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"Il record del
mondo nella maratona di Gebreselassie".
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ottobre 2007: il record del mondo nella maratona di Gebreselassie.
Enrico Arcelli per Novararunning
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Secondo me è il caso di analizzare in maniera un po'
approfondita il record del mondo della maratona che Haile
Gresilassie ha ottenuto a Berlino il 30 settembre 2007. In
suo tempo finale è stato di 2.04'26", vale a dire
29" in meno di quanto il vecchio primatista, il keniano
Paul Tergat, aveva ottenuto nel 2003, sempre nella gara di
Berlino che, come ben si sa da tempo, è una delle più
veloci del mondo. La prima considerazione è che l'etiope
ha corso ogni frazione di 1000 m in qualche centesimo meno
di 2'57", per la precisione in 2'56"96. |
Già questo è un dato straordinario per chi capisce
di corsa lunga: significa, per esempio, correre 4 volte di seguito
i 10.000 m in 29'29"6 e poi compiere altri due chilometri
e rotti allo stesso ritmo!
Ma ci sono altri elementi molto interessanti in questo primato.
IL NEGATIVE SPLIT. - Gebre ha corsa la seconda metà (1.01'56")
più veloce della prima (1.02'29"), un fatto che di
solito succede soltanto ai grandi campioni. Com'è possibile
che un atleta riesca a fare una cosa di questo genere?
Anni fa, quando ancora non si parlava di negative split per definire
il fatto di riuscire a fare i secondi 21,1 km in un tempo migliore
dei primi, avevo sostenuto che nel corso della maratona ci sono
almeno due fattori che possono fare sì che nel finale di
gara si vada più piano (ma possono essere di più
di due se, per esempio, la temperatura ambientale e l'umidità
sono alte e se l'atleta suda molto):
- il primo è che nel corso della gara il quoziente respiratorio
tende ad abbassarsi, la qual cosa significa che - a parità
di ossigeno utilizzato - i muscoli hanno a disposizione una minore
quantità di energia; questo abbassamento del quoziente
respiratorio è tanto minore quanto più allenato
è l'atleta;
- il secondo è che la stanchezza rende la corsa più
costosa e, dunque, fa sì che si vada più piano a
parità di spesa; anche in questo caso, l'alto livello della
preparazione fa sì che il peggioramento si riduca.
A causa di questi due fattori, in pratica, è come se per
ogni minuto da un lato l'organismo disponesse di una minore quantità
di "benzina" e, dall'altro, dovesse spenderne di più
per correre alla stessa velocità. E' questa la ragione
per la quale la maggior parte dei maratoneti amatoriali ha un
finale di gara più lento. Ma esiste, poi, un fattore che,
invece, aiuta ad andare più forte:
- vi è una diminuzione del peso corporeo, dovuta al fatto
che si perde sudore e che, mentre si corre, si espira un gas (l'anidride
carbonica) che è più pesante del gas che si inspira
(l'ossigeno); siccome la spesa per correre è direttamente
proporzionale al peso corporeo, ecco che essere più leggeri
significa andare più veloci.
Nei maratoneti molto ben allenati e di altissimo livello, quest'ultimo
fattore può prevalere sugli altri due e, così, per
costoro ci può essere in negative split.
L'ESTREMA UNIFORMITA' DEL PASSO. - Un dato straordinario nella
maratona di Gresilassie è stata l'uniformità dell'andatura.
Questi, infatti, sono stati i suoi passaggi e i tempi parziali
per ogni frazione di 5000 m:
Distanza Passaggio Parziale
5 km 14'44" 14'44"
10 km 29'27" 14'43"
15 km 44'16" 14'50"
20 km 59'10" 14'54"
25 km 1.14'05" 14'55"
30 km 1.28'56" 14'51"
35 km 1.43'38" 14'43"
40 km 1.58'08" 14'30"
Subito si vede come siano stati vicini l'uno all'altro i tempi
su ciascun tratto di 5.000 m: il più lento è stato
di 14'55" (dai 20 ai 25 km), il più veloce di 14'30";
se, però, si esclude quest'ultimo parziale (ottenuto dai
35 ai 40 km, quando il traguardo era ormai vicino e l'etiope ha
potuto dare tutto quello che aveva in corpo), la frazioni più
veloci diventano di 14'33" (la seconda e la penultima), con
una differenza nei tempi fra i due estremi di soli 12 secondi.
