Enrico
Arcelli per Novararunning, 30 agosto 2010: i due primati mondiali
di David Rudisha
(foto by Victah Sailer - meeting Rieti)
In questi
ultimi anni i primati del mondo dell'atletica cadono con molta
difficoltà. La ragione principale - è inutile
nascondersi - è che alcuni record del passato sono senz'altro
stati ottenuti ricorrendo al doping, cosa che oggi, con i controlli
molto più severi, è certamente molto difficile
fare senza essere scoperti e, di conseguenza, squalificati.
Poi c'è da tenere conto che - come alcune ricerche hanno
dimostrato - siamo ormai arrivati abbastanza vicini ai limiti
massimi dell'uomo, dunque siamo in una fase storica nella quale
superare i record mondiali è più difficile che
nel passato.
Salutiamo,
dunque, il nuovo primatista del mondo degli 800 metri, il keniano
David Rudisha, come un grande atleta. Fra l'altro è stato
capace di fare il primato per due volte nel giro di una settimana,
prima a Berlino, il 22 agosto con 1'41"09, due centesimi
meglio di quanto aveva saputo fare Wilson Kipketer, e poi a
Rieti, il 29 agosto con 1'41"01. In mezzo ai due record
ha corso (e vinto), il 27 agosto, un terzo 800 metri, a Bruxelles,
la finale della Diamond League, dovendo poi fare un viaggio
tutt'altro che agevole, perdendo ore di sonno, per riuscire
ad arrivare a Rieti dalla capitale belga. Già questo
ci fa ritenere che Rudisha sia in grado di fare ancora meglio.
Se
analizziamo i suoi record, ad ogni modo, si può dire,
innanzitutto, che il progresso rispetto a Kipketer (il cui record
di 1'41"11, lo ricordiamo, risaliva al 24 agosto 1997,
ossia a 13 anni fa), in totale, è stato pari ad un solo
decimo di secondo; in assoluto, dunque, non può certo
apparire enorme. Ma - sempre facendo riferimento a quanto detto
all'inizio - è comunque una grande cosa.
Se,
poi, facciamo riferimento ai suoi passaggi nelle due gare (si
vedano i dati qua sotto), si constata che non ha corso i due
giri a ritmo uniforme. E', invece, partito piuttosto forte nel
primo mezzo giro, compiendo i primi 200 m in 23"7 a Berlino
e in 23"5 a Rieti; è poi arrivato a metà
gara rispettivamente in 49"1 e in 48"9. Facendo riferimento
alla velocità media sull'intera gara (circa 28 chilometri
e mezzo all'ora), si constata che nella capitale tedesca è
passato più veloce del 6,6% ai 200 m e del 2,9% ai 400
m, mentre ai 400 m il vantaggio percentuale sulla velocità
media è stato del 7,5% (200 m) e del 3,3% (400 m).
So
già che qualcuno sosterrà che la sua partenza
è stata troppo veloce e che, se avesse tenuto un'andatura
uniforme, avrebbe ottenuto un tempo finale migliore. Queste
convinzioni, però, non hanno una base fisiologica. La
fisiologia, anzi, dimostra chiaramente che è vero il
contrario: in una prova di 2 minuti (di corsa a piedi, di nuoto,
di ciclismo, di canoa), infatti, come ho cercato di spiegare
in alcuni articoli scritti negli anni scorsi su riviste tecniche,
è più vantaggioso partire veloci, poiché
in questa maniera si ottiene un aumento più rapido del
consumo di ossigeno e si può trarre una percentuale dell'energia
dal meccanismo aerobico. Su questo argomento ci sono prove scientifiche
inconfutabili.
Per
di più, in un articolo pubblicato su Atleticastudi nel
1990, Antonio Dotti ed io avevamo analizzato i 21 record mondiali
degli 800 m ottenuti all'aperto, a partire dal primo di Ted
Meredith nel 1912 e avevamo constatato che tutti gli atleti
erano andati più forte all'inizio che nel proseguo della
gara: i primi 200 m erano stati corsi più veloci della
media tenuta sull'intera gara del 4,5% (nella maggior parte
dei casi dal 2 all'8% più veloci) e il primo giro più
veloce del 2,1%. Più o meno gli stessi numeri valevano
per i 4 mondiali degli 800 metri ottenuti al coperto.
Insomma:
David Rudisha è un atleta molto forte che ha saputo farsi
guidare nella maniera migliore dalle lepri.
Può
ancora migliorare?
E'
vero che molte volte non ci si rende conto che un certo atleta
è arrivato al limite massimo delle sue possibilità;
ma nel caso del keniano, anche tenendo conto del fatto che ha
ottenuto il nuovo record quando non era nelle condizioni ideali
di freschezza, si può davvero ritenere che possa ancora
migliorare, anche se quel tempo di 1'40" - di cui si è
parlato in questo periodo come di un muro che può essere
facilmente infranto - è ancora piuttosto lontano.
I DUE PRIMATI MONDIALI DEGLI 800 METRI DI DAVID RUDISHA
Berlino, 22/8/2010 Rieti, 29/8/2010
200 m 23,7 s 23,5 s
400 m 49,1 s 48,9 s
600 m 74,59 s 74,54 s
800 m 101,09 s (28,489 km/h) 101,01 s (28,512 km/h)
Frazioni di 400 m
(dopo il tempo, sono indicate la velocità media in ciascuna
frazione e la differenza percentuale con la velocità
media sull'intera gara)
Media
50,545 s 50,505 s
0-400 49,1 s (29,328 km/h= +2,9%) 48,9 s (29,448 km/h = +3,3%)
400-800 51,99 s (27,698 km/h = -2,8%) 52,11 s (27,634 km/h =
-3,1%)
Frazioni di 200 m
(dopo il tempo, sono indicate la velocità media in ciascuna
frazione e la differenza percentuale con la velocità
media sull'intera gara)
Media
25,27 s 25,25 s
0-200 23,7 s (30,380 km/h = +6,6%) 23,5 s (30,638 km/h = +7,5%)
200-400 25,4 s (28,346 km/h = -0,5%) 25,4 s (28,346 km/h = -0,5%)
400-600 25,49 s (28,246 km/h = -0,9%) 25,64 s(28,081 km/h =
-1,5%)
600-800 26,50 s (27,170 km/h = -4,6%) 26,47 s (27,201 km/h =
-4,6%)