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Enrico Arcelli per Novararunning, settembre 2006. MARION JONES E' DOPATA. ANZI, NON LO E'.
Tutto senz'altro molto interessante. Quello che, però, vorrei far notare è la sostanza alla quale la Jones è stata trovata positiva: l'eritropoietina. Si tratta di un ormone che tutti noi normalmente produciamo e che induce il nostro midollo osseo a immettere nel sangue i globuli rossi. Se oltre a quella prodotta naturalmente, in ogni caso, noi iniettiamo nel nostro corpo altra eritropoietina, ecco che nel sangue aumenta il numero dei globuli rossi. E siccome i globuli rossi sono i trasportatori dell'ossigeno dai polmoni fino ai muscoli, ne consegue che sono favorite le prestazioni con una significativa componente aerobica, a partire dalle prove di ciclismo su strada, di maratona, di triathlon e di marcia. Ma allora a che cosa servirebbe assumere eritropoietina ad un corridore dei 100 metri? Nel corso della gara di 100 o di 200 metri, di sicuro non serve nulla avere più globuli rossi. Si dice, però, che può essere vantaggioso in allenamento, dal momento che favorisce il recupero. Si badi che ad essere favorito è soprattutto il recupero all'interno della seduta; se, per esempio, vengono eseguite alcune ripetute (poniamo di 50 metri o di 150 o di 300), si può ridurre l'intervallo fra una ripetuta e l'altra perché il cosiddetto "debito di ossigeno" può essere pagato più rapidamente. Nella singola seduta, in pratica, si può compiere lo stesso lavoro (per esempio lo stesso numero di ripetute) in un tempo inferiore. Ma questo, in nessuna maniera, può determinare un vantaggio delle capacità prestative dello sprinter. Secondo alcuni, può anche succedere che in ogni seduta ci si riesce ad allenare un po' di più; ma su questo ci sono forti dubbi, poiché il pagamento del debito d'ossigeno è solo una delle componenti della fatica e non è certo quella più importante ai fini della capacità di aggiungere qualcosa (per esempio un'altra ripetuta) all'allenamento che si è fatto. Anche il recupero fra una seduta e l'altra non dovrebbe in alcuna maniera risultare avvantaggiato dal fatto di avere più globuli rossi. Ma allora - per riprendere la domanda di prima - perché mai un velocista dell'atletica dovrebbe prendere eritropoietina, una sostanza che, tra le altre cose, è pericolosa per la salute ed è piuttosto cara? Di solito
gli sprinter si dopano con gli anabolizzanti (i farmaci che aumentano
la massa e la forza dei muscoli) o con gli eccitanti. Se lo fanno con
l'eritropoietina, secondo me il motivo può essere soltanto uno:
l'ignoranza. Questo non significa che chi risulti positivo all'antidoping
per l'eritropoietina non dovrebbe essere squalificato se la sua gara
sono i 100 o i 200 metri. Forse, anzi, bisognerebbe dare loro una pena
ancora più severa, per quella stupidità che li ha fatti
cadere nella rete dei venditori di doping. |
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