La velocità media sulla maratona di Gebre è stata
di 20,346 km/h e, quando si confronti tale dato con quello della
velocità sulle varie frazioni, anche tenendo conto del
fatto che la spesa sale in maniera diretta con l'aumento della
velocità, ci si rende conto di quanto straordinaria sia
stata la regolarità:
Tratto di gara Velocità Differenza percentuale
(km) (km/h) con la velocità media
0-5 20,362 - 0,08%
5-10 20,385 +0,10%
10-15 20,225 - 0,59%
15-20 20,134 - 1,04%
20-25 20,112 - 1,15%
25-30 20,202 - 0,71%
30-35 20,385 +0,19%
35-40 20,690 +1,69%
40-42,2 20,905 +2,75%
Sempre non tenendo conto di quanto è successo dal trentacinquesimo
chilometro in poi, le differenze di velocità sono state
dell'1,15% o inferiori!
QUANDO E' VANTAGGIOSO TENERE UN'ANDATURA COSTANTE. - L'esperienza
da campo indica che nelle gare del mezzofondo e del fondo è
vantaggioso, quando si voglia ottenere la migliore prestazione
cronometrica possibile, mantenere una velocità di gara
estremamente costante. Ma questo vale soltanto a partire dai 1500
m. Succede, infatti, che, nelle gare più brevi dei 1500
m, questa distribuzione dello sforzo non è la più
favorevole:
- negli 800 m, come abbiamo cercato di dimostrare in un articolo
che è uscito sul n. 2/2007 di Atleticastudi (oltre che
da me, è firmato da Antonio Dotti, da Pietro Luigi Invernizzi
e da Antonio La Torre), è preferibile avere un avvio più
veloce, con i primi 200 m del 2,1-6,6% più veloce della
media dell'intera gara e con i primi 400 m più veloci di
essa dello 0,7-3,7%;
- nei 400 m, invece, come è stato visto da due studiosi
tedeschi sulle finali maschili e femminili di due campionati del
mondo, succede invece che, già dopo i primi 100 m, i tempi
per ogni frazione di 50 m tendono a peggiorare; la velocità,
insomma, è in calando (chi nell'ultimo rettilineo sembra
accelerare, in altre parole, è quello che cala meno di
tutti gli altri). Questa sembrerebbe essere la tattica più
proficua per ottenere il risultato migliore.
I GRANDI MERITI DI GEBRESILASSIE. - Gebresilassie ha 34 anni
ed ha avuto una straordinaria carriera come specialista dei 5.000
m e dei 10.000 m; era fortissimo nel passo (tanto da avere ottenuto
dei primati che, all'epoca, erano davvero eccezionali), ma ancora
di più nella volata finale. Era anche un atleta molto duttile,
tanto da essere stato capace di vincere un titolo mondiale indoor
nei 1500 m. Un altro grande merito è stato anche quello
di essere capace, per passare dal mezzofondo alla maratona, di
cambiare la sua tecnica di corsa: da rimbalzante quale era, a
circa 30 anni è riuscito a farla diventare "piatta",
come è indispensabile che sia nella maratona. Si tratta
di un merito non da poco.
E' UN RECORD MOLTO VALIDO - Qualcuno ha scritto che Gebre ha
battuto di poco il record di Tergat. Non sono d'accordo: nella
maratona, infatti, mezzo minuto di progresso, a parer mio, è
davvero molto. E' stato anche scritto che i tempi sono maturi
per tempi sotto 2.03'. Chi non conosce la maratona, tende spesso
a dire che i tempi su questa distanza sono poco significativi
e che i margini di progresso sono molto ampi. A parer mi si tratta
di errori grossolani. Nei 100 m, per esempio, i fattori che possono
determinare una variazione nel tempo ottenuto (a partire dal vento
e dall'altitudine) incidono in maniera ben più pesante
che nei 42,2 km, quando le gare siano state corse in piano e con
condizioni climatiche accettabili. I primati ottenuti ora, inoltre,
sono - secondo me - molto validi, anche se soltanto quello che
succederà in futuro ci potrà dare una visione più
chiara di quella che possiamo avere adesso.
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