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GLI
INTEGRATORI ALIMENTARI - le proteine
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Enrico Arcelli per Novararunning, maggio 2007
LE NECESSITA' DI PROTEINE
I corridori delle prove del mezzofondo e del fondo devono assumere
proteine in polvere o a loro bastano quelle che prendono con gli
alimenti?
La necessità quotidiana in proteine per un individuo sedentario
viene di solito considerata pari a 0,8-0,9 grammi per ciascun
chilogrammo di peso corporeo. Ad un individuo di 70 chilogrammi
che non pratica attività fisica, quindi, ne occorrono da
56 a 63 grammi per giorno. Esse servono per restituire all'organismo
le proteine perse, per esempio, con le feci e con la cute (desquamazione
cutanea, capelli, peli
), ma anche per il turn-over, vale
a dire per quel processo per il quale ogni giorno, semplificando
un po' le cose, una parte delle proteine dell'organismo viene
"smontata" e "ricostruita".
Queste quantità quotidiane di 0,8-0,9 grammi di proteine
per chilogrammo di peso corporeo, però, non valgono (sono,
infatti, troppo scarse) - oltre che per i bambini, per i ragazzi
e per le donne in gravidanza e in allattamento - per gli atleti
che praticano alcune discipline, in particolare quelle in cui
forza e potenza muscolare sono qualità prioritarie, ma
anche per quelle in cui l'allenamento implica spese caloriche
molto alte, fra cui proprio i corridori delle distanze medie e
lunghe.
Come da anni sostengo, infatti, sono vari i fattori che nell'atleta
aumentano le necessità di tale nutriente. Essi possono
essere così riassunti:
o in certe fasi di allenamento c'è un aumento della massa
muscolare; i muscoli, oltre che da acqua (circa l'80% del totale),
sono costituiti essenzialmente da proteine; affinché la
dimensione dei muscoli possa aumentare, è necessario che
vi sia la sintesi di nuove proteine e, per questo motivo, occorre
che ai muscoli stessi vengano messi a disposizione i "mattoni"
elementari, ossia gli aminoacidi; essi derivano dalle proteine
assunte con gli alimenti; anche nelle fasi di accrescimento (oltre
che nel corso della gravidanza e dell'allattamento) aumentano,
ovviamente, le necessità quotidiane di proteine;
o la pratica costante dell'allenamento aumenta di per sé
l'intensità del turn-over delle proteine nel corpo; anche
per questo motivo occorre che sia fornita all'organismo una maggiore
quantità di "pezzi di ricambio", vale a dire
di aminoacidi;
o l'attività fisica determina soprattutto il consumo di
zuccheri (glucosio) e di grassi (acidi grassi liberi) da parte
dei muscoli; durante l'allenamento, però, sia pure in quantità
non elevate, si "bruciano" anche proteine; se le sedute
di allenamento sono lunghe (come succede proprio ai mezzofondisti
e ai fondisti), in ogni caso, questo consumo non è più
trascurabile e deve essere compensato da un analogo apporto di
proteine con gli alimenti;
o a parità di peso corporeo, nello sportivo muscoloso e
magro la massa muscolare rappresenta una percentuale assai più
elevata del peso corporeo totale nei confronti del sedentario;
un individuo magro che non pratica sport, infatti, ha come massimo
il 14% del proprio corpo costituito da proteine, mentre questo
valore può avvicinare o superare il 20% nell'atleta magro
e con una buona massa muscolare; il corridore delle prove medie
e lunghe, anche se di solito non è apparentemente muscoloso
(specie nel tronco e negli arti superiori), è però
molto magro e ha la muscolatura degli arti inferiori piuttosto
sviluppata, tanto che, nel loro insieme, i muscoli rappresentano
più del 40% della massa totale del corpo; a questo consegue
che in proporzione - anche se il turn-over avesse la stessa intensità
(ma, come si è detto, esso è aumentato) -la necessità
quotidiana di proteine deve aumentare.
Da tutto ciò deriva che negli atleti le necessità
quotidiane di proteine sono superiori a quelle del sedentario;
esse possono essere anche più che doppie (ma molto difficilmente
superano i 2,2-2,4 grammi quotidiani per chilogrammo di peso corporeo)
negli atleti più muscolosi e più magri degli sport
di forza e di potenza muscolare che si allenano molto intensamente.
Possono invece essere fra 1,5 e 1,8 grammi per chilogrammo e per
giorno nei mezzofondisti e fondisti che in allenamento compiono
decine e decine di chilometri settimanali. Si tenga presente che,
in ogni caso, che è bene che tali necessità siano
calcolate nel singolo atleta. Nell'atleta che ad ogni pasto principale
consuma una porzione di carni (intendendo in tale termine anche
i prodotti della pesca e le carni conservate, come il prosciutto,
la bresaola e così via) difficilmente si rende necessaria
l'integrazione con proteine in polvere. Può darsi che questa
possa essere utile in quello vegetariano.
In tutti è comunque molto importante la corretta distribuzione
delle proteine stesse nel corso della giornata. Esse non devono
mai essere concentrate in un solo pasto, come erroneamente qualcuno
suggerisce. E' bene, invece, che siano ripartite nei diversi pasti
della giornata, ossia i due principali, la prima colazione e gli
spuntini. In questa maniera si hanno almeno questi due vantaggi:
· il primo è che si favorisce l'assimilazione delle
proteine stesse; quando si assumono troppe proteine in una volta
sola, infatti, a livello intestinale è inferiore l'assorbimento
degli aminoacidi;
· il secondo è che si possono derivare i maggiori
miglioramenti possibili dall'allenamento; nella maggior parte
dei casi, infatti, tali miglioramenti sono legati alla sintesi
di nuove proteine (per esempio per fabbricare enzimi o mitocondri
o nuovi capillari); per la sintesi di esse, però, è
necessario che a disposizione dei muscoli ci sia la materia prima
per costruirle, ossia gli aminoacidi; ma nell'organismo non si
sono depositi di aminoacidi, poiché essi, dopo poche ore
che sono stati assorbiti, se non sono utilizzati per sintetizzare
nuove proteine, vengono trasformati in altre sostanze; d'altro
lato, lo stimolo alla sintesi di esse permane per alcune decine
di ore dopo il termine della seduta, ma se si consumano tante
proteine in una volta sola e poi si rimane a lungo senza assumerne
altre, succede inevitabilmente che lo stimolo alla sintesi proteica
non abbia seguito e che in quell'intervallo di tempo non siano
fabbricate altre proteine e, dunque, la forza del muscolo non
aumenti; l'allenamento, in tal modo, risulta meno efficace di
quello che potrebbe essere; soltanto una ripartizione dell'apporto
proteico in vari momenti della giornata, insomma, può garantire
che si possano sfruttare in pieno gli effetti favorevoli del lavoro.
Penso, in definitiva, che alla maggior parte degli atleti non
serva per niente assumere proteine in polvere e che basti un'alimentazione
razionale con i cibi contenenti proteine per arrivare ogni volta
alla quantità necessaria di questo nutriente.
(Enrico Arcelli)
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