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Enrico
Arcelli:
"COME CALCOLARE LA PROPRIA VELOCITA' DI SOGLIA ANAEROBICA:
IL BAS TEST".
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Enrico
Arcelli per NOVARARUNNING,
Molte volte mi è capitato di sentire il lamento di corridori
che affermano di non potersi sottoporre ad alcun test che fornisca
loro riferimenti precisi in base ai quali scegliere razionalmente
i ritmi di allenamento, in particolare i test che permettono di
conoscere la velocità della soglia anaerobica. Costoro
mi dicevano di non poterli fare perché nella zona in cui
abitano nessuno li esegue, oppure perché i costi sono troppo
alti.
In
realtà esiste un dato molto pratico che consente di avere
un'idea piuttosto esatta della velocità della soglia anaerobica.
Si tratta della velocità media tenuta quando si compie
- in condizioni agonistiche - una corsa che dura alcune decine
di minuti o, in chi è ben allenato, un'ora. Se, dunque,
si impiega un tempo fra i 50 minuti e l'ora in una gara su strada
ben misurata e senza evidenti saliscendi, nel corso della quale
non si è avuta una crisi clamorosa, ma si è tenuto
un ritmo abbastanza uniforme, e si calcola che si è tenuta
una velocità media di 12 chilometri l'ora, vuol dire che
la velocità della soglia anaerobica è proprio attorno
ai 12 chilometri l'ora. Se la velocità tenuta è
di 13 chilometri l'ora, la soglia è di 13; e così
via.
Ci
sono delle situazioni nelle quali, però, non c'è
l'occasione di fare una prova del genere, oppure non la si può
proprio fare. Se, per esempio, ci si riferisce ad un mezzofondista
che fa gare su pista e, come massimo, è arrivato a correre
i 5000 metri, è molto difficile che partecipi a gare su
strada lunghe il doppio o il triplo di quello che fa di solito.
Si potrebbe poi avere il desiderio di un dato che dia una conferma
di quello indicato sopra.
Vari
anni fa, dunque, ho proposto un test che chiunque può eseguire
da solo. E' sufficiente disporre di una pista (ma può anche
andare bene un tratto su strada in piano e ben misurato), di un
cronometro e di una calcolatrice. Si devono poi compiere, al meglio
delle proprie possibilità, una prova di 2000 metri e una
di 3000 metri. A questo punto, con i tempi impiegati su queste
due distanze, è possibile conoscere la velocità
di soglia anaerobica.
Io
avevo potuto constatare che questo era vero in un numero esiguo
di corridori. Ma, qualche anno dopo, nel 2000, due studiosi che
fanno capo all'Università di Lione, Gian Nicola Biscotti
e Jean Marcel Sagnol, hanno potuto dimostrare su un gruppo di
atleti che c'era una coincidenza fra il valore di velocità
della soglia anaerobica quando era valutata con le prove di 2000
e di 3000 metri e quella, invece, che era misurata con metodiche
di laboratorio. Il nome del BAS test deriva proprio dalle iniziali
di coloro dei nostri tre cognomi, Bisciotti, Arcelli e Sagnol.
Tale
test consiste, insomma, nel correre nel tempo migliore di cui
si è capaci (dunque con il massimo dell'impegno e con una
distribuzione uniforme dello sforzo), in due giorni differenti,
ma non tanto lontani l'uno dall'altro (per esempio nel giro di
tre-quattro giorni), i 2000 e i 3000 metri. Una volta corse le
due distanze, si devono esprimere in secondi i tempi impiegati,
la qual cosa si ottiene moltiplicando per 60 il numero dei minuti
ed aggiungendo il numero che esprime i secondi; 11'46" sui
3000 metri e di 7'38" sui 2000 metri, per esempio, corrispondono
a 706 e a 458 secondi. Si applica poi questa formula:
lunghezza
della distanza maggiore (3000 m) - lunghezza della distanza minore
(2000 m)
tempo sui 3000 m - tempo sui 2000 metri
Nel nostro caso si ha:
3000
m - 2000 m 1000 m
--------------------- = ------------- = 4,03 m/sec
706 sec - 458 sec 248 sec
Quella
ricavata può essere definita "velocità critica"
e corrisponde piuttosto bene alla soglia anaerobica. E' espressa
in metri al secondo; se si vuole trasformarla in chilometri all'ora,
si deve moltiplicare per 3,6 il valore ricavato. Nel nostro caso
si ha: 4,03 x 3,6 = 14,508 km/ora.
Anche
se in questa maniera si trova un valore con ben tre decimali dopo
la virgola, va tenuto presente che il dato che si ricava è
pur sempre un po' approssimativo e va sempre preso con buon senso.
Qualche
tempo fa, un tale mi ha detto che aveva provato a fare il BAS
test con due corridori, ma si era reso conto che non funzionava.
Anche soltanto guardando i tempi ottenuti dai due ragazzi, ad
ogni modo, era facile capire il perché: sui 2000 metri,
entrambi avevano tenuto un'andatura più lenta che sui 3000
metri! Significava che quello sulla distanza inferiore non era
per niente il tempo inferiore di cui erano capaci. Questo è
il principale degli errori che si possono commettere quando si
compie il BAS test.
(Enrico Arcelli)
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