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GLI
INTEGRATORI ALIMENTARI - gli aminoacidi
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Enrico
Arcelli per Novararunning:
Fra
gli integratori che, a torto o a ragione, sono molto usati dagli
atleti ci sono sicuramente gli aminoacidi a catena ramificata,
indicati anche come BCAA dalla terminologia inglese Branched Chain
Aminoacids. Si tratta di tre aminoacidi che devono il loro nome
al fatto che c'è una ramificazione nella catena carboniosa
che ne costituisce lo scheletro; sono la valina, la leucina e
la isoleucina. Essi (assieme alle vitamine e ad alcuni acidi grassi)
vengono detti essenziali per il fatto che sono molecole che hanno
contemporaneamente due caratteristiche: da un lato sono indispensabili
all'organismo; dall'altro lato l'organismo - che pure è
capace di sintetizzare molte migliaia di molecole differenti -
non è capace di fabbricarli. Essi, dunque, devono essere
obbligatoriamente assunti dall'esterno.
Ricordo
che ad un convegno un tale ne parlava come se fossero farmaci,
sosteneva che erano pericolosi per il fegato e proponeva di considerarli
doping. Gli dissi allora che sapevo che quel giorno li aveva presi
anche lui e quel tale, indignato, mi chiese di ritirare subito
quello che avevo detto. Gli spiegai che nella carne circa il 4%
del peso è rappresentato proprio da aminoacidi a catena
ramificata e che, essendo sostanze essenziali, se non ne avesse
presi almeno 5 grammi per giorno, dapprima si sarebbe ammalato,
poi sarebbe morto!
Quanto
alla possibilità che facessero male al fegato, si trattava
di una di quelle falsità che - per il fatto di essere ripetute
continuamente - finiscono per essere credute verità sacrosante.
Gli aminoacidi a catena ramificata, del resto, vengono dati proprio
ai malati di fegato (il "Free Liver", il prodotto della
Bracco a base di questi aminoacidi, è nato proprio per
gli epatopatici e soltanto in un secondo tempo è stato
"riciclato" per gli sportivi; per questo ha un nome
che significa "fegato libero"). L'idea di reputarli
sostanze dopanti, poi, non può stare in piedi; possono
essere ritenuti dopanti, infatti, soltanto i farmaci, non gli
integratori, quali semmai sono gli aminoacidi a catena ramificata.
Ma
gli aminoacidi a catena ramificata possono essere utili agli atleti,
in particolare ai corridori del mezzofondo e del fondo?
Come
"carburante" da prendere prima di una gara o di un allenamento,
non sembrano funzionare. Uno studioso molto importante, il britannico
E.A. Newsholme, aveva sostenuto che i BCAA permettevano di avvertire
in misura minore alla fatica, poiché avevano la capacità
di ridurre nel cervello la produzione di un neurotrasmettitore
che, appunto, fa sì che si avverta la sensazione di affaticamento;
ma anche le ricerche compiute in questo senso non hanno dato esito
favorevole.
Un
tempo si sosteneva anche che essi fossero molto utili per favorire
l'incremento della massa e della forza dei muscoli; da questo
punto di vista, invece, le ricerche indicano che nell'atleta il
vantaggio è minimo o nullo.
Quello
che è certo, ad ogni modo, è che gli aminoacidi
a catena ramificata sono utili nel favorire il recupero dopo una
gara o dopo un allenamento impegnativo; essi, infatti, consentono
di avere meno dolori muscolari e, soprattutto, fanno sì
che siano minimi gli squilibri ormonali (abbassamento degli ormoni
con effetto anabolico, come il testosterone, e innalzamento di
quelli con effetto catabolico, come il cortisolo), squilibri che,
invece, si hanno quando l'organismo è sottoposto ad uno
stress fisico. Insomma: è semmai il caso di utilizzarli
- specie quando non si è allenati al meglio - quando, per
esempio, si fa una corsa a tappe oppure si hanno due corse molto
vicine, una situazione che nell'atletica non è fra le più
comuni.
Per
il fatto che si possono trasformare in glutammina, poi, possono
anche aiutare ad evitare di incorrere nelle malattie infettive,
per esempio in quelle delle prime vie aeree che colpiscono talvolta
l'atleta quando si allena molto duramente o fa uno sforzo al quale
non è abituato. In questi casi, infatti, l'organismo -
che di solito non ha problemi a produrre tutta la glutammina di
cui necessita - non riesce a soddisfare le richieste; e a soffrirne
sono anche i tessuti che sono impegnati nel produrre le difese
contro gli agenti infettanti. Se si è fra coloro che prendono
il mal di gola ogni volta che si allenano molto o quando fanno
una gara molto dura, si può anche prendere in considerazione
l'eventualità di utilizzarli, in alternativa alla glutammina
ed eventualmente in combinazione con la vitamina C.
Temo,
in definitiva, di avere deluso chi sperava di avere un vantaggio
cronometrico dal fatto di assumere i BCAA. Anche a prenderne molte
decine di grammi in una volta sola, di sicuro non si guadagna
neppure un secondo!
(Enrico Arcelli)
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