleti per venti volte, e gran festa per Baldini alla vigilia del viaggio verso la Cina (lascerà l'Italia l'11 di agosto).

Trofeo Matese - III edizione (10,2 km)
1. Matviychuk (UKR) 29:44.8
2. Torotich (KEN) 29:49.3
3. Busienei (KEN) 29:49.7
4. Baldini (Corradini Rubiera) 29:56.3
5. Lalli (Fiamme Gialle) 29:58.2
(…)

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04.08.08 - Doppio record italiano di categoria per gli Junior a Rabat
Fonte: Marco Sicari - Ufficio Stampa Fidal

DUE RECORD ITALIANI JUNIOR A RABAT: GRECO (TRIPLO) E PURGATO (GIAVELLOTTO)
Doppio record italiano di categoria per gli Junior a Rabat, nel corso della seconda giornata del Trofeo Mediterraneo Ovest. Daniele Greco (Bruni Pubb. Atletica Vomano), atterrando nel triplo a 16,41 (vento +0.1), ha eguagliato il limite nazionale detenuto da Paolo Camossi, che lo ottenne a S. Sebastian il 31 luglio 1993 (nella gara che lo laureò campione europeo di categoria). Il giovane pugliese, già protagonista ieri, nella prima giornata, quando ha corso i 100 metri in un notevole 10.39 (ma in stagione ha saputo correre un centesimo più veloce, 10.38), corona così una stagione straordinaria, che lo ha visto impossessarsi anche del limite nazionale indoor (16,12, strappato ad Andrew Howe), oltre che piazzarsi al quarto posto ai Mondiali Junior di Bydgoscz. Di seguito, la serie di Greco: N; 15,61; 16,16; 15,99; 16,41; N. Il secondo primato di categoria è stato stabilito da Maddalena Purgato (Assindustria Sport Padova), che ha lanciato il suo giavellotto a 52,54, ben oltre il 51,03 centrato da Silvia Carli a Gioia Tauro nel febbraio 2003. Questa la serie della Purgato: 44,66; 48,59; 47,90; 48,25; 44,83; 53,54. Il match ha visto il successo dell'Italia maschile, che si è imposta sui francesi (capaci dello stesso numero di punti degli azzurrini) per il maggior numero di vittorie; esito ribaltato (ma con margine assai più ampio) tra le ragazze. Nella graduatoria complessiva, successo della Francia, davnti ad Italia e Spagna.

RISULTATI DEGLI AZZURRI

Uomini

200: 1. Marani 21.21, 2. Gelmi 21.59;
1500: 9. Guzzi 3:58.71, 10. Grimaz 4:02.08.
3000: 5. El Mazoury 8:20.57, 10. Fortino 8:36.70
400hs: 1. Panizza 52.48, 2. Gallina 53.30.
Alto: 2. Fassinotti 2,17 (pp); 4. Biaggi 2,05.
Triplo: 1. Greco 16,41; 7. Eusebi 14,85.
Disco: 3. Zucchinari 52,07; 5. Albertazzi 48,47
Martello: 5. Ranieri 62,79; 7. Biondi 51,75.
4x400: 2. Italia (Cappellin, Panizza, Sirtoli, Fontana) 3:13.08.
Classifica: 1. Italia 328 (8 vittorie); 2. Francia 328 (2 vittorie); 3. Spagna 312,5

Donne: 200: 3. Corradini 24.87; 5. D'Angelo 24.96.
1500: 5. Roffino 4:39.19, 7. Inglese 4:41.44
3000: 5. Pulina 9:53.97, 9. Renzo 10.14.43
400hs: 2. Latini 1:01.27, 3. Ricci 1:01.42
Asta: 5. Carne e Benecchi 3,60
Lungo: 2. Di Loreto 5,94 (-0.1), 4. De Santis 5,91 (0.0)
Peso: 5. Strumillo 12,68; 7. Bernardi 12,08.
Giavellotto: 1. Purgato 52,54; 3.Marchi 46,14.
4x400: 3. Italia (Corradini, Mutschlechner, Marangoni, Varisto) 3:43.48
Classifica: 1. Francia 372,5; 2. Italia 314; 3. Spagna 304.

Classifica complessiva: 1. Francia 700,5; 2. Italia 642; 3. Spagna 616,5.

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03.08.08 - Bernard Lagat, una famiglia di atleti
Fonte: (adattato da IAAF per novararunning) Marco Bertona

Bernard Lagat punta a conquistare l'oro nei 1500 e 5000 olimpici dopo aver già archiviato l'impresa ai mondiali dello scorso anno di Osaka "Mentalmente sono preparato a qualsiasi cosa".

Prima di tutto è una promessa fatta alla madre "Ho promesso ai miei genitori, ma soprattutto a mia madre che avrei vinto l'oro, dopo
l'argento. Lei mi ha detto :- Hai vinto il bronzo nel 2000, argento nel 2004, sarai oro nel 2008".

Lo scorso anno dedicò il doppio oro mondiale al cognato prematuramente di diabete nel 2006, a suo dire, il suo primo tifoso "Avrebbe dato qualsiasi cosa per essere là in quel momento e a mia sorella che il giorno della gara mi aveva accompagnato in bus avevo promesso che gli avrei dedicato la vittoria".

Ora si trova ad inseguire le orme di Paavo Nurmi e di Hicham El Guerruj, ma l'amore per le sfide gli deriva probabilmente dalla
passione di famiglia, visto che tutti e 10 i fratelli, compresi i genitori, hanno praticato sport ad ottimo livello.

Il terzogenito, William Cheseret, ha corso maratone in 2.12.09, la sesta, Evelyne Jerotich ha siglato 71.35 alla mezza di San Jose,
l'ottavo, Robert Cheseret ha personali di 13.13 e 28.20 nei 5000/10000.

"L'allenamento sta andando bene: ho avuto problemi solo lo scorso anno, ma fino ad aprile ho corso in altitudine a Flagstaff poi mi sono
spostato in Arizona, Tucson, per seguire meglio il mio allenatore James Li.

Aver conseguito il doppio oro ad Osaka ora lo costringe a ripetere l'impresa a Beijing: Sento molto la pressione, ma l'avevo già provata, certo di vederla in un altro modo, ma l'ho già fatto prima e penso non sarà poi così diverso." "Quando correvo i trials pensavo, l'ho fatto lo scorso anno, 3 gare e 2 5000, è come qualsiasi altro giorno "in ufficio", ti alzi la mattina e fai quello che devi, c'è attesa e molta pressione, ma userò queste cose in senso positivo".

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01.08.08 - WMRA Grand Prix 4^ tappa
Fonte: (adattato da IAAF per novararunning) Marco Bertona

Si svolgerà il 3 Agosto a Telfes, Austria, la quarta prova del campionato mondiale di corsa in montagna.

Questa prova, che rappresenta il giro di boa della stagione, vedrà la partecipazione di tutti i migliori atleti, che vogliono ben figurare
per ottenere già qualche garanzia di ingaggio per il 2009.

Nessuno tuttavia sembra in grado di impensierire il neozelandese Wyatt che continua la sua carriera di imbattuto nella corse in montagna: questa prova di 11km per un dislivello di 1300 metri potrebbe consolidare il suo dominio, forte già di 2 vittorie in campionato.

Il secondo posto farà gola a Marco Gaiardo tallonato dal polacco Andrezy Glugosz , dal russo Alex Bolkjovitin, dai cechi Roman Skalsky
e Robert Krupica, dal francese Georges Burrier.

La prova femminile vedrà le atleta impegnate sul medesimo tracciato maschile e fa di questa la prova più dura del campionato:
favoritissime alla vigilia Anna Pichrtova e Martina Strhal.

E' la prima apparizione della Pichrtova al Grand Prix, ma la Strahl ha già vinto 2 volte: Anne Buckley guida la classifica generale avendo concluso bene le 3 prove precedenti e spera di consolidare il vantaggio.
Saranno della partita anche Ann Frost, Victoria Wilkinson, Sarah Tunstall ed Eva Milesova.

 

 



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